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Anno VII - Num. 37 / 2019

Anno VII - Num. 36 - 10 febbraio 2019 Comunicati stampa

Più di 200 edili il 15 da Palermo a Roma per lo sciopero generale del settore costruzioni

di Redazione TrinacriaNews
         

Più di 200 edili  il 15 da Palermo a Roma per lo sciopero generale del settore costruzioni. Il dramma della crisi emerso nelle assemblee preparatorie. “Opere a  rischio, mancanza di lavoro, appalti-lumaca”. Treno di edili domani alle 18,30 alla stazione centrale.   

Palermo 13 marzo 2019 – Oggi si è concluso il ciclo di assemblee unitarie con i lavoratori edili in vista dello sciopero nazionale del settore delle costruzioni del 15 marzo a Roma. Sono state in tutto una ventina le assemblee svolte in aziende come Italcementi,  Passante ferroviario, Anello ferroviario, Bolognetta scpa, Coime, e altre piccole realtà territoriali. Saranno in 200 a partire da Palermo, la delegazione più folta  raggiungerà Roma in treno, con partenza domani alle 18,30 dalla stazione centrale.

   “Dalle assemblee  è emerso un alto livello di partecipazione e di preoccupazione per il futuro. L’esigenza è quella di  fare ripartire al più presto gli investimenti per dare nuovo impulso al settore delle costruzioni  – dichiarano i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea Ignazio Baudo, Francesco Danese e Piero Ceraulo – I dati del settore sono sempre più negativi, gli operai attivi a Palermo  sono crollati del 50 per cento in questi dieci anni.  La crisi di tante aziende, i posti di lavoro a rischio e la mancanza di lavoro sono tra le motivazioni che spingeranno venerdì gli edili di Palermo a partecipare alla mobilitazione romana. E poi c’è il tema delle pensioni. A  quota 100 pochissimi lavoratori edili potranno accedervi. In Sicilia la media di contribuzione è 27 anni,  la precarietà del settore, come è emerso dalle assemblee,  non consentirà  quasi  nessuno a Palermo di raggiungere i 38 anni di contributi”.

     Da Palermo arriverà a  Roma un Sos forte dal settore delle costruzioni. Un lungo elenco di cantieri infiniti, lavori a rischio incompiuta, sblocco di opere di cui si parla da anni:  dal raddoppio del ponte Corleone, al sottopasso di via Perpignano, al raddoppio della tratta ferroviaria  Ogliastrillo-Castelbuono, ai depuratori, agli interventi di messa in sicurezza del patrimonio artistico e architettonico alle  nuove linee del Tram. “Troppe da noi le opere che rischiano di non essere completate  e lunghissimo l’elenco  di altre che non riescono ancora a vedere  la  luce – aggiungono Baudo, Danese e Ceraulo – Scontiamo un ritardo infrastrutturale che continua a determinare un divario troppo netto tra Nord e Sud del Paese”.

 

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