Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno I - Num. 02 - 18 giugno 2012 Politica e società

Le nuove dive dello spettacolo a luci rosse: le webcam girl. Per un sesso da voyeur

di Clelia Barbanera
         
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webcamLa webcam girl (o boy, per gli uomini) è il nuovo mestiere del mondo erotico online.

Il fenomeno è nato circa dieci anni fa, con l’avvento delle videochat e dei software per le videochiamate e oggi conta migliaia di “affezionati” clienti. Una webcam girl è una ragazza che intrattiene online il suo cliente con spogliarello, masturbazione, rapporti sessuali con il partner e tutto quello che il cliente richiede sul momento.

I clienti appartengono a diverse tipologie, ci sono i timidi che preferiscono un approccio online con una ragazza perché coperti dallo schermo di un computer, ci sono i soggetti che soddisfano le loro perversioni chiedendo magari un abbigliamento particolare alla ragazza o facendole recitare una sorta di gioco di ruolo. Molti sono sposati, hanno figli, alcuni credono che sia uno sfogo “lecito” perché non implica il rapporto fisico, quindi, non sembra tradimento. Alla maggior parte, comunque, piace guardare.

Si potrebbe definire tutto ciò un’evoluzione del voyeurismo, anzi, c’è di più: chi non intende interagire con la ragazza direttamente, ma vuole solo osservare, può usufruire di una “spycam” cioè di una seconda connessione con la camgirl scelta per guardarla mentre segue le richieste di chi sta videochattando con lei. Un voyeur del voyeur insomma.

I portali dove trovare le webcam girl sono davvero tanti e i nomi non lasciano davvero niente all’immaginazione, molti le definiscono “ragazze in vendita”. Lo scopo di una camgirl, al di là di un possibile piacere personale o esibizionismo, è il guadagno, i portali più noti hanno tariffe che variano dai 3 a 5 euro al minuto di connessione live, di cui metà della cifra è destinata alla ragazza scelta. Molte di loro dichiarano di guadagnare circa 2000 euro al mese con una media di 4 o 5 ore lavorative, più gli ulteriori introiti derivanti dalle spycam, dalle foto, dalla pubblicazione del proprio indirizzo e-mail, del numero di cellulare, dalla vendita della biancheria intima utilizzata negli spettacoli. Chi non intende dividere il proprio guadagno con il sito ospitante, sceglie di crearsi una “nicchia” di fedelissimi fans e utilizzare i programmi di videochiamata per gli show, ottimizzando le entrate e gestendo direttamente il portfolio clienti.

Della serie “il corpo è mio e me lo gestisco io!”

Facendo un giro tra i siti di webcam girl e guardando i form di iscrizione per le ragazze, ho trovato alcuni portali che chiedono la scansione della carta d’identità e le generalità complete, per evitare l’adesione al sito da parte di minorenni. Altri siti, invece, non richiedono documenti ed effettuano meno controlli.

Ma tutto questo, in Italia, è possibile? In realtà no. Esiste una sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, la n.37188, dove si stabilisce che: “Le prestazioni sessuali eseguite in videoconferenza in modo da consentire al fruitore delle stesse di interagire in via diretta ed immediata con chi esegue la prestazione, con la possibilità di richiedere il compimento di atti sessuali determinati, assume il valore di atto di prostituzione e configura il reato di sfruttamento della prostituzione a carico di coloro che abbiano reclutato gli esecutori delle prestazioni o ne abbiano consentito lo svolgimento creando i necessari collegamenti via internet o ne abbiano tratto guadagno”.

In altri paesi europei invece, sia le prestazioni in webcam che la prostituzione in sé, sono legali e questo fenomeno viene ampiamente descritto in un libro, Fucking Berlin, scritto da una studentessa siciliana con lo pseudonimo di Sonia Rossi. Nel romanzo, l’autrice descrive la sua vita da emigrata a Berlino, per frequentare l’università Humboldt, e di come si sia ritrovata, quasi senza accorgersene, a diventare Nancy, una spogliarellista online tramite web cam e poco tempo dopo Stella, massaggiatrice-prostituta nei locali. Il romanzo, edito nel 2008 dalla casa editrice Ullstein, è stato definito “una confessione scandalo” e ha raggiunto le vette delle classifiche di vendita in poche settimane. Oggi Sonia Rossi è madre di un figlio e ha interrotto la sua doppia vita ma, se tornasse indietro, ammette che non cambierebbe nulla e rifarebbe la stessa scelta. L’autrice confessa in un’intervista al Berliner Kurier: Questo è un lavoro molto lucrativo per qualsiasi donna capace di superare le proprie inibizioni.

Anche in Italia non mancano i casi di confessioni scandalo e di libri scritti da ragazze che hanno scelto questo mestiere, è il caso di Helèn, una cam girl milanese che ha già al suo attivo due libri, nel 2007 ha pubblicato Diario di una webcam girl e nel 2010 Manuale della perfetta webcam girl. Il messaggio che intende mandare è chiaro, come si legge a pagina 8 del “manuale”: Tranquillizzatevi mamme, non dispenserò consigli alle vostre bambine portandole sulla cattiva strada, perché a quello ci pensano già molte famiglie.

Un messaggio che fa intravedere un cattivo rapporto familiare probabilmente alla base di scelte di vita che allontanano dai valori etici. E’ necessario che agenzie educative come la scuola e la famiglia riconquistino il dialogo con i giovani per un futuro non basato esclusivamente sulla realizzazione economica a qualunque costo.

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