Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 07 - 10 luglio 2013 Cultura e spettacolo

Videointervista a Serena Dandini per il suo libro sui femminicidi “Ferite a Morte”

Videointerviste a conduttrice Serena Dandini, Sindaco Leoluca Orlando e Assessore comunale Agnese Ciulla

di Vilma Maria Costa
         

Palermo – Il 6 maggio 2013 si è tenuta la presentazione del libro di Serena Dandini Ferite a Morte, edizioni Rizzoli, che ha visto la partecipazione, oltre che dell’autrice e della ricercatrice del CNR Maura Misiti che ha collaborato ai testi e alle ricerche, dell’Assessore alla cittadinanza sociale Agnese Ciulla, di Maria RosaLotti, Le Onde Onlus e dell’attrice Lella Costa che è stata protagonista di molteplici rappresentazioni del lavoro teatrale tenutesi in diverse città italiane e che ha letto per l’occasione una storia tratta dal libro. L’incontro è stato presieduto dal Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il 24 novembre 2013 si è tenuta a Palermo la prima assoluta nazionale del lavoro teatrale Ferite a morte di Serena Dandini, con il sostegno del Comune di Palermo e la collaborazione de Le Onde Onlus. Il testo teatrale è divenuto un libro, integrato da schede informative inerenti la violenza sulle donne. Questo per assicurare la massima diffusione e sensibilizzazione rispetto a un tema di alta rilevanza qual è quello del Femminicidio che è diventato una vera e propria strage di donne , come ci raccontano le statistiche, infatti, si parla di una vittima ogni due, tre giorni.

Ecco per Serena Dandini cosa è significato il suo Spoon River del femminicidio Ferite a morte nasce dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio. Ho letto decine di storie vere e ho immaginato un paradiso popolato da queste donne e dalla loro energia vitale. Sono mogli, ex mogli, sorelle, figlie, fidanzate, ex fidanzate che non sono state ai patti, che sono uscite dal solco delle regole assegnate dalla società, e che hanno pagato con la vita questa disubbidienza. Così mi sono chiesta: ‘E se le vittime potessero parlare?’ Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l’ironia, l’ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali. Donne ancora piene di vita, insomma. ‘Ferite a morte’ vuole dare voce a chi da viva ha parlato poco o è stata poco ascoltata, con la speranza di infondere coraggio a chi può ancora fare in tempo a salvarsi. Ma non mi sono fermata al racconto e, con l’aiuto di Maura Misiti che ha approfondito l’argomento come ricercatrice al CNR, ho provato anche a ricostruire le radici di questa violenza. Come illustrano le schede nella seconda parte del libro, i dati sono inequivocabili: l’Italia è presente e in buona posizione nella triste classifica dei femminicidi con una paurosa cadenza matematica, il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni.

locandina libro

TrinacriaNews ha rivolto alla Dandini le seguenti domande le cui risposte possono essere ascoltate nella Videointervista

  1. Perché questa rappresentazione diventa una raccolta dei testi che sono quelli realizzati, appunto, per il lavoro teatrale che ha portato in giro per l’Italia?
  2. Con Ferite a morte lei ha fatto parlare le donne che sono state vittima di violenza del loro carnefice uomo, ha ridato loro “vita” e ha fatto raccontare loro l’esperienza che le ha condotte a subire il femminicidio, cosa l’ha spinta a lavorare su questo tema e con questa metodologia di racconto?
  3. Ferite a morte è un progetto che lei considera arrivato a compimento che vede con il libro la chiusura di un percorso o al contrario segnerà l’inizio di altri progetti?
  4. Da Marsala, dove due giorni fa si è tenuto il lavoro teatrale ed è partito un appello al Governo. Facciamo subito gli Stati generali sulla violenza contro le donne, anche quella sul web. Come si darà seguito a questo appello?

Ecco le domande rivolte nel corso della videointervista all’Assessore Agnese Ciulla

  1. Assessore, il Comune di Palermo ha dimostrato molta sensibilità al problema dei femminicidi e ultimamente con l’Associazione le Onde di Palermo ha realizzato il progetto ASTRA, a che punto è il progetto e quali sviluppi ci sono stati, ci sono già stati aiuti concreti a donne in difficoltà?
  2. Ci sono in programma altri impegni del Comune che riguardano il tema della violenza sulle donne?
  3. L’incontro di oggi con Serena Dandini e Maura Misiti sancisce l’impegno del Comune di Palermo contro la violenza maschile sulle donne per una maggiore diffusione di una cultura contro la violenza di genere, come pensa che si possano tenere nel nostro Comune  sempre accesi i riflettori su questa strage di donne?

lella costa a ferite a morteEcco le domande rivolte nel corso della videointervista al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando

  1. Cosa significa per il Comune aderire alla convenzione no more e come intende promuoverla?
  2. Come farà attuare e promuovere la convenzione no more?
  3. Nel corso della presentazione ha detto che la Costituzione per Palermo è donna, cosa intendeva?
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