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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno I - Num. 05 - 16 febbraio 2013 Politica e società

Una delle parole più usate nel 2012, SPREAD. Anche da Papa Benedetto XVI

di Vilma Maria Costa
         

Lo spreadQuando circa due anni fa, nel 2011, si cominciò a pronunciare la parola spread pochi addetti ai lavori sapevano di cosa i TG stessero parlando e moltissimi non sapevano cosa significasse e neanche come questa parola fosse scritta. Oggi, invece, abbiamo imparato a conoscerne il significato in molti e il sentirne parlare ci provoca preoccupazione e addirittura nausea.

Una parola inglese che letteralmente significa larghezza, apertura, ma anche, in senso più figurato, divario, e che nel mondo della finanza è considerata un differenziale: E’ usata, infatti, per indicare la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani, BTP, e quelli della Germania, BUND.

Quando dunque parliamo di spread finanziario, chiamato in questa accezione credit spread, se questo aumenta, significa che il rendimento dei titoli di stato italiani scende e di molto rispetto al valore dei corrispettivi tedeschi.

Il rendimento dei titoli di stato dipende dalla fiducia degli investitori, sulla capacità dello Stato di generare la crescita economica. Più sarà maggiore la crescita economica tanto minore sarà il rischio finanziario per chi investe nel titolo. Quando un titolo di stato gode di bassa fiducia si riduce la domanda di mercato e, di conseguenza, lo Stato deve alzare il rendimento dei suoi titoli per poterli vendere.

Crisi dell'economia

Esiste anche uno spread bancario che riguarda la differenza applicata dagli istituti di credito nei mutui tra il tasso di interesse di base del mutuo (Euris o Euribor) e il tasso di interesse nominale applicato sulle rate del mutuo. In questo caso lo spread indica il margine di guadagno della banca relativo all’erogazione del finanziamento.

il tasso di interesse mutuo è uguale al tasso di base + lo spread

Lo spread è, in definitiva, il ricarico della banca sui mutui.

Il principio è classicamente commerciale. Il commerciante (la banca) compra il prodotto (il denaro) ad un prezzo (tasso di scambio interbancario) e lo rivende alla sua clientela ricaricato di un margine di guadagno (spread).

Lo SPREAD è una parola che è diventata facilmente applicabile a diverse coppie di valori paragonabili e misurabili nel tempo.

C’è chi  parla, invece, di spread civile riferendosi alla situazione di crisi del nostro Paese dalla quale non riesce ad uscire e conseguentemente a non avere una crescita economica e ritenendo che la differenza tra il nostro Paese in crisi e glia latri in crescita dipenda da una carente coscienza civile rispetto delle regole, senso di responsabilità e interesse per il bene comune piuttosto che  verso l’interesse di tipo privato. Tutte prerogative che sono alla base di ogni società civile evoluta.

Il Pontefice Benedetto XVI

Anche il Pontefice Benedetto XVI pochi giorni fa l’ha utilizzata per parlare di disuguaglianze sociali chiamandolo spread del benessere sociale. Ecco quanto ha affermato il Papa in un suo discorso al Corpo diplomatico: Se nell’attuale crisi economica si combatte lo spread’ finanziario, bisogna combattere anche quello del benessere sociale, e porre freno alle crescenti differenze fra pochi, sempre più ricchi, e molti, irrimediabilmente più poveri”.

Per il Papa si tratta, insomma, di non rassegnarsi allo spread del benessere sociale, mentre si combatte quello della finanza. Ha voluto sottolineare nel suo discorso che occorre educare a resistere alle tentazioni degli interessi particolari e a breve termine, per orientarsi piuttosto in direzione del bene comune. Ed ha dato una sorta di suggerimento-monito: é urgente formare i leaders, che, in futuro, guideranno le istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali. Anche l’Unione Europea ha bisogno di Rappresentanti lungimiranti e qualificati, per compiere le scelte difficili che sono necessarie per risanare la sua economia e porre basi solide per il suo sviluppo. Da soli alcuni Paesi andranno forse più veloci – ha aggiunto -, ma, insieme, tutti andranno certamente più lontano!

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