Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 07 - 10 luglio 2013 Politica e società

Tsunami Formazione: arrestate dieci persone a Catania

Presidente della Regione Crocetta: "grazie a magistrati e forze dell'ordine di Catania"

di Vilma Maria Costa
         

Tsunami_formazione_Catania_LAYOUTCatania – La guardia di finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza cautelare per 10 indagati e il sequestro di beni equivalente, ben per circa 3.700.000 euro, nell’ambito di un’inchiesta su quattro enti di formazione professionale per contributi nazionali e comunitari destinati alla realizzazione di corsi di formazione professionale. Le accuse contestate, a vario titolo, sono peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso e frode fiscale. Sono coinvolti quattro enti di formazione con sede a Catania e operanti in tutta la Sicilia. Alcuni indagati sono stati trasferiti in carcere e altri posti agli arresti domiciliari. Il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Saffo e del nipote Francesco Cavallaro. Disposti i domiciliari per Concetta Cavallaro, Manuela Nociforo, Eleonora Viscuso, Domenico La Porta, Rosa Maria Trovato, Giuseppe Bartolotta e Biagio La Fata. E’ in corso l’esecuzione degli arresti domiciliari per un decimo indagato.

Gli enti coinvolti sono l’Associazione nazionale famiglie emigrati (Anfe), l’Istituto di ricerche e applicazioni psicologiche e sociologiche (Iraps), l’Associazione nazionale famiglie emigrati siciliani (Anfes), e l’Istruzione, servizi, sport, volontariato, italiano e regionale (Issvir), tutti con sede a Catania.

Ecco come si è espresso il presidente della regione Crocetta sull’accaduto: gli arresti di oggi effettuati a Catania su richiesta della Guardia di Finanza e del procuratore Gennaro, rivelano l’esistenza di un mondo di colletti bianchi protesi all’accaparramento illecito della risorse pubbliche. Tale mondo è stato coperto e qualche volta rappresentato da una parte consistente del sistema politico siciliano, che ha fatto anche gli affari con tale sistema deviato. Viene fuori il ruolo di qualche funzionario della Regione e di parenti eccellenti di politici, nello schema classico che troviamo in tutta la formazione: fatture false a fronte di servizi inesistenti e a volte anche di alunni inesistenti. Ormai sono pochi gli enti che si salvano dagli scandali ed è l’ora di ripensare concretamente a un nuovo sistema di formazione che faccia a meno degli enti privati, che non solo effettuano i servizi a costi molto più alti di quanto costerebbero direttamente alla Regione, ma forniscono spesso una qualità dei corsi assolutamente inaccettabile. La Regione sarà ancora più dura nei confronti di coloro che sbagliano o hanno sbagliato, ritenendo che i soldi dei siciliani debbano essere spesi per il popolo siciliano e non finanziare le clientele della politica. Su questo tema noi abbiamo aperto uno scontro sin dall’inizio che sta portando a fare chiarezza e pulizia. Verificheremo anche i comportamenti che hanno avuto i funzionari e i dirigenti sulla vicenda denunciata dalla procura di Catania, ma ritengo che con altrettanta immediatezza bisogna attivare la procedura di sospensione dell’accreditamento degli enti e del personale regionale coinvolti. Intanto grazie ai magistrati per il loro splendido lavoro e grazie alle forze dell’ordine di Catania,con cui siamo sempre pronti a collaborare, fornendo ogni documentazione necessaria

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