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Anno XII - Num. 56 - 03 settembre 2024

Anno IV - Num. 21 - 02 marzo 2016 Comunicati stampa

SVILUPPO ITALIA SICILIA, GARANZIE OCCUPAZIONALI PER I 75 LAVORATORI. L’IMPEGNO PRESO DALL’ASSESSORE BACCEI AI MARGINI DELL’AUDIZIONE IN COMMISSIONE BILANCIO

di Redazione TrinacriaNews
         

Palermo 5 aprile 2016 – Sviluppo Italia Sicilia: all’audizione dei sindacati in commissione Bilancio all’Ars l’assicurazione  che non sarà fatta “macelleria sociale” ma che saranno salvaguardata le professionalità e le competenze dei 75 dipendenti. Le organizzazioni sindacali Fisac Cgil, First Cisl, Uilca prendono atto inoltre  delle dichiarazioni dell’assessore Baccei, rilasciate a margine dell’audizione in commissione, che ha prospettato la   la tutela occupazionale dei 75 lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia con il passaggio in un’altra partecipata. “Apprezziamo la sensibilità dei componenti della commissione Bilancio di fronte alla recente degenerazione aziendale conseguente all’ultima deliberazione del cda e del socio unico, pur in presenza di commesse che avrebbero potuto salvare la società – dichiarano per la Fisac Cgil Elia Randazzo e Pietro Mazzarese, per la First Cisl Pietro Cocuzza e Salvatore La Marca e Salvo Patti per e Ernesto Barba per Uilca – Ora ci aspettiamo concreti provvedimenti da parte del governo regionale per garantire in tempi ristretti la continuità occupazionale e la difesa del patrimonio di professionalità oggi presente in Sviluppo Italia Sicilia. Le competenze e le professionalità dei lavoratori rappresentano una risorsa importante che non deve essere dispersa. I lavoratori dovranno essere salvaguardati in una società per continuare a prestare la loro opera fornendo lo stesso tipo di assistenza tecnica alle imprese di adesso. Le modalità di un eventuale passaggio di ramo d’azienda o di una possibile fusione dovranno essere adesso presto definite. Abbiamo assistito a  una mancanza di strategia: la  società è stata posta in liquidazione a 24 ore dalla convocazione in commissione Bilancio, ancora in attesa di definire il futuro della commessa Garanzia Giovani. Ciò denota confusione nel modo di procedere sulle partecipate. In questo modo, senza  una vera razionalizzazione delle società, ci vanno di mezzo i lavoratori”.

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