Palermo, 29 apr-Sono due i cortei che si terranno in Sicilia in occasione dello sciopero generale dei dipendenti della scuola proclamato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil scuola, Snals, Confsal e Gilda Unams che contestano il disegno di legge governativo sulla “buona scuola”. Nelprimo, a Palermo, confluiranno , oltre a quelli del capoluogo, imanifestanti di Agrigento e Trapani. Il concentramento sarà alle 9 a piazza Marina da dove partirà il corteo che attraverso corso Vittorio,via Roma e Via Cavour raggiungerà piazza Verdi, dove si svolgeranno i comizi. La manifestazione di Catania vedrà protagonisti anche ilavoratori di Messina, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa. Il radunosarà alle ore 9.00 a piazza Europa. Il corteo sfilerà poi per corso Italia, piazza Verga per arrivare a piazza Roma dove si terranno i comizi. I punti del ddl che i sindacati considerano “critici” riguardano l’affidamento della programmazione dell’offerta formativa a un piano triennale “negando la continuità didattica- dice una nota unitaria-sottraendo al collegio dei docenti le proprie prerogative, affidando al dirigente scolastico tutta la responsabilità della sua organizzazione”.Al centro della protesta anche la chiamata diretta e un piano delleassunzioni che presenta “obiettivi ridimensionati”. Ma anche il profiloe le competenze del dirigente scolastico. “E’ intollerabile- dice la nota unitaria- pensare che un uomo solo al comando possa risultare la risposta giusta. E’ una scelta distante dall’idea di autonomia centratasulla scuola come comunità che istruisce ed educa”. Il documento dei sindacati tocca anche i temi della governance, delle risorse finanziarie destinate alla scuola, giudicate insufficienti, di quello che il ddl prevede sui docenti. I sindacati chiedono anche che dal ddl vengano stralciati tutti gli interventi che costituiscono materie contrattuali.I sindacati, che lanciano un appello alla partecipazione allo sciopero ealle manifestazioni, alla luce delle loro critiche, contestano anche lavelocità che il governo vorrebbe imprimere all’iter parlamentare deldisegno di legge, che incide sulla possibilità di un esame approfondito.