Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 14 - 25 novembre 2014 Politica e società

Sciopero Generale CGIL e UIL del 12 dicembre in Sicilia

Michele Pagliaro: “occorre agire per creare lavoro e non per diminuire i diritti” Claudio Barone: "Il Jobs Act? No grazie. Servono maggiori tutele per evitare licenziamenti di massa”

di Redazione TrinacriaNews
         

13161_1510906575833336_4725761084397167537_nPalermo – “In Sicilia dal 2008 sono andati perduti 200 mila posti di lavoro, è scomparso il 40% del manifatturiero, il 60% dei giovani è senza lavoro, se mettiamo assieme i precari di tutti i settori arriviamo al numero di 142 mila: di fronte a una situazione così pesante il governo deve agire per creare occupazione non per diminuire diritti e tutele come sta facendo. E’ per questo che la Cgil ha proclamato assieme alla Uil lo sciopero generale del 12 dicembre: per mandare a Renzi una forte richiesta di inversione di rotta”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, durante la conferenza stampa per la presentazione a Palermo dello sciopero del 12 dicembre. Alla conferenza stampa, nella sede della Camera del lavoro, ha partecipato la leader nazionale Susanna Camusso.

Nel capoluogo siciliano il 12 si terrà una manifestazione. “Renzi è venuto in Sicilia spesso da quando è presidente del Consiglio- ha aggiunto Pagliaro – ma noi vogliamo dirgli che non ci servono le pacche sulle spalle, ma le risposte per restituire dignità a tutti i cittadini a partire da quelli che hanno pagato e pagano regolarmente le tasse in un’isola che contribuisce annualmente con 3 miliardi di gettito Irpef e non può accettare di essere abbandonata al proprio destino. Noi chiediamo investimenti per fare ripartire l’economia e rilanciare l’occupazione e tutele, tutto l’opposto di quello che ha finora fatto il governo, che con uno dei suoi provvedimenti- ha sottolineato Pagliaro riferendosi alla legge Poletti – causerà la revoca degli ammortizzatori in deroga per 5.000 lavoratori siciliani”.

“Maggiori tutele per i precari. Il Jobs Act, infatti, anziché garantire tutele crescenti a chi oggi ne ha poche cancella quelle esistenti ai lavoratori che negli anni le hanno conquistate. In Sicilia ventimila lavoratori outbound dei call center per effetto dell’abolizione dei contratti a progetto perderanno il posto. Le aziende hanno già annunciato la delocalizzazione all’estero e se non si interviene individuando correttivi e tutele migliaia di famiglie resteranno in mezzo alla strada”. Lo dice Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che continua: “Anche i lavoratori inbound dei call center che hanno contratti di lavoro dipendente rischiano di essere licenziati. A Palermo Accenture licenzia mentre British Telecom con quelle stesse commesse vuole assumere altrove nuovi lavoratori godendo dei nuovi incentivi previsti dal Governo Renzi. Se è questa l’occupazione che produrrà il Jobs Act diciamo insieme a tutti i lavoratori che il 12 Dicembre scenderanno in piazza. “No Grazie”. Anche la Regione siciliana deve fare la sua parte – conclude il leader della Uil Sicilia – . La proroga per gli lsu degli Enti locali da ancora un anno di tempo alla politica per individuare un percorso che porti alla stabilizzazione. Non possiamo sprecarlo e chiediamo un lavoro stabile e dignitoso e che si finisca di sfruttare i bacini di precari, da sempre sotto ricatto per fini elettorali”.

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