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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 10 - 24 febbraio 2014 Cultura e spettacolo

In scena a Catania dal 6 al 16 marzo l’Otello di Luigi Lo Cascio

di Dario Milazzo
         

L’Otello di Luigi Lo CascioCatania  – Il Teatro “Giovanni Verga” di Catania dal 6 al 16 marzo ospita lo spettacolo Otello.

Nel cast Luigi Lo Cascio non solo è interprete, ma anche autore e regista. Vincenzo Pirrotta interpreta Otello, Valentina Cenni Desdemona e Giovanni Calcagno un soldato.

Il punto di vista dell’autore è inedito: il racconto è affidato ad un soldato non presente nella tragedia di Shakespeare. E’ proprio il soldato, dopo aver assistito gli eventi, e averli sentiti distorcere dalla gente, a raccontare la verità sull’accaduto prendendosi alcune licenze in merito.

Il risultato è un Otello scarnificato per quel che concerne il numero dei personaggi, tre per l’appunto: il Moro, Jago, Desdemona, ma ricco di rivisitazioni esistenziali.

Una rivisitazione dell’amore in tema funesto, dove all’egoismo maschile corrisponde la tragica fine di una donna.

Proprio nella trasposizione di Lo Cascio vengono fuori alcune riflessioni sulla “bestialità” umana.

Riflessione su ciò che istiga questa brutalità, insita nell’uomo, riflessione sull’immane debolezza, o intrisa potenza, che genera questa brutalità.

Una tragedia, quindi, tanto lontana fisicamente dall’isola di Cipro quanto fedele, nell’analizzare l’animo umano, all’Otello shakespeariano. E la rilettura di Luigi Lo Cascio decanta il granello tetro di un male primario sempre vivo tra gli uomini.

Il regista Lo Cascio, per svariate esigenze e per scelte artistiche, ha cercato di cavare un soggetto fedele perlopiù agli spunti narrativi e ai rimandi alla fonte, ma intraprendente, anche per i limiti delle forze a disposizione, nella ricerca di una strada nuova che possa permettere il raggiungimento di una trasposizione degna di nota, cosa ardua visto l’ennesimo numero di trasposizioni della tragedia.

Vista la caratura fortemente individuale della tragedia di Shakespeare, Lo Cascio ha potuto operare un vero lavoro di concentrazione e restrizione del campo d’azione dove vengono focalizzate solo le parti del testo dove è possibile mettere a fuoco l’aspetto e le peculiarità umane dei protagonisti. Ma i veri “protagonisti” dell’«opera» di Lo Cascio sono le incertezze, le incompatibilità, le volubilità dei personaggi, la solitudine, la distanza dei personaggi. L’Otello diventa una tragedia esistenziale dove l’esito luttuoso è solo conseguenza della tragedia vissuta dai protagonisti durante il loro arco esistenziale.

Un storia, quindi, destrutturata, ridotta all’essenzialità e all’esistenzialità; un’impresa elegante, segnata anche dall’utilizzo della lingua siciliana per i soli personaggi maschili: questo in sintesi l’Otello di Lo Cascio. Desdemona si esprime solo in italiano, differenza linguistica testimonianza della differenza di genere: il dialetto come spontaneità, talvolta eccessiva degli uomini, e la lingua italiana come ragione e come sensatezza delle donne.

Infine, sull’opera e sul duo Lo Cascio-Pirrota il direttore del Teatro Stabile di Catania sintetizza così: Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta si confermano un binomio perfetto che il Teatro Stabile di Catania continua a valorizzare: un paio di stagioni fa con la pluripremiata “Diceria dell’untore”, oggi con un inedito “Otello”, molto liberamente ispirato a Shakespeare, coprodotto in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione.

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