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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 08 - 21 ottobre 2013 Politica e società

Riina dal carcere di Opera minaccia di morte il magistrato Nino Di Matteo

di Redazione TrinacriaNews
         

di matteoPalermo – Uno sfogo del capo dei capi di cosa nostra Dal carcere milanese di Opera, Totò Riina così si sarebbe espresso liberamente con un detenuto – dopo un’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia: Di Matteo deve morire. E con lui tutti i pm della trattativa, mi stanno facendo impazzire, parole ascoltate, scrive “Repubblica”, da un agente penitenziario. E avrebbe continuato dicendo: Quelli lì devono morire, fosse l’ultima cosa che faccio; riferendosi anche ai magistrati Vittorio Teresi e ai pm Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia.

Il procuratore capo della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo si è così espresso in merito alla notizia pervenutagli: Siamo profondamente allarmati per la pubblicazione di queste notizie, potrebbero quasi rappresentare una specie di chiamata alle armi per il popolo di Cosa nostra, nei confronti dei magistrati che si occupano del processo della trattativa tra Stato e mafia. Messineo non ha voluto fornire alcun elemento sulla fondatezza della notizia.

Il presidente della Regione Crocetta ha voluto esprimere la sua solidarietà al magistrato Di Matteo che tenta con tutti gli altri magistrati impegnati nella lotta alla mafia di creare quel processo di rinnovamento e di sviluppo economico per l’Isola da Crocetta tanto auspicati. Ecco le sue parole:

La drammatica notizia resa nota oggi, secondo cui il procuratore Di Matteo è nel mirino della mafia per effetto di a una condanna a morte pronunciata da Toto’ Riina, fa emergere la centralità di una lotta alla mafia che oggi come ieri, deve caratterizzare l’impegno delle istituzioni e della società in Sicilia. Troppo spesso e troppo facilmente si è liquidata la mafia come sconfitta e troppo spesso come estinta. La battaglia che oggi si pone di fronte a noi deve tenere conto degli interessi vasti su cui si è articolato il sistema mafioso nella nostra regione, ma anche della possibilità che più si disarticola in quel sistema, più si alza il livello dello scontro. Occorre una nuova straordinaria mobilitazione della società siciliana, che aiuti a sconfiggere e snidare la mafia in tutti i settori, dal pizzo, al traffico delle sostanze stupefacenti, al malaffare nella pubblica amministrazione.

Il Presidente della Regione Rosario Crocetta, ringrazia Di Matteo e tutti i magistrati siciliani che ogni giorno, nell’eroismo del quotidiano, combattono per la nostra libertà. E continua: Liberarsi dalla mafia è l’obiettivo prioritario che tutti noi dobbiamo mettere nella nostra agenda di lavoro per favorire lo sviluppo economico, sociale e civile della Sicilia. La mafia nega la libertà politica, economica, uccide la dignità delle persone. La nostra rivoluzione non può che avere al primo posto proprio la lotta contro la mafia e il malaffare, ovunque esse si annidino. Le vicende di questi mesi e di questi anni, fanno emergere come gli attacchi della mafia siano il tentativo di impedire  proprio quel processo di rinnovamento profondo della nostra Isola, che sta avvenendo grazie proprio al lavoro dei magistrati, delle forze dell’ordine, della società e di parte delle Istituzioni siciliane. Siamo con Di Matteo e con tutti coloro che si battono contro quel sistema mafioso che, – conclude Crocettacome riteneva Falcone, sarà certamente sconfitto nella nostra Isola.

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