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Mazara del Vallo – Sono ormai giornaliere le segnalazioni dei cittadini mazaresi preoccupati dai branchi di cani randagi che scorazzano liberamente per la città. La zona più interessata dalla loro presenza è sicuramente la spiaggia di Tonnarella, in cui si è stabilito un branco piuttosto numeroso che, che, più volte, ha portato scompiglio tra i primi bagnanti e gli amanti del jogging pomeridiano rincorrendoli o inveendo contro di loro.
Ad alimentare la paura dei mazaresi sono anche le notizie di cronaca degli ultimi giorni, che forniscono un vero e proprio bollettino di guerra tra vittime e feriti causati dall’attacco di cani randagi.
Nonostante la quantità di lamentele e appelli dei cittadini, non si hanno ancora notizie di interventi da parte dell’amministrazione comunale.
La legge in materia è abbastanza chiara: con la Legge Regionale n. 15 del 3 luglio 2000, pubblicata sulla GURS n.32 del 7 luglio 2000, sono state emanate le norme di recepimento della Legge 14 agosto 1991, n.281 cioè la Legge quadro in materia di animali da affezione e prevenzione del randagismo, pubblicata sulla GURI n. 203 del 30 agosto 1991. La Legge Regionale 15/2000 promuove la protezione degli animali con particolare riguardo alle condizioni di vita degli animali domestici e di affezione, alla salvaguardia del territorio e alla prevenzione del fenomeno del randagismo. Tra le varie indicazioni, la Legge Regionale ha definito l’istituzione della cosiddetta “Anagrafe Canina”, alla quale devono essere iscritti tutti i cani presenti sul territorio e proibisce l’abbattimento degli animali se non in caso di grave malattia o di comprovata pericolosità.
Questo implica che, dopo la cattura del randagio, questo venga ospitato per un periodo determinato all’interno della struttura, sterilizzato, sottoposto a controlli medici per verificare la presenza di patologie ed, infine, liberato nuovamente.
La soluzione più ovvia pare, quindi, quella della campagna di sterilizzazione, che oltre a bloccare una possibile riproduzione mette anche un freno all’aggressività dell’animale, limitando di molto i fenomeni di aggressione.
La questione mazarese, per il momento, non ha ancora una soluzione e pare ormai affrontata da due fazioni opposte: da un lato coloro che mal sopportano la presenza dei cani e utilizzano mezzi tradizionali per allontanarli, come bastoni e pietre, dall’altro chi, invece, vuole risolvere il problema senza il ricorso alle maniere drastiche e invocano l’intervento del Comune o l’immediata apertura del canile municipale, situato nei locali dell’ex mattatoio, in via Rosario Ballatore presso la contrada Affacciata e già pronto dal Giugno 2011. Il canile prevede 80 box per la custodia di altrettanti cani, più la zona amministrativa e l’ambulatorio veterinario, la gara d’appalto però è andata deserta non permettendo l’aggiudicazione del contratto triennale previsto dal Comune e facendo slittare così i tempi di apertura della struttura.
Si spera in un intervento tempestivo che possa risolvere in maniera definitiva questo grave disagio che sta creando non pochi problemi ai cittadini mazaresi.