Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 10 - 24 febbraio 2014 Cultura e spettacolo

Protocollo d’intesa con UNESCO per candidatura itinerario arabo-normanno a Patrimonio dell’Umanità

(All’interno interviste a sindaco Orlando, prof. Puglisi e prof. Angelini)

di Viviana Villa
         

Protocollo intesa UNESCOPalermo – Si è svolto presso Palazzo Branciforte l’incontro dei Sindaci Leoluca Orlando, Filippo Di Matteo e Rosario Lapunzina per la firma del protocollo d’intesa per la candidatura del sito Palermo Arabo – Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale come Patrimonio mondiale dell’UNESCO. All’evento hanno partecipato anche il Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Giovanni Puglisi e il Direttore della Fondazione Patrimonio UNESCO della Sicilia Aurelio Angelini.

L’itinerario comprenderà le rispettive cattedrali delle tre città, nonché diversi siti nel capoluogo: il Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, il Ponte dell’Ammiraglio, la Zisa, la Cuba, le Chiese di San Giovanni degli Eremiti, di Santa Maria dell’Ammiraglio e di San Cataldo. Tale protocollo intende definire un piano volto all’individuazione delle azioni da intraprendere, mantenendo nel tempo i valori che consentono l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il documento siglato prevede anche la costituzione di un “comitato di pilotaggio”, composto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dell’Interno, dalla Regione Siciliana, dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dall’Assemblea Regionale Siciliana, dai Comuni di Palermo, Cefalù e Monreale, dalle Arcidiocesi di Palermo, Monreale e Cefalù, dall’Eparchia di Piana degli Albanesi, dalla Fondazione Patrimonio Unesco Sicilia, dalla Fondazione Sicilia e dalla Fondazione Federico II. Il comitato, presieduto a turno per due anni da uno dei tre Sindaci, si riunirà a Palermo, almeno due volte l’anno, nella sede della Fondazione Patrimonio UNESCO della Sicilia.

Ad aprire l’incontro è stato il Prof. Aurelio Angelini. L’iniziativa nasce per volontà della Fondazione Banco di Sicilia – ha sottolineato – che ha sostenuto il progetto di studio utilizzato per l’inserimento nella lista propositiva dell’UNESCO. Il protocollo d’intesa che viene firmato oggi è molto impegnativo, perché incarica le istituzioni nel costituire un “comitato di pilotaggio” che servirà a dare le linee di indirizzo, di programmazione, di monitoraggio e di valorizzazione del sito. Come Fondazione UNESCO avremo il ruolo di soggetto di riferimento, mentre le istituzioni avranno un ruolo di indirizzo e di impegno anche finanziario, come le amministrazioni comunali e la Fondazione Federico II.

Il Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO Giovanni Puglisi ha espresso la sua soddisfazione per una candidatura così importante per le tre città coinvolte. Grazie alla sua firma la candidatura è stata inviata a Parigi, dove seguirà le tappe successive. Da siciliano sono felice ed orgoglioso di questa candidatura. Con tutto il rispetto, Palermo è patrimonio dell’umanità a prescindere dall’UNESCO. L’itinerario bizantino arabo-normanno porta all’UNESCO la peculiarità unica del sincretismo culturale e religioso. Il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità può costituire una sorta di vetrina e volano per il marketing turistico e culturale, ma Palermo porta qualcosa di unico e impareggiabile. È stato possibile raggiungere questo importante risultato – ha concluso – solo grazie ai Sindaci delle tre città, che ce l’hanno messa tutta con le loro Amministrazioni Comunali e con gli Assessori alla Cultura per portare avanti il progetto.

A seguire, è intervenuto il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Se ci limitassimo ad indicare i siti candidati al riconoscimento da parte dell’UNESCO faremmo un’operazione riduttiva rispetto al senso di questa candidatura – ha affermato – credo che siamo in presenza di qualcosa di diverso, che possiede una sua originalità. È la candidatura di un’anima di un territorio, di una realtà di straordinaria fusione di identità e cultura. Siamo una città mediorientale in Europa, che in virtù dell’anima normanna diviene anche europea. In nostro, quindi, è un patrimonio immateriale. Le amministrazioni comunali hanno creato, con uno straordinario rapporto di collaborazione, una “task force” dedicata in maniera concreta alla valorizzazione dei siti. Ho avuto, ad esempio,  un incontro sulla mobilità insieme con il Movimento 5 Stelle ed abbiamo concordato di organizzare un percorso arabo-normanno dei sette siti della città in mobilità sostenibile. È un modo per diffondere e far cogliere ai cittadini l’interesse per questa esperienza.

Hanno preso la parola anche i Sindaci degli altri due comuni coinvolti. La candidatura è motivo di vanto per la mia città – ha affermato Rosario Lapunzina, Sindaco di Cefalù – ci carica di grandi responsabilità. Sono Sindaco dal maggio 2012 e già dai primi mesi ho cercato di puntare sulla valorizzazione dei beni artistici e culturali; ne abbiamo tantissimi che erano stati abbandonati.

Mi auguro che sia gli organi regionali che quelli statali ci possano aiutare nel portare avanti questo progetto – ha sottolineato Filippo Di Matteo, Sindaco di Monreale – perché tutto ciò comporterà evidentemente delle spese e dei sacrifici. Siamo sicuri che da parte dell’amministrazione, dei cittadini e delle istituzioni ci sia la voglia di portare avanti questo progetto, per cui con la collaborazione di tutti riusciremo in quello che è il nostro scopo.

L’evento si è concluso con la firma di rito da parte dei Sindaci del protocollo d’intesa.

In occasione dell’evento, la redazione di TrinacriaNews ha incontrato il Sindaco Orlando, il Prof. Giovanni Puglisi ed il Prof. Aurelio Angelini. Questi i contenuti delle interviste:

Leoluca Orlando

Come si impegna il Comune di Palermo attraverso questo protocollo?

L’impegno del Comune di Palermo, così come quello degli altri Comuni, è sostanzialmente quello di presiedere a turno il comitato, che ha la funzione di coordinare le attività, ma anche di realizzare concretamente gli interventi. È un comitato artigianale, perché mette insieme lavoro intellettuale e manuale, così come il momento progettuale e quello realizzativo.

Quali interventi pensa di attuare il Comune di Palermo sui monumenti che saranno ispezionati dagli osservatori internazionali?

Gli interventi sono già in corso. Siamo già intervenuti al Ponte dell’Ammiraglio ed inaugureremo a Piazza Bellini alla Martorana il nuovo locale di informazione turistica. Abbiamo previsto un piano di informazione turistica anche a Piazza della Vittoria. Stiamo provvedendo al recupero dell’area intorno S. Giovanni degli Eremiti. Quindi sostanzialmente per ogni zona esiste una squadra di lavoro che cura gli interventi che sono indicati e prescritti dalla Commissione UNESCO.

Quale ritorno in termini di presenze turistiche porterà il riconoscimento di patrimonio dell’UNESCO?

Aumenterà ulteriormente la forza attrattiva, già molto forte in verità, se è vero come è vero che Palermo è tra le poche città che, nell’ultimo anno, ha visto una forte crescita di presenza turistica. Tutto ciò conferma una vocazione.

Giovanni Puglisi

Durante la conferenza stampa ha affermato che è anche l’UNESCO a ricevere molto da Palermo. Ci spieghi quest’affermazione.

Palermo riceve dall’UNESCO molto in termini di valorizzazione, di vetrina, di enfatizzazione del suo grande spessore culturale. L’UNESCO riceve una peculiarità, un’esemplarità di un sito in cui le vestigia storico-artistiche sono icona di culture che si sono succedute e sedimentate senza mai scalzarsi. Le vestigia di Palermo sono l’anima della città.

Quanto è certo un esito positivo del percorso di candidatura?

Le tecnicalità dell’UNESCO sono abbastanza rigorose. Per andare avanti, questo percorso ha bisogno di un progetto valido, che nel nostro caso è indiscutibile, nonché della strutturazione ineccepibile del piano di gestione. Non è che ci sia una competizione; ogni paese ha la possibilità di presentare un sito all’anno. Per il 2015 l’Italia presenta Palermo arabo-normanna. Il progetto da un punto di vista scientifico e storico artistico è assolutamente coerente con i canoni dell’UNESCO. Il piano di gestione è stato passato al microscopio da tutti i competenti, a cominciare dal Ministero dei Beni Culturali. Credo che non dovremmo avere nessuna preoccupazione.

Quali tappe sono previste dopo l’accettazione della candidatura?

Ci saranno dei passaggi ulteriori. Gli esperti dell’ICOMOS, ad esempio, visiteranno tutti i siti. Questo sta nella regola dell’UNESCO e forse è anche bello per Palermo.

Aurelio Angelini

Quanto è importante per Palermo la candidatura a Patrimonio dell’UNESCO?

L’importanza è legata in primo luogo al riconoscimento storico culturale di una delle capitali del Mediterraneo, una città che ha tra i maggiori patrimoni culturali, oltre che storico-artistici ed ambientali. L’altro aspetto rilevante ruota intorno a questa candidatura. Si può cominciare a pensare a un’idea e a un modello di città nuova, che possa in qualche modo utilizzare al massimo quello che è il suo patrimonio. Finora non abbiamo fatto un uso adeguato né del nostro territorio né delle nostre ricchezze; dobbiamo cominciare, soprattutto in questo momento di difficoltà e di crisi economica, ad avere la consapevolezza che possiamo guardare al futuro con meno pessimismo. Tutto questo se sapremo coniugare le risorse, e quindi il capitale naturale e storico-culturale, con le intelligenze ed il capitale umano di cui disponiamo. Quindi dobbiamo mettere insieme le eccellenze storico culturali e le eccellenze nell’ambito della formazione e delle professioni.

In che modo è intervenuta o interverrà la Fondazione Patrimonio UNESCO della Sicilia, di cui lei è direttore, per l’iter di candidatura di Palermo, Monreale e Cefalù?

Svolgeremo un’attività di valorizzazione del patrimonio, realizzando e progettando iniziative che possano mettere in evidenza le unicità. L’obiettivo è quello di far conoscere questo patrimonio e di conservarlo e valorizzarlo nelle condizioni in cui lo abbiamo ricevuto.

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