Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno I - Num. 05 - 16 febbraio 2013 Cultura e spettacolo

Presentazione di “101 storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato”, un libro che racconta un’altra città nella città…

(videointervista all’autrice Alli Traina)

di Viviana Villa
         

Palermo – Il 24 gennaio 2013 si è tenuta alla Libreria Feltrinelli la presentazione del libro di Alli Traina 101 storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato (Newton Compton Editori), una “collezione” di racconti che svelano un’altra città nella città. Il libro, già best-seller lo scorso Natale, propone un affascinante viaggio in una Palermo misteriosa e magica, in cui la memoria e la leggenda giocano un ruolo di primo piano. Dietro ogni luogo, ogni strada o monumento si intrecciano le storie di personaggi più o meno noti, legati in maniera indissolubile alla città, tanto che raccontare di loro significa parlare di un intero quartiere. In realtà sono le persone che hanno in mano questo libro – afferma l’autrice ai nostri microfoni – sono accomunate dalla passione genuina per un sogno, dal quale poi nascono le cose più belle; il tutto non attraverso un percorso istituzionale, di studio, di vincite, ma grazie alla loro tenacia.

Nell’introduzione, Alli Traina sintetizza in poche righe l’“essenza” di Palermo. Forse si tratta di un incantesimo: per uno strano incontro di caratteristiche e di eventi che si sono susseguiti e stratificati nel tempo, Palermo è bellissima o bruttissima, non ci sono vie di mezzo. A volte ci si convince che non esista luogo al mondo capace di competere con lei, a volte invece si vorrebbe fuggire il prima possibile, mettendo in salvo tutti coloro a cui si vuole bene. Poi ancora – basta un istante della sua luce così intensa e violenta o un odore familiare – si ritorna a non volere altro che lei. Palermo riesce a far vivere istanti di pura bellezza.

I racconti, arricchiti dalle illustrazioni di Toni Bruno, propongono un itinerario inedito fatto di luoghi più o meno dimenticati, di epoche lontane e vicine, che rendono la lettura intrigante ed affascinante. Tra le tante storie vi è quella di Ruggero II, che incaricò il geografo arabo Al Idrisi di realizzare una “guida per i viaggiatori”, una serie di mappe relative alle terre fino ad allora conosciute con le precise descrizioni geografiche, storiche, toponomastiche ed etnografiche. Altri racconti sono dedicati al poeta Antonio Veneziano ed alla sua amicizia “letteraria” con Miguel De Cervantes, all’invenzione di Mondello, alle leggende di Isola delle Femmine, alle neviere sui monti di Palermo (le conche artificiali che venivano scavate per raccogliere la neve caduta in inverno, da rivendere poi in estate per rinfrescare le bevande). Affascinante è anche la storia che racconta la ricchezza multiculturale di Palermo nel decimo secolo, epoca in cui le donne cristiane parlavano arabo correttamente e mostravano con il loro fascino la sintesi delle due culture.

Il libro propone anche un susseguirsi di personaggi importanti con le loro storie: Costanza d’Altavilla e l’amore per il figlio Federico II, Renato Guttuso e i suoi consigli al giovane Giuseppe Tornatore, Goethe e la sua visita a Palermo, Ignazio e Franca Florio e la loro “vita matrimoniale”, Nick Cave e Anita Lane che si nascondevano a Palermo e tanti altri.

In 101 storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato, anche i luoghi giocano un ruolo da protagonista: la Cuba, il Cassaro, la Vucciria, il Capo, il Borgo Vecchio, l’Acquasanta e i Bagni Pandolfo, la Cappella Palatina (e il segreto del suo soffitto ligneo) e i tanti palazzi storici.

Infine, nel libro si svelano le origini di alcune prelibatezze della cucina tipica di Palermo: la cassata siciliana, realizzata per la prima volta nel 1873 da Salvatore Gulì, un pasticcere di Corso Vittorio Emanuele; il pane con la milza di origine ebraica; la frutta di martorana e i pupi di zucchero.

La copertina del libro "101 storie su Palermo che non ti hanno mai raccontato"

Durante l’intervista che ha rilasciato ai nostri microfoni, Alli Traina ci ha parlato del “processo di costruzione” del libro e della ricerca delle 101 storie, avvenuta come in una caccia al tesoro. I segnali li ha lasciati la città per me; quando intervistavo qualcuno, quest’ultimo mi raccontava la storia di altri personaggi. Mi sono chiesta come trovare 101 storie in qualche modo sconosciute; ho cominciato a camminare per la città e ho capito che la maniera giusta per raccontarla era attraverso la storia di coloro che ci vivono o che ci hanno vissuto. Credo che vi sia una forte connessione tra la gente che vive in certi quartieri ed i quartieri stessi; quindi anche le storie più grandi sono raccontate sempre attraverso il particolare. Palermo porta incastrata la memoria tra le sue mura e le sue strade. Ogni cosa che accade non si perde, ma rimane viva nei volti delle persone o nel gusto dei cibi. Ad esempio, il pane con la milza che racconta del periodo in cui a Palermo viveva una folta comunità ebraica che, non potendo ricevere un compenso per la vendita degli animali macellati, si faceva dare le parti di scarto. Così si iniziò a sperimentarne la cucina e nacque il pane con la milza.

L’autrice propone delle descrizioni meravigliose di Palermo, arrivando al cuore e all’anima profonda della città, riuscendo a trasmettere quell’aura di mistero e di incanto che la riguarda. Esistono scorci meravigliosi che si riescono a vedere solo se si alza la testa in un preciso momento – afferma nel suo libro – solo se ci si infila in quell’androne scuro e senza insegne che sembra non promettere nulla ma che, come per magia, svela invece un edificio stupendo. Palermo è così: per scoprire certe meraviglie, per conoscere certe storie, ci vogliono le “istruzioni per l’uso”. Non dipende tanto da chi la guarda ma dalla città stessa: è come se decidesse lei quando rivelarsi, come se la strada che si imbocca non fosse una scelta personale ma la risposta a degli indizi indefinibili. La bellezza di Palermo sta anche in questo: vi sono posti mai visti che la città all’improvviso sceglie di mostrare – chissà perché, chissà come mai proprio in quel momento – scatenando in chi le osserva emozioni molto più intense di quelle suscitate da una normale visita turistica, le stesse emozioni che si provano quando qualcuno che non si concede mai sceglie all’improvviso di raccontarsi.

La presentazione avvenuta alla Libreria Feltrinelli ha visto la partecipazione di alcuni protagonisti del libro: il fondatore della casa-museo Stanze al Genio Pio Mellina, il poeta ed artista Nizar Enzo Piccolo ed il cuntastorie Gaetano Lo Monaco Celano. Inoltre il musicista Riccardo Serradifalco ha interpretato alcune canzoni legate alle storie del libro. Molto spesso, infatti, la nascita di un racconto di Alli Traina è legata ad una canzone di Serradifalco e viceversa.

Nizar Enzo Piccolo ha un atteggiamento artistico nei confronti della vita – ha affermato l’autrice per presentarlo – ma odia essere definito artista. Ogni giorno, intorno alle 19, è possibile incontrarlo alla Taverna Azzurra alla Vucciria, mentre sorseggia versi. Dallo stesso angolo di bancone, osserva e ritrae il surreale della vita quotidiana di quel luogo. Raccontare di Nizar vuol dire raccontare della Vucciria, che non è morta, ma è cambiata. Quando tutta la città dorme, si sveglia e vive di notte. Tutte le botteghe del mercato, in realtà, lavorano per allestire uno “spettacolo”, che ogni sera si ripete fino alle luci dell’alba. Ogni giorno si “apre il sipario” ed entra in scena l’umanità più variegata, fatta di maghi, pittori, artisti, turisti, studenti, bohémien, nobili decaduti e pittori. Nizar ritrae questa umanità variegata, raccogliendola attraverso i suoi versi, che nascono senza un fine, per il mero piacere dell’arte, tanto che spesso perde o regala i foglietti sui quali sono scritte le sue poesie.

Un altro protagonista dell’incontro è stato il cuntastorie Gaetano Lo Monaco Celano, che ha ereditato l’arte drammatica del cunto dal nonno Peppino Celano. Quando sono andata ad intervistarlo mi si è aperto un mondo – ha raccontato l’autrice – il suo laboratorio si trova nelle viscere del Capo e di questo quartiere il “cunto” è intriso. Gaetano si immerge nelle sue storie, le studia, le impara e poi le “distilla” fino a che non le restituisce al pubblico, mettendo dentro tutto di sé: la voce, i silenzi ed i movimenti del corpo.

Come afferma lo stesso Celano nelle pagine a lui dedicate il cunto è l’arte dell’incanto. Devi entrare nei personaggi e poi devi mostrarli al pubblico con ogni parte di te. Se a un personaggio gli salta la testa, tu devi fare vedere che gli salta la testa. Devi sapere ammaliare, è questo il senso del cunto. Capisci che funziona quando vedi la gente imbambolata. La verità è che il cuntista è un incantatore, è un’arte che non si impara, devi averla dentro. Come una preghiera.

Infine, è intervenuto Pio Mellina, il fondatore della casa-museo Le stanze al Genio, che accoglie un’esposizione permanente di 2300 esemplari di piastrelle maiolicate, sita al Palazzo Torre Piraina in via Garibaldi. Pio Mellina e il palazzo hanno un rapporto particolare – ha affermato Alli Traina è come se questa casa lo stesse aspettando; quando lui l’ha vista per la prima volta ha sentito che doveva abitare lì.

Lo stesso Pio Mellina ha spiegato che la storia di Stanze al Genio è legata sostanzialmente ad una grande passione per la ceramica e per le piastrelle. Sin da bambino raccoglievo mattonelle antiche. Con gli anni ho continuato la mia collezione e le piastrelle sono diventate talmente numerose da doverle conservare in tre magazzini. Poi per caso ho visitato la casa di via Garibaldi, che era piuttosto mal ridotta. Quando varcai la soglia capii che avrei voluto vivere là ed in seguito decisi di acquistarla. Questa casa mi ha fatto tantissimi regali; grazie ai lavori di ristrutturazione sono emerse decorazioni, pavimenti maiolicati e tante meraviglie che non mi immaginavo di trovare. Allora ho capito che lì avrei potuto sistemare la mia collezione. Ho costituito un’associazione culturale, completamente autofinanziata, che su prenotazione propone la visita guidata delle maioliche. La collezione è la più grande di tutta Europa; di quasi tutte le mattonelle conosco la storia, chi me le ha donate o dove le ho trovate.

A disposizione dei lettori di TrinacriaNews la videointervista che abbiamo realizzato in occasione della presentazione del libro. Le domande che abbiamo rivolto all’autrice sono state le seguenti:

  • Come è nata l’idea del libro?
  • Quali sono le fonti delle 101 storie?
  • Perché la scelta del sottotitolo C’è una città nella città?
  • Perché queste storie si intrecciano con Palermo? Quale legame esiste?
  • Questa sera hanno partecipato anche degli ospiti. Ce ne parli un po’.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
  1. adelaide Matarese

    ciao, sono nata a Palermo mi interesserebbe saperne di più sul libro,mi puoi indicare dove comprarlo e quanto costa,grazie

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  2. Alli Traina

    Cara Adelaide,
    il libro costa 14,90 e lo puoi trovare in tutte le librerie. Penso che in Sicilia sia più facile. Se vivi fuori sicuramente dovrai ordinarlo e in un paio di giorni ti arriverà in libreria.

    Cara Savandra,
    fanno parte della stessa collana pensata dalla casa editrice Newton Compton. Quello di Gilda Terranova sulle cose da fare a Palermo è incentrato appunto su ciò che di più inconsueto e affascinante offre la città da fare o vedere. Il mio è più incentrato sulle storie, gli aneddoti e le leggende più da ascoltare che da fare.

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