Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno III - Num. 16 - 29 marzo 2015 Politica e società

Presentazione ddl d’iniziativa popolare – integrazione al reddito contro povertà assoluta

TriacriaNews,eu ha effettuato intervista a Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero

di Maria Pia Iovino
         

povertà URL IMMAGINE SOCIALPalermo– Presso l’Auditorium della Rai, l’Osservatorio sui fondi europei del Centro Studi Pio La Torre ha presentato alla stampa la proposta di legge regionale d’iniziativa popolare, volta ad istituire l’Integrazione al reddito contro la povertà assoluta.

Alla proposta elaborata dall’Osservatorio, hanno aderito, divenendo parte attiva, esponenti del mondo cattolico (il vescovo Mogavero di Mazara del Vallo e il vescovato di Monreale rappresentato da Don Angelo Inzerillo), la Caritas palermitana, agrigentina e siciliana, la Comunità di Sant’Egidio, l’ANCI Sicilia, le sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, COPAGHI, le Imprese, il Terzo settore, Confindustria e Libera.

Gli estensori del provvedimento sono stati il prof. Adam Asmundo, il Prof. Alessandro Bellavista e il Prof. Antonio La Spina, Franco Garufi e Beppe Citarrella della CGIL.

A moderare l’evento Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre.

Ilpresente d.d.l. è stato presentato ai sensi dell’art.12 dello Statuto della Regione siciliana, (che prevede il referendum e la presentazione dei disegni di legge di iniziativa popolare). E’ di prossimo insediamento la Commissione competente a vidimare i moduli di raccolta delle firme di adesione al presente d.d.l., che saranno autenticate da un pubblico ufficiale.Lo-Monaco-Vito

Il d.d.l. prevede come riferimento la soglia di povertà assoluta, cioè la “spesa mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi” considerati essenziali (che varia in base alle aree geografiche, tenendo conto delle diversità del costo della vita, diversamente da quella di povertà relativa, che risulta uguale su tutto il territorio nazionale). Si punta a fornire alle famiglie povere la differenza tra l’insufficiente reddito di cui esse dispongono (ISEE) e la detta soglia di povertà assoluta calcolata annualmente dall’ISTAT. Nella relazione al d.d.l. è manifesto l’intento di rendere i cittadini meno dipendenti dalla morsa del bisogno, riconoscendo loro un diritto pieno all’integrazione al reddito, espediente decisivo per contrastare il voto di scambio politico-mafioso, nonché quello clientelare”.

Tale integrazione si traduce nel “rilascio di una carta acquisti” che viene rilasciata per l’acquisto di beni e servizi di prima necessità. Secondo le indicazioni del d.d.l., la richiesta della carta acquisti si effettua presso un centro di assistenza fiscale o un patronato. Il rilascio della carta acquisti è subordinato all’impegno a sottoscrivere, da parte dei beneficiari, un progetto di inclusione sociale. Il progetto è gestito dai servizi sociali del comune di residenza dei beneficiari, in collaborazione con i centri per l’impiego. Le spese di attivazione e funzionamento dell’integrazione al reddito contro la povertà assoluta sono a carico della regione. L’erogazione della carta è a cura dei Comuni di residenza dei richiedenti. Contestualmente al rilascio della carta acquisti, i beneficiari dovranno sottoscrivere l’impegno a consentire agli incaricati dell’amministrazione regionale e del Comune di residenza gli opportuni accertamenti e sopralluoghi.

Per presentare la domanda di rilascio della carta occorre risiedere (legalmente) nella regione siciliana da almeno 12 mesi. Il rilascio della presente carta non è immune da verifiche e adempimenti a carico dei beneficiari. Così, l’incremento della situazione reddituale va reso noto all’amministrazione competente, pena la decurtazione dell’integrazione del reddito e la perdita istantanea e per i cinque anni successivi il diritto a ricevere l’integrazione medesima. Stesse previsioni per la formulazione di dichiarazioni mendaci sulla propria capacità reddituale e l’immediata decadenza dal diritto all’integrazione al reddito contro la povertà assoluta. Anche il rifiuto ingiustificato del beneficiario all’accesso alla propria abitazione, a beni registrati, a conti correnti, a titoli, o ad altre informazioni rilevanti, da parte degli organi deputati (Assessorato regionale al lavoro e rispettive articolazioni periferiche).

Presentazione libro Don Cosimo Scordato 'Dalla mafia liberaci o Signore' 3Un aspetto rilevante dell’integrazione al reddito contro la povertà assoluta è rappresentato dalla sua copertura finanziaria. Questa sarà assicurata dalle risorse regionali, nazionali e comunitarie; in particolare, mediante la rimodulazione dei programmi operativi regionali (FSE, FESR e FEASR) del presente periodo di programmazione; le quote in economia della legge n.328/2000. L’erogazione dovrà avvenire per il primo anno, tendendo a ridursi al crescere del reddito proprio del richiedente che avrà superato la criticità della mancanza di lavoro.

Un fatto grave emerso che ha rilevato Lo Monaco è il “caporalato in Sicilia”, cioè un reato che si configura mediante il controllo del territorio, con la presenza di un mediatore che viene pagato dal datore di lavoro che paga a sua volta, una cifra irrisoria al lavoratore. Inoltre un dato sconfortante, è dato dal rischio povertà che in Sicilia ha colpito (nel 2013) il 41, 1% delle famiglie contro una media nazionale del 19,2%. Inevitabile l’appello ai principi di giustizia sociale, di eguaglianza e di democrazia di cui è emersa palese, la loro violazione.

Per il vescovo di Mazara del Vallo D. Mogavero tale iniziativa non è una forma di assistenzialismo, né un atto di carità, ma un atto di giustizia. Un provvedimento che non guarda né alla ricchezza, né alla povertà, ma alla persona, al suo profilo antropologico-umanitario. Un provvedimento che dà strumenti per sentirsi utili avverso le conseguenze di marginalizzazione a cui è esposto il nuovo povero, che nasconde la sua nuova identità contro un passato lavorativo dignitoso.umberto di maggio

A. Villari (Assessore Comune di Catania) ha espresso la volontà e l’impegno del Comune di Catania a sostenere l’iniziativa con la raccolta delle firme e la presentazione della proposta di legge all’ARS, esortando l’ANCI ad un impegno serio, evidenziando al contempo, la difficoltà del Welfare locale a dare risposte concrete alla fascia dei cittadini, poveri assoluti, per i quali urge tuttavia, restituire loro dignità. Il prof. Bellavista ha espresso il significato politico del presente ddl, inteso come misura universale, unita a requisiti oggettivi, facilmente verificabili che prescinde da elargizioni “di stampo clientelare” che ha contraddistinto la gestione del Welfare, anche in Sicilia. Concludendo, Bellavista, ha denunciato l’assenza, in Italia, di una misura universale di contrasto contro la povertà.

Don Cosimo Scordato ha sollevato alcuni interrogativi rispetto alla condizione inquietante della società attuale, chiedendo dei responsabili della crisi, delle cause di questi processi di deprivazione terribili che hanno provocato tale povertà. A sostegno della perequazione sociale, Don Cosimo ha proposto un tetto massimo di stipendio che non sia sproporzionato a questa situazione minima, condannando la stratificazione di privilegio costituitasi nella Regione Sicilia, con stipendi mensili anche di 12 mila al mese, autentica offesa per i poveri e per molti di coloro ai quali vien imposto uno stipendio di 500 euro mensili.

Franco Garufi ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa, la cui novità è costituita, da parametri oggettivi di riferimento per la sua erogazione, che non espone a clientele, né allo scambio politico, e consentendo l’integrazione con ogni provvedimento di legge nazionale che, nel frattempo dovesse emanarsi.

consuelo lupoUmberto Di Maggio a sostegno dell’iniziativa ha evidenziato il fallimento totale del Welfare “legale” di uno Stato democratico, testimoniato dall’aumento di poveri. Fallimento che si contrappone “alla “vittoria schiacciante del Welfare mafioso”. Infatti secondo Di Maggio il sistema di Wefare della mafia offre lavoro, servizi, pacchetto completo con casa, luce, gas, utenze. Tutto ciò è ingiustificabile in uno Stato democratico. Nel mezzo tra questi due poli c’è una politica che non riesce, perché da un lato non sa e, dall’altro, pur sapendo, molto spesso non fa”.


Consuelo Lupo,
da rappresentante della Comunità di S. Egidio ha evidenziato la vicinanza ai poveri e alle persone senza fissa dimora, garantendo loro il cibo, anche attraverso un banco alimentare, di cui si è registrato un aumento percentuale degli utenti. Questi ultimi non sempre chiedono la carità ma, un lavoro, il pagamento di una bolletta utenze. Una criticità palermitana, la mancanza di un dormitorio (tranne Biagio Conte) e la presenza eccessiva di deputati all’ARS e la mancanza di politiche di inclusione sociale. Infine, la Lupo ha concluso proponendo “provocatoriamente” una legge di sequestro dei beni a chi ha mal governato ed a chi ha rubato nella politica.

TriacriaNews,eu ha effettuato intervista a Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero

DOMENICO MOGAVERO

D. La Chiesa scende a fianco dei poveri per sostenere un’iniziativa di giustizia sociale. Cosa può aggiungere a tale dichiarazione?mogavero_02

R. La Chiesa scende accanto ai poveri perché ha la vocazione di stare accanto ai poveri, perché i poveri sono i suoi prediletti. Non possiamo essere Chiesa se non conosciamo, amiamo e camminiamo con i poveri.

D. Che messaggio darebbe alle Istituzioni che forse, sono in parte responsabili di questa “ampliata sfera di povertà”?

R. Che si rendano conto che il mondo vero  non è quello che loro vedono tutti i giorni. Il mondo sta dove loro forse non hanno la voglia, la forza ed il coraggio di andare. Se guardassero le nostre strade, le nostre case, i volti delle nostre persone più indigenti forse avrebbero qualche atto di risibilità nei confronti di tante cose che fanno e che non fanno.


D. Rispetto al Welfare State di cui si parla, secondo quale “nuova prospettiva” si dovrebbe considerarlo?

R. Io credo che la prospettiva è quella secondo cui,  strategicamente, non si deve considerare il povero come un peso o la palla al piede della nostra società, ma considerarlo una risorsa che, se valorizzata, può dare di più rispetto a quello che gli vien dato.

D. Ci sono 100 miliardi d taglio allo Stato sociale enunciati dalla stampa nazionale che cozzano con la proposta del vostro disegno di legge. Lei come contralta alle Istituzioni nazionali e la loro politica di Austerity?

R. Lì c’è una politica di carattere generale. La politica dell’austerità si è risolta soltanto contro le classi meno possidenti. Ciò ci sta portando e ci ha portati allo situazione in cui siamo, che bisogna invertire. Invertire rotta significa: non si chiamerà tassa sulla ricchezza e sui patrimoni ma, è chiaro che non si può prelevare esclusivamente dai ceti più poveri e dai ceti a reddito fisso, perché questo sta portando l’Italia, come la Grecia, come il Portogallo, come anche la stessa Francia, in una condizione di non agibilità sociale. L’idea che la ripresa economica c’è, che c’è in alcuni Paesi e, in  alcuni Paesi è sempre più lenta e che speriamo in una ripresa futura, e così via, è una pura illusione se non si inverte questo meccanismo. La grande crisi del ’29 fu risolta con un grande investimento dello Stato nel mercato, grazie alle teorie di Keynes. Ciò consentì agli USA e al mondo di uscire dalla crisi. Oggi, non si può ripetere quell’esperimento nella forma in cui è avvenuta nel ’29 perché i centri di spesa sono molto più complessi. Ma dobbiamo sapere che, se la crisi è generata fuori dall’Europa, bisogna intervenire anche fuori dall’Europa. Se la crisi è generata fuori dall’Italia, bisogna anche lì intervenire. L’Europa deve invertire la sua linea. Il Governo Renzi sta facendo le sue cose, senza riuscire a invertire questa linea. Il problema nostro non è se tale governo è efficiente o meno. Il problema è che, questa linea non la vediamo ancora rovesciata. Questo ci preoccupa perché indebolisce le Istituzioni, la democrazia e separa sempre di più la politica dalla gente, e la politica dal potere; il potere, quello reale che sta fuori dall’Italia.

D. Questo disegno di legge perché diventi legge e soprattutto diventi esecutivo cosa occorre?

R. Occorre che sia sottoscritta dai cittadini, che l’ARS l’approvi e che il range di 70-120 milioni di euro siano presi dai fondi della programmazione europea, rimodulandoli secondo questo principio, cosa che è possibile.

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