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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 06 - 26 aprile 2013 Cultura e spettacolo

Presentazione a Palermo del libro “Natural Woman” di Arianna Occhipinti

La Occhipinti con un destino impresso già nel nome (in mitologia Arianna è sposa di Bacco) e nel luogo di nascita (Marsala), intraprende gli studi enologici

di Daniela Davi
         

Palermo – Forte, solare e determinata, così ci è sembrata Arianna Occhipinti in occasione della presentazione del suo libro Natural Woman edito da Fandango, il 12 aprile presso lo spazio eventi della Libreria Feltrinelli di Palermo.

Lei, con un destino impresso già nel nome (in mitologia Arianna è sposa di Bacco) e nel luogo di nascita (Marsala), intraprende gli studi enologici a Milano su suggerimento dello zio Giusto,e a 22 anni, ancora studentessa, pianta la sua prima vigna. Oggi trentenne, è una viticoltrice affermata, e in quel di Vittoria, sugli ettari di terreno che nel tempo sono diventati ben 30, produce il suo pluripremiato vino naturale, fatto con passione, cura e rispetto per la natura.

Nelle prime battute, durante la presentazione, l’autrice svela che per raggiungere il successo bisogna avere un’idea forte, capire cosa si vuole realmente fare. La frase ci colpisce, ci piace l’idea che per qualcuno possa ancora funzionare così, senza la necessità di fuggire altrove per realizzare i propri sogni.

Se non altro un’eccezione, in una terra in cui milioni di giovani – malgrado gli studi, le proprie rinunce, gli sforzi e la lucidità d’intenti – non riescono a diventare artefici del proprio destino.

Nel libro Natural Woman Arianna ripercorre le tappe salienti della sua crescita personale e professionale, mescolando sorsi di vita a sorsi di vino. Quest’ultimo, a cui da sempre la tradizione riconosce  un effetto catalizzatore di socialità,di aggregazione, nella narrazione assurge a  punto di snodo  dei rapporti umani di Arianna: quelli amicali, con i colleghi universitari suoi compagni di avventura e di viaggio, con cui condivide la spensieratezza giovanile, le ansie e la curiosità nella scoperta del mondo; quelli professionali, in primis con i professori, da cui attinge con atteggiamento di critica valutazione e di non passiva accettazione le nozioni utili al suo lavoro, e poi con i lavoranti della campagna, che con il tempo hanno imparato a fidarsi di lei; ed infine i rapporti vissuti all’interno dell’azienda agricola di contrada Fossa di Lupo, quartier generale dei suoi affetti più profondi, la famiglia e la terra.

Il tutto con un unico comune denominatore: l’amore.

Trasuda l’amore dai racconti di Arianna, per la terra e per la sua sicilianità, per le sue uve, persino per l’universo microbiologico che consente la trasformazione dell’uva in vino. Una sorta di amore cosmico, rappresentato nelle stesse parole dell’autrice con l’immagine del produttore di vino come di un uomo che, salito su una collina, apre le braccia per farsi inondare dal vento, lo stesso che accarezza le foglie di una stagione.

In quell’abbraccio ideale è racchiusa l’essenza di ciò che per Arianna è natural: il legame ancestrale, primitivo, originario dell’uomo con la terra.

Natural Woman di Arianna OcchipintiNel linguaggio spontaneo e descrittivo della Occhipinti, quell’amore è il soffio vitale che non solo crea ma dà ai suoi vini personificazione umana: così, nel libro, il suo Frappato è un contadino che si riscatta dalle umili origini con la sua capacità di sorprendere e farsi conoscere sempre di più, per poi  ritornare alla sua famiglia, ai sentimenti veri, recuperando la parte più autentica di sé; il suo SP68, il suo vino più giovane, (la cui denominazione coincide con la sigla della strada provinciale adiacente all’azienda agricola Occhipinti), è un giovanotto che si incontra al bar con gli amici,ed esprime spensieratezza e desiderio di fare, caratteristiche proprie della gioventù.

Natural Woman è per l’autrice l’occasione per riprendere fiato dopo dieci intensissimi anni vissuti tra successi, rinunce e nuove sfide.

L’intento, sembra assomigliare a quello che, in ambito enologico, viene perseguito con la cosiddetta verticale, ossia la degustazione di annate diverse di uno stesso vino, funzionale alla riscoperta a ritroso dei momenti salienti dell’iter produttivo e delle emozioni ad esso legate.

Non si tratta di un punto di arrivo né di autocelebrazione, ma di un diario, un momento di riflessione, di autoanalisi alla riscoperta di se stessa, una traccia indelebile del cammino condotto dall’autrice fino ad oggi ed ulteriore espressione dell’amore di Arianna  per la vita.

E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali.(Euripide)

A disposizione dei lettori di TrinacriaNews la videointervista ad Arianna Occhipinti, realizzata in occasione della presentazione del suo libro. Le domande che abbiamo rivolto all’autrice sono state le seguenti:

  1. Com’è nata l’idea di scrivere un libro?
  2. Il titolo del Suo libro fa inevitabilmente pensare alla celeberrima canzone di Aretha Franklin. In quel caso  è l’amore per un uomo a fare sentire “natural woman“ la protagonista della canzone. E nel Suo? Cosa la fa sentire o cosa la rende una “natural woman”?
  3. Nel Suo libro parla del legame con la sua terra, ma sappiamo che la Sicilia è una terra difficile, complicata. Riuscirebbe a separarsene?
  4. Quali sono state le tappe fondamentali della Sua maturazione personale e professionale ?
  5. Quali ostacoli ha incontrato nell’affermarsi in un settore tradizionalmente maschile?
  6. Cosa trasforma le sue sfide in successo?
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