Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 11 - 03 maggio 2014 Politica e società

Presentato il Progetto ARGE per la trasformazione della Sicilia in Capitale del Mediterraneo

(All’interno videointerviste a Pier Paolo Maggiora, Laura Olivetti e Nelli Scilabra)

di Viviana Villa
         

Palermo – Si è svolto a Villa Malfitano il convegno dal titolo La Sicilia, l’Italia e l’Europa del III Millennio e il Dialogo-Progetto ARGE. L’evento ha costituito l’occasione per presentare ed avviare il progetto ambizioso dell’archistar torinese Pier Paolo Maggiora per la trasformazione della Sicilia in “capitale del Mediterraneo e centro nevralgico degli scambi mondiali”.

Al convegno di apertura dei lavori sono intervenuti lo stesso progettista di Arge Pier Paolo Maggiora, la Presidente della Fondazione “Adriano Olivetti” Laura Olivetti, il Presidente Emerito della Repubblica di Polonia e Premio Nobel per la Pace 1983 Lech Walesa, il cantautore Franco Battiato, l’Assessore Regionale alla Formazione Nelli Scilabra e l’Assessore Regionale alle Autonomie locali Patrizia Valenti.

Arge si propone come un progetto di indiscutibile importanza strategica, in grado di rendere l’isola la piazza degli scambi del Mediterraneo ed il fulcro di un nuovo paradigma di relazioni tra Europa e Africa. Tale processo di non semplice ed immediata realizzazione richiede inevitabilmente lo sviluppo organico e complessivo del territorio, secondo un progetto in cui le infrastrutture giocano un ruolo preponderante.

Così come afferma lo stesso Arch. Maggiora, Arge non è costituito dalla mera sommatoria di una molteplicità di progetti, in quanto la sua importanza risiede nel quadro progettuale di coerenze fra progetti nelle loro interazioni, in un vero e proprio progetto/sistema che informerà e darà coerenza ai singoli e diversi progetti (territoriali, industriali, culturali) superando la miopia e lo spreco degli interventi frammentari ed episodici.

Seguendo tale logica l’Arch. Maggiora ed il suo team di lavoro ha vinto concorsi internazionali, come ad esempio il “Progetto 100 Città”, per la definizione nell’arco dei prossimi vent’anni di un metodo di rinnovo, integrazione e nuovo sviluppo urbano e territoriale per 400 milioni di contadini cinesi, o il “Masterplan” di Caofeidian, la prima ecocity per il Terzo Millennio, in cui il 100% del fabbisogno energetico viene soddisfatto da fonti rinnovabili. Con il progetto Arge, invece, Pier Paolo Maggiora intende portare avanti l’idea secondo cui la Sicilia potrebbe diventare un campo di sperimentazione fondamentale in un momento in cui il Mediterraneo sta tornando protagonista come luogo di incontro e scontro tra le Americhe e i Paesi asiatici emergenti, e tra Europa e Africa. Se si vuole salvare l’Italia e l’Europa sostiene Maggiorasi deve partire dal Mediterraneo. La Sicilia può diventare la capitale del Mediterraneo, una grande smart city, la Wall Street del terzo millennio. In questo quadro l’isola, grazie alla sua posizione geografica, diventerebbe un centro di propulsione economica e finanziaria ed un luogo di riferimento interculturale e interreligioso. A questo fine, la logistica svolge un ruolo fondamentale ed imprescindibile, ponendosi come supporto necessario per un nuovo assetto economico. Secondo il progetto, è necessario dunque potenziare i collegamenti aerei, le grandi rotte di connessione, le vie dei traffici marittimi, le reti autostradali e ferroviarie, ma anche l’Information Communication Technology e le Energie.

Durante il suo intervento, l’Arch. Pier Paolo Maggiora è entrato nel merito del progetto. Arge non è un acronimo ha affermato – ma si rifà ad un mito della Sicilia: è il nome del protettore della trasformazione del territorio e dell’architettura. Questo progetto inaugura una stagione diversa rispetto al posizionamento della storia dell’architettura, rimasta ancora ferma all’Ottocento. In questo progetto l’Italia è il prototipo e la Sicilia è il punto di partenza di un nuovo umanesimo che da qui ha tanti motivi per decollare. Attraverso il dialogo–progetto non è più l’architetto o l’ingegnere ad essere il soggetto dominante della trasformazione del territorio. Questa modalità coinvolge direttamente e permette di lavorare insieme per estrarre, dar forma alla prospettiva che il territorio deve assumere nelle sue articolazioni. L’Italia e la Polonia – ha continuato – hanno una grande responsabilità, perché possono contribuire a muovere l’Europa. Si è pensato, dunque, di creare un corridoio tra il Mediterraneo ed il Baltico, Danzica in particolare. Non si tratta solo di un collegamento ferroviario e autostradale, ma di un’opportunità per la depolarizzazione dell’Europa, per radicare due poli fondamentali europei e decentrando Bruxelles.

Per l’avvio del progetto sono stati invitati a partecipare come progettisti di ARGE due importanti personalità dal calibro internazionale. Si tratta del Presidente Lech Walesa, il fondatore di Solidarnosc, il sindacato che riuscì a smantellare il monopolio del partito unico di governo in Polonia, e della Presidente Laura Olivetti, testimone di un progetto per la comunità realizzato da Adriano Olivetti. Quest’ultima, durante il convegno, si è soffermata sulla trasformazione di Ivrea compiuta dal padre, citandolo come esempio da seguire per il progetto Arge. Mio padre è stato portatore di un’esperienza di trasformazione del territorio attraverso un’impresa. Molto spesso si è parlato di lui come di un utopista; in realtà era un “utopista concreto”. La trasformazione di un luogo così radicale può apparire un’utopia e lo è, ma è necessaria. Siamo abituati a pensare che i progetti relativi a grandi cambiamenti siano molto difficili da realizzare, ma in realtà sono fattibili grazie ad un coinvolgimento di tutti. Non a caso nella filosofia di Adriano Olivetti, la comunità era fatta di persone con una strettissima relazione con il territorio. Era anche un progetto di equilibrio tra il mondo dell’impresa e la natura, in cui tutto era stato pensato per non ferire l’occhio e la terra. La Olivetti è stata una delle imprese più importanti al mondo, perché il profitto non solo veniva ridistribuito, ma anche reintegrato in ricerca e sviluppo. Il progetto Arge ha molti punti in comune con quello di mio padre. Secondo me, anche il lavoro preparatorio può avere già in sé il nucleo del cambiamento.

Anche il Presidente Emerito Lech Walesa ha espresso, tra l’ovazione del pubblico, il suo vivo apprezzamento per il progetto Arge. Aspettavo da molto tempo un progetto simile. Credo che Arge sia necessario e che porterà molteplici interessi. Pier Paolo Maggiora ha dimostrato che i problemi a me cari possono essere risolti; ha dimostrato che laddove è possibile si possono rendere le città più razionali o costruirle ex-novo con criteri sostenibili. Questo progetto è necessario sia per la Sicilia, che per l’Europa ed il mondo intero, poiché mette ordine tra le questioni regionali e va anche incontro alle necessità e alle urgenze europee e globali, imprimendo un nuovo volto alla politica. Bisogna fare tutto il possibile affinché questa visione diventi fatto compiuto. Danzica a suo tempo era un porto importante, oggi potrebbe svolgere di nuovo questo ruolo. Se saremo restii a mettere in moto progetti o idee come questo, dovremo affrontare crisi molto gravi nel futuro. A conclusione dell’intervento, il maestro Franco Battiato ha omaggiato il Presidente polacco con la sua inconfondibile voce, dedicandogli numerosi brani accompagnati dal pianoforte.

A seguire è intervenuto il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che ha espresso la sua approvazione ed il suo interesse per il progetto. Walesa e Olivetti ha affermatocostituiscono la testimonianza del saper coniugare radici e ali. È importante avere cura delle radici, ma guai a non avere le ali, perché si rischia di morire soffocato. È importante anche avere le ali, ma guai a non avere radici, perché si rischia di diventare un aquilone sottoposto a qualunque colpo di vento. Olivetti e Walesa sono il simbolo di come sia possibile coniugare innovazione e valori. Il progetto Arge invita a realizzare un collegamento tra Danzica, Ivrea e Palermo, cercando di ricordare che accanto all’asse atlantico-danese, è possibile costruire l’asse siciliano-polacco e Mediterraneo-Baltico. Questo è un progetto fatto di cose concrete, ma è anche qualcosa di più. È il punto estremo dell’orizzonte, è l’indicazione del bisogno di un cambio culturale che riguarda milioni di europei.

Anche l’Assessore Regionale Patrizia Valenti si è espressa a tal proposito. La Polonia e la Sicilia hanno in comune la grande necessità di sviluppare la propria economia, di migliorare la condizione economica dei cittadini. Questo si può fare tendendo al modello Ivrea. Oggi la Sicilia e la Polonia sono uniti dalla necessità di portare avanti dei programmi di sviluppo reali, che nel rispetto dell’ambiente mettano al centro l’uomo nella sua pienezza. Troppo spesso la colpa del mancato sviluppo viene data alla mancanza di risorse, ma questo non è vero. Abbiamo avuto fiumi di risorse comunitarie in Sicilia. Bisogna puntare a programmi di sviluppo in cui non si realizzano solamente le infrastrutture, ma in cui si porti avanti una lotta al malaffare, lavorando nella legalità. Il progetto Arge si può realizzare solo se ci saranno le persone giuste nel posto giusto. Tante volte non si va avanti con i progetti, perché c’è qualcuno che non si assume le proprie responsabilità e trova qualsiasi ostacolo pur di non fare le cose.

A sua volta, l’Assessore Scilabra si è soffermata sul ruolo che i giovani potrebbero avere in questo quadro. L’Europa sotto certi aspetti tarda ancora ad avviarsi­ ha affermato proprio per questo ritengo indispensabile il ruolo dei giovani per velocizzare questo processo. In Sicilia stiamo attuando una rivoluzione, ci sono tanti volti nuovi e la voglia di cambiare per far partire questo percorso di sviluppo e di ricostruzione della nostra terra.

In occasione del convegno, la redazione di TrinacriaNews.eu ha intervistato l’Arch. Pier Paolo Maggiora, la Presidente Laura Olivetti e l’Assessore Nelli Scilabra. Queste le domande che abbiamo rivolto:

Arch. Pier Paolo Maggiora

  1. Lei ha affermato che per salvare l’Italia e l’Europa è necessario partire dal Mediterraneo. Ci spieghi questa affermazione.
  2. In che senso la Sicilia può essere definita come un “campo sperimentale”?
  3. Quali sono gli attori del dialogo/progetto?

Presidente Laura Olivetti

  1. Suo padre è stato anche un urbanista ed un architetto. Quanto i valori e modelli di suo padre sono ancora validi oggi?
  2. Lei ha definito suo padre un utopista, nel senso “positivo” del termine. Quanto è importante attuare tutto ciò per creare un mondo in cui non esistano più i confini nazionali?
  3. Quanto è importante che la Sicilia sia veramente capitale del Mediterraneo nel quadro italiano ed europeo?

Nelli Scilabra

  1. Durante il suo intervento ha parlato dell’importanza dei giovani per un progetto che parte come strutturale, ma che in realtà comporta una vera e propria rivoluzione sociale. Qual è il ruolo dei giovani nel quadro europeo?
  2. Su quali azioni puntare per dare inizio a questo progetto?
  3. Quale ruolo riveste la formazione per quanto riguarda le lingue straniere?
Video di Roberto Rinella
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