Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 09 - 30 dicembre 2013 Cultura e spettacolo

Presentato a Palermo l’Ecomuseo Urbano “Mare Memoria Viva”

(all’interno dell’articolo le interviste al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e all’Assessore alla Cultura del Comune Francesco Giambrone)

di Viviana Villa
         

Palermo – Il 04 febbraio si 1797438_695202593833721_1025101873_nè tenuta presso l’Ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo la conferenza di presentazione dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva. Questo nuovo spazio di cultura e partecipazione, dedicato al rapporto tra Palermo e il suo mare, costituisce un progetto di innovazione culturale e valorizzazione del territorio. Grazie ad un protocollo d’intesa con la Soprintendenza del Mare e con l’Assessorato alla Cultura del Comune sono state individuate due sedi per ospitare in maniera permanente l’Ecomuseo e tutte le sue attività. Si tratta dell’Arsenale della Regia Marina e dello stesso Ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo.

Mare Memoria Viva nasce dall’omonimo progetto dell’organizzazione culturale CLAC. È stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Con Il Sud, in collaborazione con il Comune di Palermo, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali del Mare, il Polo Museale Val di Mazara della Regione Sicilia, il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo, Kursaal srl, l’Associazione lecittàdelmondo – Centro Fiaba e Narrazioni, l’Ass. Gruppo SALI e UMIP – Unione Mediatori Interculturali Professionisti.

Mare Memoria Viva è il primo ecomuseo urbano del Sud Italia, che mette al centro la funzione sociale e la partecipazione della comunità. È una sorta di patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio (Hugues De Varine). Tale spazio accoglie infatti le storie e le voci che testimoniano il rapporto tra Palermo e il mare e le trasformazioni della città. L’obiettivo del progetto Mare Memoria Viva è quello di ricostruire tale legame attraverso la memoria e la partecipazione attiva dei cittadini, per valorizzare attraverso la collaborazione della comunità la cultura ed il turismo delle borgate marinare. Si propone, inoltre, come nuovo soggetto culturale per la riqualificazione della costa di Palermo.

Il museo, il cui ingresso è gratuito, è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 18.30. A disposizione dei visitatori i ricordi di tanti cittadini con foto d’epoca e video degli anni ’50 e ’60, ma anche interviste a personaggi che hanno fatto la storia del mare, come anche di pescatori e di naviganti. Tanti cittadini hanno già partecipato al progetto con le loro fotografie ed i loro filmati in Super 8. I materiali sono stati raccolti in occasione degli incontri con gli abitanti delle borgate di mare, che hanno fornito le loro storie, le loro ricette, i loro luoghi, le loro fiabe.

La sede dell’Ex Deposito Locomotive, in particolare, si propone come spazio di aggregazione a disposizione di operatori culturali, enti e associazioni che intendono proporre attività su temi correlati al mare e alla sua memoria.

Alla conferenza stafoto museompa di presentazione dell’Ecomuseo sono intervenuti l’Assessore alla Cultura del Comune di Palermo Francesco Giambrone, il Sindaco Leoluca Orlando, Cristina Alga di CLAC ed il Dirigente del Coime Francesco Teriaca.

Il primo a prendere la parola è stato l’Assessore Giambrone, il quale ha salutato con gioia ed entusiasmo il progetto. L’Ecomuseo è frutto di un rapporto virtuoso tra istituzioni della città – ha affermato con soddisfazione – ogni volta che l’infrastruttura culturale di un territorio si fortifica è segno importante di qualcosa che si costruisce, che non è effimero, che agisce sul territorio modificandolo e riqualificandolo. Non è un caso che si sia scelto di fare nascere il museo in questo spazio, in un territorio bellissimo, ma sfregiato. Vogliamo ripartire con un progetto culturale all’interno di un progetto più ampio di riqualificazione della foce dell’Oreto, fatto in una dimensione partecipata e condivisa con chi abita in questo territorio e con l’obiettivo di far tornare i palermitani in questa parte della città. L’abbiamo immaginato come un luogo dove venire e, soprattutto, in cui tornare, perché è uno spazio interattivo, dove non bastano alcune ore per scoprirlo. È necessario venire a scoprire qualcos’altro, a donare qualcosa per arricchirlo. È bellissimo pensare che ognuno di noi possa portare foto, filmati, pezzi di memoria per ricostruire in maniera condivisa. Questa area può contenere cento posti, vi sarà una sala per conferenze a disposizione del quartiere e della città per incontri e per la presentazione di libri. Questo spazio – ha continuato torna ad essere pubblico dopo essere stato privatizzato per tanti anni e privato di un’identità. Oggi, al contrario, acquisisce un’identità molto chiara e precisa. Restituire il bene comune alla funzione pubblica è molto importante, in quanto torna pubblico nella dimensione di modello virtuoso di gestione della città; può diventare un esempio di buona pratica. A Palermo possiamo implementare tante altre forme come l’Ecomuseo. Questo progetto – ha concluso – era inserito nel progetto di candidatura di Palermo a Capitale Europea della Cultura per il 2019. Dal punto burocratico quel percorso si è fermato, ma sin dall’inizio abbiamo ribadito che saremmo andati avanti comunque. Alla fine ci interessa di più che il progetto che abbiamo pensato vada avanti. Pian piano stiamo realizzando quello che avevamo proposto ed anche nei tempi previsti. Questo dimostra che dietro quel progetto c’era una grande concretezza.

A seguire è intervenuta Cristina Alga di CLAC, che ha partecipato concretamente alla realizzazione dell’Ecomuseo del Mare e ne ha sintetizzato le tappe del percorso. Tutto è nato nel 2011 con la fondazione “Con il sud” – ha affermato – una fondazione privata con sede a Roma, che pubblicò un bando per la valorizzare dei beni culturali nel Sud Italia, rivolto esclusivamente al terzo settore. Abbiamo deciso di partecipare con il progetto “Mare Memoria Viva”, che rappresenta per CLAC la prosecuzione di un’esperienza iniziata anni prima nella valle del Belice, in cui esiste già uno spazio “memoria viva” dal nome “Epicentro”. In quel caso, si raccontano le storie e le lotte popolari prima e dopo il terremoto del 1968. Lì abbiamo sperimentato quello che consideriamo a tutti gli effetti un format replicabile in altri territori ed in contesti diversi. Si basa sul coinvolgimento diretto della comunità locale nella ricerca, nel censimento e nella valorizzazione del proprio patrimonio e sulla restituzione attraverso le nuove tecnologie delle storie locali, dei documenti in spazi fisici e virtuali. L’idea è quella di tenere viva la memoria, utilizzando mezzi contemporanei, e soprattutto di creare delle comunità che si prendano cura del proprio patrimonio essendo direttamente coinvolte nei progetti sin dall’inizio. La stessa metodologia è stata utilizzata per questo Ecomuseo. Il progetto è stato selezionato tra più di cinquecento; in tutta Italia ne sono stati presi solo undici. Da qui è iniziata questa lunga avventura. Fin dall’inizio ci siamo occupati di animazione territoriale e di coinvolgimento degli abitanti dei quartieri delle borgate marinare. Abbiamo suddiviso idealmente la costa di Palermo (circa 26 km) in sei zone di intervento e, con un gruppo multidisciplinare, abbiamo lavorato per un anno e mezzo incontrando la gente, facendo interviste, entrando nelle case, realizzando incontri in spazi pubblici e cercando di far emergere quello che rimaneva dell’identità marinara di questa città. Abbiamo scoperto che, nonostante l’allontanamento fisico dal mare, le trasformazioni urbanistiche ed una serie di questioni anche sociologiche che hanno cambiato la composizione sociale di questa città, rimane ancora fortissima in tanti palermitani un’affezione e soprattutto un legame biografico con il mare e con tutto quello che esso rappresenta. Le storie che abbiamo raccolto, le testimonianze, le fiabe, le leggende, le fotografie costituiscono un materiale sul quale si può costruire il futuro. Il progetto non è una riflessione nostalgica su quello che c’era e ora non esiste più – ha chiarito – ma è un lavoro sulla memoria che vuole assolutamente costruire le basi per rilanciare delle possibilità future. Abbiamo coinvolto esperti, ecologi e biologi, i quali hanno affermato che il mare di Palermo è incredibilmente resistente e che potrebbe ancora ritornare ad essere pulito e balenabile. L’Ecomuseo ha anche una vocazione turistica. Le installazioni sono fruibili anche dai turisti stranieri grazie alle didascalie in inglese. Stiamo lavorando, in particolare, ad un progetto per il turismo di comunità che presenteremo in primavera; si tratta si una forma di turismo coerente con questo spazio collettivo. Vorremmo organizzare delle esplorazioni urbane, che riguardino tanto gli spazi fisici dell’ecomuseo quanto quelli all’esterno. Speriamo in primavera di presentare i percorsi e fornire anche un servizio di turismo nuovo legato alla costa di Palermo.

In conclusione, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha espresso l’import1601215_695203663833614_1795750397_nanza di questo progetto per il rilancio della città e delle sue coste. In questo caso, il mare èparabola di una svolta concreta possibile, perché dove vi è il negativo, nasce ciò che salva. Questo non è un museo, è qualcosa di più. È un pretesto per la riqualificazione urbana della città, per mandare un messaggio che esistono i “Cantieri Culturali alla Zisa”, ma anche il “Deposito Culturale all’Oreto”. Cominciamo ad utilizzare questa espressione, che diventa una provocazione rispetto a l’immagine dell’Oreto degradato, per dare il segnale che da qui parte un nuovo rapporto tra la città e il mare nella costa sud. Entro due anni questo mare sarà balenabile, perché sono in corso tutti gli appalti per il rifacimento della rete fognaria della città. Stiamo lavorando perché la città sia pronta con le sue strutture.

In occasione della conferenza stampa, la redazione di TrinacriaNews ha incontrato l’Assessore Giambrone ed il Sindaco Orlando. Questi i contenuti delle due interviste:

Francesco Giambrone

In cosa consiste l’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva?

Non si tratta di  un museo canonico, è uno spazio di partecipazione e di comunità. La forma dell’ecomuseo ci è sembrata particolarmente interessante, perché è una nuova infrastruttura culturale, che sta dentro un progetto di riqualificazione di un’area urbana molto degradata, ma molto bella ed importante come è la costa sud. L’idea di un luogo in cui la comunità si possa incontrare e costruire una memoria condivisa permette in qualche modo di immaginare strategie nuove per il futuro della città.

In cosa consiste l’innovazione di questo progetto?

Si tratta di un progetto fortemente innovativo, perché è esattamente il contrario di un museo canonico, in cui nulla si tocca e tutto si guarda. Qui tutto si può toccare ed è anche interattivo. Questo è uno spazio “wi-fi libero” basato sulla multimedialità, in cui spero i cittadini decidano di passare un po’ di tempo. È un luogo aperto di incontro e di aggregazione. È possibile portare anche i bambini, vi è uno spazio dedicato proprio a loro. È innovativo perché i cittadini potranno fornire ulteriori materiali che arricchiranno il patrimonio del museo in costante divenire. L’ecomuseo del mare racconta una parzialità della storia della città, che è quella del rapporto con il mare, ma se guardiamo con attenzione notiamo che vi è un po’ tutto della storia di Palermo.

Perché è importante mantenere “memoria viva” del mare?

Mantenere la memoria viva è, in fondo, la grande finalità delle istituzioni e delle politiche culturali in genere. È fondamentale per costruire un futuro, per non ripetere gli errori ed imparare dalle esperienze passate. Il mare ovviamente è ancora più importante per Palermo; una città anomala, che ha voltato le spalle al mare, che ha incredibilmente distrutto la sua costa. Esiste questa grande ferita. Durante il sacco di Palermo, veniva distrutta la città storica; le macerie venivano gettate su questa costa, allontanando progressivamente il mare dai cittadini in un’azione di rimozione quasi cosciente. Forse questo museo ci aiuta a risanare una ferita e ricominciare, perché proprio dal rapporto con il mare la città deve ricominciare per immaginarsi di nuovo e ricostruirsi.

Leoluca Orlando

In che modo questo museo si inserisce all’interno del progetto di riqualificazione della costa palermitana?

Il museo rientra all’interno del progetto di riqualificazione urbana, partendo questa volta non dalla terra, bensì dal mare. Per decenni la terra ha mortificato il mare a Palermo, per decenni la terra ha soffocato il mare nella nostra città. Oggi il mare generosamente ci restituisce un pretesto per riqualificare la terra. Palermo è una città che possedeva otto porti, ora dei semplici moli, e otto borgate marinare, che ormai non sono altro che degli agglomerati urbani. In questi anni si è separata in maniera scellerata la competenza dei porti dalla competenza delle borgate. Per questo abbiamo chiesto, non per una forma di ostilità o ripicca nei confronti dell’autorità portuale, che il soggetto competente degli otto porti sia anche il soggetto competente delle otto borgate. Avere un’unica competenza permette di ricucire questo rapporto e l’ecomuseo rappresenta un’occasione per farlo.

La nascita dell’Ecomuseo del mare può contribuire nel risveglio del senso civico e dell’amore per la città da parte dei cittadini?

1797433_695202890500358_2028598386_nTutto quello che abbellisce la città diventa un’occasione per promuovere il senso civico. Sostengo che l’esperienza che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, in quanto stiamo trasformando l’handicap in risorsa, ciò che è negativo in positivo. Considero che l’inizio di tutti i cambiamenti sia stata la “munnizza”, perché dopo il fallimento dell’Amia, una cosa devastante e criminale, c’è stato un risveglio della consapevolezza. Oggi ricevo centinaia di sms di cittadini che denunciano gli altri cittadini che sporcano la città, mentre in passato non parlava nessuno.

L’8 febbraio si è tenuta, in due momenti diversi, l’inaugurazione delle due sedi dell’Ecomuseo del Mare. Durante la mattina è stato presentato lo spazio dell’Arsenale della Regia Marina, mentre nel pomeriggio è stato aperto quello dell’Ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo. Presso l’Arsenale si è svolta una tavola rotonda su Innovazione culturale e nuovi musei del territorio con l’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone, il Presidente della Fondazione Con Il Sud Carlo Borgomeo, Rosaria Mencarelli del MIBAC, Ugo Bacchella di Fondazione Fitzcarraldo, Bertram Niessen di Che Fare! ed il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa. L’inaugurazione è proseguita all’Ex Deposito Locomotive di Sant’Erasmo con il taglio del nastro da parte del Sindaco Leoluca Orlando e con visite, giochi, laboratori per le famiglie, musica con bande musicali e racconti di mare.

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