Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 11 - 03 maggio 2014 Politica e società

“Nuovi siciliani crescono”: ciclo incontri Rotary Palermo Est per soluzioni fenomeno fuga giovanile da Sicilia

(All’interno intervista a prof. Michele Masellis, Stefania Morici art-producer e Fateh Hamdan imprenditore)

di Andrea Ferruggia
         

incontro rotart nuovi siciliani cresconoPalermo – La Sicilia è sempre più terra di confine, luogo privilegiato di transito dove etnie e religioni opposte fra loro si fondono e si confondono in un caleidoscopio di mirabile multiculturalità, la quale a causa della crisi galoppante ha visto accentuata la presenza di stranieri, soprattutto musulmani e asiatici. Queste comunità già da alcuni anni sono protagoniste dirette di un forte processo di ripopolamento a fronte dell’esodo in massa di tanti giovani siciliani disoccupati e scontenti della propria terra che tendono a lasciare i cari affetti nella speranza di trovare solide realtà oltremare. Dalla volontà di analisi di questo fenomeno in forte crescita, nasce “Sviluppo contro”, titolo di un ciclo di incontri promosso e organizzato dal Rotary Club Palermo Est con il supporto della Camera di Commercio di Palermo che ha avuto inizio lunedì 31 marzo nella sede locale di via Emerico Amari 11, il cui tema centrale è: “Nuovi siciliani crescono?”.
Ma chi sono i nuovi siciliani che emergono nello scenario socio-economico dell’isola? Sono sia i nativi che tendono a realizzare i propri progetti allargando prospettive ed orizzonti, ma sono, soprattutto, i migranti che scelgono di rimanere in Sicilia perfettamente acclimatati alle tradizioni locali.
Ad aprire l’incontro per il consueto saluto di benvenuto è Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio di Palermo che, con decisione, si scaglia a parole contro il pessimismo che spesso pervade gli animi di noi siciliani affermando che ciò non aiuta nella ricostruzione di oggi e domani ma soltanto l’unione tra le forze messe in campo dal mondo delle imprese, tutelate dalla Camera di Commercio e la buona volontà della società civile può essere una valida cura al problema della crisi.
A seguire il sindaco Leoluca Orlando chiamato al dibattito ha spiegato che la vera piaga della Sicilia è la carenza di qualità e professionalità che abbassa gli standard produttivi della nostra terra con un conseguente danneggiamento d’immagine a livello europeo. La nostra terra, quasi colpita da una maledizione, non si risolleverà più dal tracollo fintanto che noi faremo crescere i nostri giovani con la convinzione malsana che se vanno via da qua tanto meglio.
La condizione di sottosviluppo in cui versa la nostra isola ha origine certamente da una serie di cause concatenate come le mancate strategie di pianificazione economica per un forte decollo finanziario e culturale, un arretrato sistema amministrativo sordo alle richieste e ai bisogni dei cittadini, l’insufficienza e l’inefficienza delle infrastrutture pubbliche così come pure una classe governativa incurante del benessere comune ma attenta soltanto agli interessi di piccoli gruppi e poteri.
Eppure in questa situazione recessiva e soffocante per i giovani, in cui il trend economico sembra essersi definitivamente arrestato, muovono piccoli ma progressivi passi imprenditori coraggiosi come Angelo Sajeva (Class editori), Sarah Di Benedetto (Glifo editori), Renato Magistro (Leima editori) tutti impegnati nel mondo editoriale e librario e pronti a rischiare singolarmente per strappare la società in cui viviamo dall’impoverimento o ancora Fateh Hamdan (Al Quds) ristoratore musulmano radicato in Sicilia già dai primi anni Ottanta desideroso di vedere risorgere la terra che lo ha amorevolmente ospitato.
In occasione dell’evento la redazione di TrinacriaNews ha incontrato il prof. Michele Masellis socio del Rotary Club Palermo Est, Stefania Morici art-producer e direttrice di Arteventi e Fateh Hamdan imprenditore straniero. Ecco le domande che abbiamo loro rivolto.
MICHELE MASELLIS
In che modo il Rotary, da sempre promotore di iniziative culturali, può aiutare concretamente i giovani disoccupati che emigrano dalla Sicilia?
Il Rotary come club service ha scelto per dovere morale e spirito filantropico di affrontare il tema guardando con attenzione ai suoi ragazzi poiché dal principio stesso del rapporto con gli altri si esprime la voglia di interessamento del benessere comune. I ragazzi a gran voce ci chiedono che cosa stiamo facendo noi per costruire loro un futuro più solido. Lo scopo di questi incontri è appunto quello di dare delle risposte chiare interloquendo con le istituzioni ed evitando, non tanto che i giovani rimangano qui ingessati, perché io sono il primo a favore della mobilità, quanto piuttosto che partano per meglio formarsi altrove senza più tornare.
STEFANIA MORICI
Da imprenditrice impegnata nella valorizzazione dell’arte e della cultura, quali iniziative future ha in progetto per Palermo?
Attualmente sto curando il primo premio regionale Giotto-Maimeri rivolto alle scuole elementari, medie, superiori, ma anche alle accademie e ai liberi artisti, progetto-concorso nato dal desiderio di scoprire nuovi e giovani talenti, soprattutto donne e neo-cittadini di origine straniera. Mi piacerebbe ripetere l’esperienza appena trascorsa di “Palermo Ama Palermo” ovvero un happening in piazza che ha riscosso grande successo fra i palermitani, dedicato alla solidarietà verso la città e i cittadini. Infine ho in mente di realizzare per il festino di Santa Rosalia una mostra visibile all’aperto sottoforma di un’istallazione luminosa che si rifaccia alla light-art facendo vivere per strada e fra la gente il vero senso dell’arte contemporanea. Penso che per far svegliare dal sonno letargico questa città bisogna spronare i giovani ad esprimersi artisticamente coinvolgendoli il più possibile in continue e dinamiche iniziative rivolte solo e soltanto a loro stessi.
FATEH HAMDAN
Qual’é il ruolo dei nuovi cittadini siciliani di origine extracomunitaria che sempre più sembrano impiantare qui nuove attività?
Gli immigrati, nuovi siciliani che crescono, sono gente umile che porta una buona quantità di sangue caldo e puro al corpo moribondo della città di Palermo, aiutano se stessi e gli altri agendo dal basso con pochi fondi, poche pretese, ma tanta buona e genuina forza di volontà. Il loro instancabile operato e la pacifica collaborazione con la gente e il mercato locale porterà nel lungo periodo ottimi risultati e progressi evidenti soprattutto in campo economico, i cui frutti potranno essere goduti e ripartiti fra tutti.

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