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Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno III - Num. 16 - 29 marzo 2015 Cultura e spettacolo

Il Maestro Claudio Collovà ci parla dell’impegno teatrale Massa e Potere e del suo laboratorio per talenti

Per questa rappresentazione saranno selezionati nuovi talenti. Vedi dettagli all’interno dell’intervista

di Vilma Maria Costa
         

claudio collovà URL IMMAGINE SOCIALPalermo – Abbiamo incontrato il Maestro Claudio Collovà che ci ha parlato del lavoro teatrale Massa & Potere che sta preparando e che debutterà nella prossima edizione del Festival Internazionale delle Orestiadi di Gibellina. Lavoro teatrale di grande impegno e che si ispira al celebre saggio omonimo di Elias Canetti. Uno spettacolo dove prevarranno le espressioni del volto, la gestualità, la corporeità. La comunicazione verbale, da sempre dominante in tutte le occasioni di comunicazione, cederà il passo a quella non verbale per dare spazio ai sensi e all’immagine.

Il Maestro, condividendo il nostro impegno NO TRIV e quello di tantissimi movimenti ambientalisti ed ecologisti ha rilasciato, in fondo all’intervista, un suo messaggio relativo alle trivellazioni nel Canale di Sicilia.

Ecco di seguito l’intervista che ci ha gentilmente concesso:

Maestro Collovà può parlarci del suo prossimo impegno teatrale Massa & Potere?

E’ un lavoro che ho già affrontato nel 2010 e prende vita da un bellissimo libro, che è per me una inesauribile fonte di ispirazione. Nella prima parte di questo libro vengono analizzati  tutti i comportamenti della massa e sembra dettare una partitura fisica. Le riflessioni di Canetti vengono tradotte da me sulla scena come un flusso continuo di azioni. Sembra scritto per il teatro, almeno nella mia visione che fa a meno delle parole e si concentra sul corpo e sulla pittura. Nelle sue memorie Canetti scriverà, a proposito della massa: “E’ un enigma che mi ha perseguitato per tutta la parte migliore della mia vita e, seppure sono arrivato a qualcosa, l’enigma nondimeno è restato tale”. Il “qualcosa” a cui qui si allude è Massa e potere, che apparve nel 1960, dopo trentotto anni di elaborazione in cui si restituisce senza risolverlo ma addirittura ampliandolo, l’enigma, appunto, della massa. Il nostro spettacolo non sarà un affresco storico né mostrerà una tipologia sociologica, ma una serie di frammenti per pensare. Su questa serie di frammenti per pensare, noi costruiremo il nostro spettacolo, prendendoci cura solo di alcune delle possibilità che Canetti presenta nella sua vastissima ricerca e analisi, e di queste immagini ci nutriremo con la massima libertà e arbitrarietà. Come Canetti non giudichiamo la Massa, ma l’attraverseremo secondo un flusso di esperienze fisiche ed emotive, collegate attraverso un andamento musicale e allusivo che spezza ogni relazione di carattere narrativo. Frammenti e nulla più che appaiono e svaniscono all’orizzonte perché forse di una realtà così complessa come la Massa possiamo solo mostrare la sua evanescenza e la sua presenza. Sarà uno spettacolo fisico ma il silenzio del corpo sarà solo apparente. La Massa che intendo presentare è in primo luogo quella sterminata dei morti, fissata in ingiallite fotografie d’epoca, specchio dei vivi. La Massa alle prese con il panico di una porta chiusa, e comunque la massa non può esistere se non come contrappeso, di un’altra soverchiante entità: il potere In questo senso il nostro lavoro è  politico, e mostra solo alcuni punti di vista, ma in un tempo in cui grandi masse di uomini, donne e bambini muoiono in cerca di spazio e in fuga dalla guerra e dalla carestia. Oggi come nel passato le masse sono costrette ad esodi e prigionia, in balia di ideologie ormai spente, di bandiere che sventolano lo spazio di un mattino nel tempo infinito dell’esistenza e che lasciano sul terreno cataste di corpi senza vita. Sono Masse in abbondanza e privazione di cibo, pervase dalla necessità di crescere indefinitamente, di penetrare ovunque senza lasciare nulla fuori di sé, di coincidere – alla fine – con tutto ciò che esiste. Una eguaglianza «assoluta e indiscutibile», che la pervade dando unità alla molteplicità di sensazioni, esperienze, volontà con una unica direzione, il muoversi tutti insieme verso qualcosa, unica garanzia contro il pericolo sempre incombente del disgregamento. Masse religiose e festive, anticipatrici di eserciti in battaglia. In scena si vedrà un gruppo che condividerà esperienze di carattere fisico e biologico, e gli artefici diventeranno tutti uguali e apparentemente indistinguibili a uno sguardo lontano Nasceranno così gli insiemi fisici, gli aggregati centripeti, la semplice vastità del numero. Ogni anima che si vedrà in scena le accoglierà tutte e proverà ad accogliere anche quelle degli spettatori.

E’ risaputo che il Potere, per mantenere la supremazia sulla Massa, deve far sì che questa rimanga il più possibile nell’ignoranza, il suo lavoro teatrale a cosa tende? Quale messaggio intende  trasmettere a chi andrà ad assistere alla sua rappresentazione?

E’ molto interessante capire anche come reagisce la massa quando entra in relazione con il potere Quali sono le sue reazioni e gli stadi emotivi che la percorrono, le circostanze politiche, storiche, religiose che portano all’aggregazione o alla disaggregazione di una moltitudine di individui. Elias Canetti, analizza scientificamente il concetto di massa nella storia e lo contrappone alla tenebrosa solitudine del potente, alla sovranità e alla paranoia.

massapoterePer questa rappresentazione lei si avvarrà di nuovi talenti che sta selezionando con due appuntamenti che si terranno nei giorni 29-30 aprile e 2-3-4 maggio dalle 18 alle 22, presso i locali del TMO – Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo. Sarà laboratorio per attori e danzatori con precedenti esperienze, ma anche persone che per la prima volta si accostano alla pratica teatrale. Perché ha deciso di dare questa opportunità formazione-lavoro a giovani artisti?

Il laboratorio vedrà impegnati 20 giovani attori, torno a lavorare su Massa & Potere, già al centro di una indagine poetica nel 2010. Il laboratorio si inserisce nell’ambito delle attività di produzione del TMO, Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo. Dopo un percorso intensivo di circa due mesi, il debutto è previsto il 30 giugno, in apertura del festival delle Orestiadi di Gibellina. Le suggestioni di un libro potente come Massa e Potere di Canetti saranno al centro di una nostra personale ricerca libera dai condizionamenti di un esito scenico. Sarà un viaggio felice per una compagnia che si formerà attorno all’idea necessaria di lavorare come un ensemble, con una forte propensione al lavoro di gruppo. Il percorso diventerà presto una occasione per scavare in profondità anche importanti fasi di lavoro, innalzare l’ascolto, vivere lo spazio e il tempo come una esperienza personale al servizio di tutti.

Da chi sarà finanziato e patrocinato lo spettacolo?

Ringrazio il TMO che crede, sostiene e promuove uno spazio di grande e libera sperimentazione. E naturalmente la Fondazione Orestiadi che accoglierà il debutto nell’ambito del Festival che ho l’onore di dirigere. Ma non si tratterà di un vero e proprio finanziamento. I veri finanziatori saremo noi tutti che crediamo in questa opportunità che sarà soprattutto una possibilità di studiare insieme e di sperimentare grazie alle suggestioni di un libro così importante.

Lei dal 2009 è direttore artistico del Festival Internazionale delle Orestiadi di Gibellina può darci delle anticipazioni sulla manifestazione della prossima edizione?

Massa e potere è l’unica anticipazione che posso fare. Sarà un bel festival, inizierà il 26 giugno e si concluderà il 26 luglio, quindi un mese intero di spettacoli. Il cartellone sarà presto presentato e reso pubblico.

TrinacriaNews.eu è impegnata nella campagna NO TRIV che desidera che ci si opponga alle trivellazioni nel Canale di Sicilia, qual è la sua posizione al riguardo?

Trivellare nel Canale di Sicilia, che un tempo era un mare di pesci e pescatori più di ora, credo sia l’ennesima idiozia dell’uomo e una pessima idea dei nostri governanti. Una bestemmia se si guarda a cosa hanno prodotto le trivellazioni in Abruzzo. La Terra si ribella dappertutto e manda segnali di tutti i tipi, e ancora c’è qualcuno che pensa alle trivellazioni. Mi fa rabbia e paura, perché in questa isola sembra che tutto sia possibile, anche che passi un terribile atto di violenza contro la natura.

Se lei condivide il nostro impegno e quello di tanti movimenti ambientalisti ed ecologisti, gradiremmo un suo messaggio di solidarietà all’iniziativa

Io sono solidale e condividerò ogni vostra scelta in questa direzione. Ammiro il vostro impegno e spero che abbia successo ogni campagna contro le trivellazioni, e si pensi, invece, ad energie alternative nel rispetto della natura e favorite da questa. Abbiamo uno dei fondali più belli del mondo, tutti i nostri sforzi dovrebbero tendere a renderlo ancora più bello.

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