Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno II - Num. 09 - 30 dicembre 2013 Cultura e spettacolo

L’Opera dei Pupi Siciliani riconosciuta da UNESCO “Capolavoro Immateriale dell’umanità”. Presto online portale dedicato ai pupi siciliani

(All’interno dell’articolo intervista a direttore Museo Internazionale Marionette, Rosario Perricone)

di Francesca Penzallorto
         

PALERMO 10/2012  PHOTO: ERIC VANDEVILLEPalermo – L’8 febbraio si è svolto presso il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino (piazzetta Antonio Pasqualino 5) un incontro con le più significative compagnie del teatro dell’Opera dei Pupi siciliani.

Il Museo è intitolato ad Antonio Pasqualino, che raccolse il primo nucleo della collezione dei Pupi Siciliani e di marionette provenienti da tutto il mondo. Esso comprende una biblioteca di circa tremila volumi sulla storia delle tradizioni popolari e di manoscritti dell’ottocento, ma ciò che desta maggiormente stupore e ammirazione è l’ingente raccolta di marionette.

La sala in cui si è tenuto l’incontro accoglieva persone di tutte le età, appassionate alla materia, e i rappresentanti delle varie compagnie intervenute. La posizione circolare delle sedute trasmetteva un senso di familiarità e di intimità a riprova della motivazione principale dell’incontro: raggiungere un consenso generale per rilanciare l’Opera dei Pupi siciliani. Per iniziativa del Museo, si è infatti discusso sull’attivazione di un network per la promozione dei cartelloni delle compagnie attive in Sicilia ed è stato consegnato a tutte le compagnie presenti l’attestato rilasciato dall’Unesco che riconosce l’Opera dei Pupi siciliani “Capolavoro orale e immateriale dell’umanità”.

Ha aperto la riunione Marianne Vibaek, Presidente dell’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari Museo Antonio Pasqualino, che ha ringraziato tutti i presenti per essere intervenuti e, in modo particolare, la signora Di Salvo per aver donato al museo un teatrino in movimento realizzato dal defunto marito.

Ha preso poi la parola il professore Ignazio Buttitta, Segretario Generale dell’Associazione: Oggi noi ci troviamo ad operare in un contesto altamente e fortemente insensibile. Da ciò nasce la necessità, da parte di chi ha sempre lavorato e si è impegnato nella salvaguardia del teatro dei pupi, di attivarsi per fare squadra. L’iniziativa promossa dal Museo Internazionale è non solo lodevole, ma anche un progetto importante, che andrà costruito nel tempo e che richiederà la collaborazione di tutti. Quindi, il mio auspicio è quello di vedere da fruitore di questo Museo una “voce” comune, capace di superare le diversità e di distinguere tra persone e istituzioni. Questa istituzione, all’interno della quale ci troviamo, è nata sui sacrifici individuali di Antonio Pasqualino e di chi dopo di lui ha lottato per salvaguardare l’immagine dell’opera dei pupi siciliani e ha sempre promosso tutti, tutti coloro che a vario titolo operano e concorrono a questa tradizione. Inoltre, mi permetto di aggiungere che lo stesso riconoscimento dell’Unesco non ci sarebbe potuto essere senza l’intervento del Museo.

Con grande entusiasmo, ha poi continuato il dibattito il Direttore Rosario Perricone che ha illustrato ai presenti il lungo e duro lavoro, svolto nel corso degli anni, da persone come il professore Buttitta o il professore Puglisi, presidente dell’Unesco Italia, e la rete di relazioni internazionali da loro imbastita per giungere al riconoscimento dell’Unesco: Tale riconoscimento, assegnato nel 2001, ha destato molta attenzione. Negli ultimi anni sono stati scritti vari tomi e anche l’Antropologia contemporanea ha iniziato a interrogarsi su questo processo, che, rispetto al 2001, si è consolidato e rafforzato, acquisendo una validità temporale duratura.

Rosario Perricone ha poi incentrato il suo discorso sulle modalità e i tempi di realizzazione del network di promozione delle attività teatrali svolte dalle compagnie, esortando tutti i presenti alla collaborazione e alla coesione: In questo momento di crisi profonda, che è ormai palese, bisogna iniziare a condividere, mettendo in rete le nostre attività, per far percepire al mondo esterno le singole realtà dell’Opera dei Pupi. L’idea consiste nel creare un network, attraverso il portale internet. Abbiamo registrato un dominio, www.operadeipupi.it, per creare, attraverso questa piattaforma, un portale unico che qualsivoglia turista possa consultare per conoscere gli spettacoli realizzati nelle diverse città siciliane in qualsivoglia giorno. Ma per realizzare tutto ciò è necessaria la collaborazione di tutti per inserire i dati in questo date-base. Si creerà, dunque, un calendario comune e per la sua stessa realizzazione sarà necessario che gli attori di questo patrimonio siano attivi, siano inseriti all’interno di una rete dove tutti avranno la stessa voce. Anche la posizione circolare di queste sedie vuole rammentare che siamo tutti qui riuniti per svolgere un percorso  di sviluppo comune, che è proprio lo scopo del riconoscimento Unesco, cioè salvaguardare l’Opera dei Pupi. Questo portale ci aiuterà, inoltre, a superare le disattenzioni delle istituzioni e la mancanza di visibilità a cui oggi il Teatro dei Pupi è sottoposto. Non possiamo far finta che il teatro dell’Opera dei Pupi oggi sia lo stesso che ha conosciuto gli anni ’60, è un’altra cosa ed è giusto che lo sia, perché una tradizione è viva se si modifica, se trae dalle trame del quotidiano gli elementi per andare avanti.

L’incontro è poi proseguito con gli interventi dei maestri delle compagnie presenti, che hanno illustrato la loro attività e le programmazioni dei loro spettacoli. Salvatore Oliveri, della Compagnia Gaspare Canino di Salvatore Oliveri di Alcamo, ha aperto, per concessione del comune, un teatro, prima presso il Castello dei Conti di Modica, poi presso il Collegio dei Gesuiti. Franco e il figlio Girolamo Cuticchio, del TeatroArte Cuticchio di Palermo, a causa della crisi sono stati costretti a creare una nuova associazione culturale “Franco Cuticchio figlio d’arte”. Alfredo Mauceri, della Compagnia Vaccaro-Mauceri di Siracusa, insieme al fratello gestisce un piccolo teatro, comprendente anche un museo, in cui è raccolto tutto il materiale storico della loro famiglia, una biblioteca di circa quattrocento volumi sulla storia dell’Opera dei Pupi e sulle tradizioni popolari di Siracusa, e un laboratorio dove vengono costruiti i pupi per gli spettacoli. Il loro programma è fitto di appuntamenti, la loro stagione teatrale inizia di norma a marzo e termina a metà gennaio, con un cartellone ricco di spettacoli. Manlio Puglisi, dell’Antica compagnia Opera dei Pupi Famiglia Puglisi di Sortino (Siracusa), ha riaperto il museo presso il vecchio carcere, concessogli dal comune. Marco Napoli, della compagnia Marionettistica F.lli Napoli di Catania, ci ha raccontato della chiusura del teatro che avevano a Catania. Ma la loro attività ha potuto proseguire grazie all’intervento di alcuni imprenditori milanesi e romani che hanno allestito uno spazio e lo hanno messo a loro disposizione pur di non far morire l’Opera dei Pupi a Catania. Il calendario dei loro spettacoli è abbastanza articolato: esso parte da febbraio con “La passione di Agata”, con spettacoli svolti tutti i sabati e le domeniche, e procede nei mesi successivi con altre rappresentazioni che riguardano anche le tradizioni catanesi. Il maestro Argento, della Compagnia della Famiglia Argento di Palermo, manda avanti una bottega da parecchi anni in corso Vittorio Emanuele, subendo le conseguenze del periodo di crisi e della diminuzione dei turisti. Egli ha lamentato la mancanza di aiuti economici da parte delle istituzioni e dell’Unesco, che secondo il suo parere conserverebbe le tradizioni soltanto sulla carta.

Ma la risposta del direttore Antonio Perricone è stata esaustiva e soddisfacente: Il riconoscimento all’Opera dei Pupi non è solo allo spettacolo, ma a tutte quelle competenze inglobate nella compagnia: costruzione della marionetta, recitazione, cartelloni. Anche la trasmissione del sapere per l’Unesco è un bene immateriale. L’Unesco non ha una politica economica ma culturale. Esso assegna un logo, un marchio riconosciuto a livello internazionale che le istituzione del nostro paese dovrebbero poi valorizzare, dovrebbero impegnarsi affinché queste pratiche culturali vengano sostenute dalle realtà locali. Il nostro impegno è sicuramente rivolto a far avvicinare i giovani al nostro mondo, seguendo nuovi percorsi e magari creando anche dei laboratori di costruzione di marionette all’interno del nostro museo, affinché un sapere così antico e prezioso non cessi di esistere. La Compagnia di Nino Canino di Partinico ha aperto un teatro con una mostra permanente presso le Cantine Borboniche di Partinico. Il maestro Enzo Mancuso, della Compagnia Carlo Magno di Palermo, ha un teatro stabile e una programmazione degli spettacoli, che si terranno tutti i sabati a partire da metà febbraio fino a fine aprile presso lo stesso Museo Internazionale delle Marionette. Al termine degli interventi dei maestri delle compagnie, il dibattito è proseguito incentrandosi su delle proposte avanzate da alcuni tra i presenti. Si è discusso della formazione professionale e dell’opportunità di utilizzare i progetti dell’Unione Europea assegnati alle scuole siciliane. Sicuramente, in questo momento di riforma per la formazione professionale, il Museo non potrà accedervi, ma ciò non toglie che in futuro non possa proporsi, essendo già un ente accreditato per svolgere corsi di tal guisa.

Nella parte finale dell’incontro la signora Marianne Vibaek  ha consegnato gli attestati dell’Unesco a tutte le compagnie presenti, regalando a tutti momenti di grande emozione e gioia per l’importante riconoscimento ottenuto, che lei stessa ha definito: un’ onorificenza che ogni singola compagnia potrà usare per rilanciare la propria attività e ottenere una migliore visibilità di questo invisibile e intangibile patrimonio.

In occasione dell’incontro, la redazione di TrinacriaNews ha rivolto alcune domande al direttore del Museo Internazionale delle Marionette Rosario Perricone, questi i contenuti dell’intervista:

Intrvista:

intervista a rosario perriconePossiamo ritenere la creazione di questo network un grosso passo avanti verso il futuro. Come è maturata un’idea così innovativa?

Io di mestiere faccio l’antropologo, oltre ad essere il direttore del Museo Internazionale delle Marionette. L’antropologia contemporanea lavora molto ormai sulla valorizzazione del patrimonio culturale, inteso non solo come monumento da guardare e ammirare ma come patrimonio relazionale. Il patrimonio relazionale comprende appunto tutto ciò che riguarda la messa in rete e il rapporto tra i produttori del bene culturale e i fruitori, quindi questi due aspetti sono connessi e interconnessi, non sono separabili. Da tanti anni il Museo Internazionale delle Marionette lavora nella salvaguardia e nella promozione dell’Opera dei Pupi siciliani. Sicuramente, in questo momento di particolare crisi, è importante mettere in rete tutte le energie e le risorse e non disperderle , come di solito si fa. Quindi noi abbiamo registrato un dominio, che si chiama: www.operadeipupi.it, che sarà attivo nei prossimi mesi. In questo sito registreremo periodicamente le attività delle diverse compagnie, in modo tale che i turisti possano reperire facilmente le informazioni circa gli spettacoli dell’opera dei pupi. Oggi un turista ,che arriva in Sicilia e vuole sapere se c’è uno spettacolo, sembra paradossale ma deve fare una serie di telefonate per ottenere la notizia. Invece, con i social network e l’informatizzazione generale, avremo un meccanismo che ci permetterà di collegarci alla rete e di acquisire l’informazione in tempo reale. Sicuramente per arrivare a creare questo network è necessario essere tutti uniti, anche se costa molta fatica. Come in tutte le famiglie, nascono sempre discorsi diversi, ma il bello è incontrarsi e far incontrare persone che vengono da tutta la Sicilia e avere l’occasione di poter attuare uno scambio di idee. Poi abbiamo anche l’opportunità per restituire alla comunità dei Pupi Siciliani il riconoscimento che l’Unesco ci ha consegnato alcuni mesi addietro. Esso è un attestato che afferma che l’Opera dei Pupi è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’umanità ed è stata inserita nella lista della salvaguardia del patrimonio. Quindi questo riconoscimento che il museo custodisce lo vuole condividere con tutte le compagnie e i “pupari” che fanno questo mestiere, perché è giusto che tutto questo ritorni alle persone che in questo settore lavorano o hanno lavorato, perché anche le persone più anziane che hanno smesso non per questo non si possano sentire parte attiva di questo mondo.

Questo importante riconoscimento comporta oneri futuri per il Museo? Avete già programmato eventi particolari?

Certamente il riconoscimento è stato assegnato nel 2001, quindi dopo dieci anni si è arrivati ad ottenere una sorta di attestato ufficiale. In questo momento è per noi prioritario fare una programmazione comune di tutte le compagnie esistenti, per promuovere i loro cartelloni, e questo comporta un lungo e continuo lavoro. Ad esempio la compagnia Vaccaro Mauceri di Siracusa svolge spettacoli in ogni giorno dell’anno, o la compagnia dei F.lli Napoli di Catania o altre compagnie di Palermo svolgono spettacoli periodicamente. Tutto ciò vogliamo che venga messo in rete e che ci sia una promozione vera dello spettacolo dell’Opera dei Pupi. Quindi in questo periodo di crisi pensiamo che sia utile per tutti mettersi insieme per raggiungere un unico obiettivo: promuovere questa preziosa arte.

L’utente in che modo potrà accedere al portale? Sarà facilitato l’accesso?

L’accesso sarà assolutamente facile e veloce. Abbiamo studiato una piattaforma molto semplice, basata sul calendario, che permetterà in un qualsiasi giorno dell’anno di avere l’accesso a tutti gli spettacoli svolti in Sicilia in quello stesso giorno. Ovviamente è un lavoro che andrà implementandosi man mano che parteciperanno nuove compagnie.

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  1. Carlo Barbieri

    Trovo interessante, in quanto sintomo di grande disagio vissuto sulla propria pelle, la domanda del maestro Argento, che vorrebbe che L’UNESCO desse aiuti invece di attestati “perché c’è la crisi e i turisti diminuiscono” ma anche e soprattutto la risposta del direttore Perricone che va nella giusta direzione. A parte il fatto che l’attività dell’UNESCO non prevede l’erogazione di fondi, cosa già spiegata dal direttore Perricone, vorrei dar forza alla seconda parte della risposta di Perricone aggiungendo che la crisi ha messo in evidenza una cosa di cui dobbiamo prendere alto: il tempo dell’assistenzialismo, per quanto culturalmente benemerito, è finito. Non ci sono più soldi. Tanto più veloci saremo nel realizzare questo, e a rimboccarci le maniche, tanto più alta sarà la probabilitità di salvare le nostre attività culturali, e a renderle produttive. La cultura può essere il nostro petrolio; ma i giacimenti di petrolio, finché il petrolio rimane sotto terra e non arriva ai “Clienti” non vale nulla. Altri paesi che di “petrolio culturale” ne hanno meno di noi l’hanno capito e si sono dati da fare; non sono rimasti ad aspettare che i Clienti si accorgessero del loro petrolio e andassero a prenderlo, ma li hanno invitati e oltre al petrolio gli hanno fatto trovare servizi efficienti che li hanno resi “fornitori privilegiati”. Fuori di metafora, ecco che nonostante la crisi ci sono siti e paesi che NON lamentano una diminuzione dei turisti, e questo semplicemente perché li portano via agli altri meno bravi nel richiamarli. Punto. Da qui la necessità di consorziarsi, di un sito internet – giusto, direttore Perricone – ma anche e soprattutto di integrare l’Opera dei pupi in un Polo turistico Sicilia che andrebbe promosso in modo professionale e integrato. Cosa che le istituzioni locali non hanno mai fatto per un mix di mancanza di professionalità, miopia, campanilismo, “sperperosità” e vecchie, collaudate logiche clientelari. Dovremmo prendere una direzione e un ritmo virtuoso: ma come si fa a non essere pessimisti, guardando alla storia e al presente? Chi dovrebbe mettere mano a tutto questo? Bisognerebbe dare in appalto la Sicilia al… governo svizzero o a quello tedesco. E allora sì che la Sicilia diventerebbe ricca di turismo e non solo. Se non succede qualcosa di serio che crei un “Sistema Sicilia”, i turisti andranno da qualche altra parte, con o senza attestato UNESCO per la nostra gloriosa, bella e povera Opera dei Pupi.

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