Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno I - Num. 03 - 28 settembre 2012 Politica e società

Le Banche del Tempo. Un nuovo progetto Anticrisi

Ascolta l’audiointervista all’Assessore Giusto Catania all’interno dell’articolo

di Fabrizio Pitarresi
         

Palermo – Il 29 agosto 2012 Trinacrianews si è recata presso l’ufficio dell’Assessore Giusto Catania, delegato alla Partecipazione, decentramento, servizi anagrafici e migrazione della città di Palermo, all’interno del complesso monumentale di Piazza Giulio Cesare.
Insieme all’Assessore vogliamo parlarvi delle Banche del Tempo: un progetto molto interessante che potrebbe essere interpretato anche come un metodo per far fronte alla crisi incalzante a livello globale.

Quante volte diciamo il tempo è denaro? Ebbene, con questo nuovo progetto questa frase perderà il suo valore , per così dire, “capitalistico”, ma assumerà un valore sociale. Il tempo avrà un valore universale ponendo, chi lo usa, allo stesso livello di tutti gli altri.

La Banca del Tempo è un’associazione di persone che mette a propria disposizione una parte del loro tempo per da aiuto a chi ne ha bisogno, con la loro professionalità o la loro esperienza, nelle piccole faccende quotidiane. Ma non serve solo “al momento del bisogno” è anche un valido strumento sociale che permette lo scambio di attività e saperi per una crescita personale.

Per capire meglio di cosa si tratta ne parliamo direttamente col promotore di questa nuova “economia solidale” di modello partecipativo ponendogli le domande che di seguito troverete.

Vi invitiamo ad ascoltare l’audiointervista per scoprire nel dettaglio di cosa si tratta.

Queste le richieste di chiarimenti e le domande che abbiamo rivolto all’Assessore Catania:

Logo Banca del Tempo
  1. Assessore la Banca del Tempo è un istituto di credito un po’ particolare ci spieghi meglio cosa sono e a che cosa servono.
  2. Ci faccia un esempio pratico di come funziona una prestazione all’interno della Banca del Tempo
  3. Chi può usufruire della Banca del Tempo?
  4. Come posso aderire ad una Banca del Tempo, ci sono associazioni o contatti?
  5. Sappiamo che l’amministrazione comunale intende promuovere tutte le procedure per l’attivazione di una economia solidale che valorizzi il ruolo delle banche del tempo; focalizzando l’attenzione alla nostra città: perché è importante avere nella nostra Palermo delle Banche del Tempo?
  6. Allargando il quadro del discorso; l’associazionismo è una grande risorsa per il Paese: permette il confronto con amministratori pubblici, vi è un approccio diretto sul territorio, ma la domanda è: perché si ha ancora la percezione che questo meccanismo non sia del tutto sfruttato e in quale modo può essere valorizzato a Palermo?

L’Associazione Nazionale Banche del Tempo censisce 17 Banche del Tempo in Sicilia di cui 5 palermitane (qui il file pdf con l’elenco): Tempo Prezioso, ANTEAS, AAA.Tempo Libero Offresi, Banca del Tempo Interculturale e Banca del Tempo Multiculturale.

Le Banche del Tempo nascono nei primi anni 90 ma la capostipite di questo nuovo progetto nasce a Sant’Arcangelo di Romagna nel 1995 per iniziativa di un sindaco donna e del comitato pari opportunità. Grazie ai media ottiene un grande successo cominciando a proliferare in tutta Italia.

Ciò porta a pensare che queste non nascono per far fronte ad una crisi globale, ma solamente per la voglia di costruire legami sociali tra donne.

Alla fine del 1995 grazie ad un accordo tra l’Università di Siena e la CGIL si costituisce l’Osservatorio Nazionale che ha sede a Roma, Tempomat. Esso ha il compito di diffondere le BdT, organizzare convegni, attività laboratoriali e di formazione. Inizialmente le Banche sono conosciute soprattutto nel centro-nord Italia, ma, alla fine del 2002, anno in cui chiude l’Osservatorio, si contano circa 250 banche. Solo nel 2007 nasce l’Associazione Nazionale e le banche riprendono vigore diffondendosi anche al sud-Italia avviando quel processo di relazione tra tutte le associazioni fondamentale per arrivare fino ad oggi.

Entrando nel dettaglio circa il funzionamento della Banca del Tempo, la fase d’iscrizione può cambiare da Banca a Banca, ma, essenzialmente, prevede la compilazione dei servizi che ognuno può offrire (giardinaggio, cucina, baby sitting ecc…) e, ad ogni iscritto, viene anche fornito un tesserino e un libretto di assegni. Ecco un esempio di scambio tra iscritti: quando il signor Rossi, idraulico in pensione, andrà ad aiutare la signora Bianchi a riparare il rubinetto gocciolante, quest’ultima emetterà un assegno di un’ora al signor Rossi che lo andrà a depositare presso la segreteria della BdT di riferimento. La signora Bianchi, senza nessun vincolo, potrà fornire il suo aiuto per aiutare il signor Rossi (o un altro associato) a preparare il pranzo o ad aiutarlo nel giardinaggio; e così via…

Nelle Banche del Tempo, quindi, si annulla la differenza di sesso, età e condizione economica; chiunque può diventare correntista. Non bisogna avere particolari competenze né essere qualificati in qualcosa o avere titoli particolari, tutto viene svolto solo per il piacere e impegno personale e per la voglia di aiutare. Chi ha poco tempo si accorgerà di poterlo moltiplicare senza nessun problema. Oltretutto, un’ora di lezione di filosofia varrà quanto un’ora di pulizia di verdure rendendo universale il tempo impiegato in ogni singola operazione. Tempo intellettuale e tempo manuale avranno lo stesso valore, sarà considerato sempre tempo da dedicare a chi ha bisogno.

Immaginate se questo progetto si diffondesse! La società ne avrebbe un grosso beneficio, si creerebbe una società ideale, basata sulla solidarietà e compartecipazione.

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