Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 09 - 30 dicembre 2013 Politica e società

La Finanziaria sarà pubblicata domani. Crocetta: “costretti a pubblicare una finanziaria che uccide la Sicilia”

di Vilma Maria Costa
         

CrocettaPalermo – Domani la Finanziaria sarà pubblicata, comunque, per le parti non impugnate dal Commissario dello Stato Aronica, si aspetta, in ogni modo, che ci possa essere un ripensamento dal parte del commissario durante il tavolo tecnico che si terrà tra qualche ora al Ministero degli Affari Regionali a Roma e dove siederanno il commissario, appunto, l’assessore regionale Bianchi su delega del presidente Crocetta, e il ministro Delrio al fine di individuare immediate soluzioni prima della pubblicazione del bilancio. Si cercherà di recuperare quanto più possibile dei 500 milioni di euro di spesa congelati

Ecco le dichiarazioni del presidente Crocetta, pervenute pochi minuti fa in redazione, in merito alla pubblicazione della finanziaria: Domani sarò costretto a pubblicare una finanziaria che non mi appartiene, che ripudio, che canta il de profundis al posto di lavoro di migliaia di lavoratori, che uccide la diversabilità e impedisce ai non vedenti di studiare, che butta sul lastrico migliaia di famiglie e impone alla Sicilia una manovra depressiva senza precedenti, che potrà influire sulla tenuta sociale della Regione, che affossa le imprese e influirà negativamente sul rating nazionale e regionale. Faccio appello al Capo dello Stato, affinché intervenga in questa situazione terribile, perché si possa trovare una soluzione rapida che permetta alla Sicilia di rilanciare le politiche di sviluppo, di crescita e di solidarietà. Per me domani sarà un giorno di grande tristezza, che trascorrerò pregando per la Sicilia e per il popolo siciliano, perché non debba più subire violenze cieche e irrazionali. Sono pronto al confronto istituzionale, ma con fermezza, sapendo che in ballo non ci sono i giochetti della politica politicante, ma gli interessi di un intero popolo che ha già subito tante violenze e che oggi viene massacrato. Usciremo dal guado, perché la verità e la giustizia trionfano sempre. Faccio appello ai siciliani di stringersi in questa civile e democratica lotta per la Sicilia, con uno stile quasi gandhiano, quello di un popolo assediato che sa che soltanto attraverso la mobilitazione democratica e non violenta, potrà ottenere quella comprensione istituzionale che è necessaria per risorgere. Nell’ultimo anno abbiamo tagliato sprechi e corruzione, non possiamo pagare in una sola finanziaria un passato di sprechi e di irresponsabilità che ci inseguono. E’ venuto il momento della responsabilità e della coesione regionale, sapendo che ce la faremo. Non ho dubbi

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