Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno II - Num. 09 - 30 dicembre 2013 Politica e società

Incontro su Accordo di programma ARANCIA ROSSA 2020 con assessore regionale Dario Cartabellotta

All'interno intervista a assessore Dario Cartabellotta

di Dario Milazzo
         

conferenza stampaCatania – Martedì 11 febbraio alle ore 19:00 si è tenuto presso la sede di Catania della Regione Siciliana un incontro programmatico per il rilancio dell’ arancia rossa.

Nello specifico si è discusso dell’ Accordo di programma ARANCIA ROSSA 2020.

Sul tema dell’incontro abbiamo sentito il dottore Alessandro Scuderi presidente del Consorzio Arancia Rossa.

Scuderi ha riferito che nell’incontro l’assessore alle Risorse Agricole e Alimentari Dario Cartabellotta vedrà tutti gli esponenti del settore, produttori, imprenditori e rappresentanti di categoria, per discutere della strategia per la valorizzazione degli agrumi siciliani, non sarà una conferenza, ma un incontro sull’ Accordo di programma ARANCIA ROSSA 2020.

Nel tavolo dei relatori erano presenti, oltre all’assessore Dario Cartabellotta, anche l’eurodeputato, l’onorevole Giovanni La Via, il dottore Sebastiano Spoto Puleo, che per anni è stato assessore Regionale all’Agricoltura e alle Foreste e la dottoressa Rosaria Barresi, dirigente generale della Regione Siciliana.

Prima dell’inizio della riunione siamo riusciti anche a fare qualche domanda all’assessore Cartabellotta.

In particolare abbiamo chiesto se è possibile arginare concretamente il fenomeno delle importazioni: Lo scorso 25 ottobreha riferito l’assessoreho chiesto formalmente al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo e alla Conferenza Stato Regioni il blocco delle importazioni di agrumi provenienti dal Brasile, dall’Argentina e dal Sudafrica al fine di promuovere l’adozione di misure di salvaguardia del settore agrumicolo mediterraneo.

Abbiamo chiesto all’assessore se le importazioni, oltre a produrre un danno economico, hanno arrecato anche danni alle coltivazioni: quello delle importazioni è un problema strettamente correlato ai danni alle coltivazioni. I controlli fitosanitari effettuati hanno riscontrato il Black Spot (Guignardia Citricarpa), il Citrus Canker (Xantomotras Citri) e le Mosche esotiche, fitopatie altamente contagiose che rischiano di compromettere l’agrumicoltura mediterranea.

Abbiamo domandato, infine, se a tal proposito, non fossero già sufficienti i controlli fitosanitari. Esprimo un sincero apprezzamentoha affermato l’assessoreper i servizi fitosanitari regionali ma adesso bisogna adottare i provvedimenti, il che equivale a dire il blocco totale delle importazioni a tutela dell’economia del comparto e della qualità dei prodotti.

Andando all’incontro il primo a prendere parola è stato proprio l’assessore alle Risorse Agricole e Alimentari. L’assessore in buona sostanza ha spiegato i vari punti dell’accordo di programma ARANCIA ROSSA 2020. Ha parlato, quindi, della necessità di ampliare il calendario di offerta- commercializzazione, ha approfondito la questione della vocazionalità territoriale e ha esplicitato le caratteristiche organolettiche dell’arancia rossa. Si è discusso anche del Decreto Assessoriale 11 dicembre 2013, decreto nato con lo scopo di mettere assieme tutte le parti, agricoltori, industriali, associazioni di categoria e istituzioni, mediante la stipula di un accordo di filiera produzione-trasformazione che guarda a più anni e che ha come obiettivo principale la stabilizzazione di un prezzo, in maniera tale che non si verifichino dei picchi dei costi. Altre tematiche affrontate dall’assessore sono state quelle del catasto agrumicolo, nonché le iniziative prese per aumentare il consumo del prodotto arancia rossa, sia in Italia che all’estero, nonché l’annosa questione del fattore organizzativo e dell’aspetto legato all’approvvigionamento idrico per le produzioni agrumicole.  

Ieri ho tenuto un incontro presso l’ESA di Cataniaafferma l’assessoreal fine di definire tutte quelle premesse che possano portare ad un serio e concreto progetto di qualificazione e rilancio dell’arancia rossa di Sicilia che guardi al 2020 e ancor prima all’Esposizione Universale di Milano del 2015. A tal fine abbiamo portato avanti: il bando sull’estirpazione, il bando legato al reimpianto degli agrumi con 8 milioni di Euro, abbiamo pubblicato la norma attuativa sugli accordi di filiera per mettere insieme tutte le parti (agricoltori, organizzazioni dei produttori e industrie di trasformazione), abbiamo chiesto al Ministro il blocco totale delle importazioni da Brasile, Argentina e Sudafrica, abbiamo votato la riforma dei Consorzi di Bonifica per la razionalizzazione della distribuzione dell’acqua. L’arancia rossa – continua l’assessore – è un cibo funzionale e per quello che contiene è un prodotto di altissimo livello salutistico, purtroppo,  andando nei supermercati è riscontrabile come nei succhi di arancia rossa sia rimasto ben poco dell’arancia, visto che la percentuale indicata nelle confezioni è a dir poco bassa. Sento oggi il dovere – conclude l’assessore – di impostare un programma che guarda ai prossimi anni e che coinvolta tutti, istituzione, organizzazioni, agricoltori, scuole, ospedali.

Alla fine dell’intervento dell’assessore molti sono stati gli interventi dei produttori agrumicoli e degli industriali; ad intervenire anche molti esponenti delle associazioni di categoria e delle istituzioni.

Dagli interventi sono emerse molte problematiche. In particolare gli industriali hanno posto l’accento sull’eterogeneità dei costi di trasformazione; gli stessi industriali hanno evidenziato che circa il 93% delle arance usate per i succhi di frutta sono importate. I produttori hanno, invece, posto l’accento sulla necessità degli accordi di filiera e sul problema dei costi della materie prime (semenze, concimi ecc…). Dal settore agrumicolo è emersa anche una forte preoccupazione nei confronti delle importazioni.

Dopo i tanti interventi ha preso parola l’onorevole Giovanni La Via. Io sono particolarmente convinto che non ci sia un intervento risolutivo, qua bisogna pensare ad un pacchetto di interventicontinuasi potrebbe pensare ad un accordo di lungo periodo, certo non è una soluzione immediata, ma è qualcosa che aiuterebbe sia il mondo industriale che il mondo agricolo per poter calmierare e ridurre gli sbalzi, sia degli approvvigionamenti che dei prezzi. Un’altra problematica è la tassazione, a tal proposito si può parlare anche di una defiscalizzazione. Per quanto riguarda l’azione di comunicazioneconcludeè necessaria, ma va fatta solo sui mercati esteri.

Infine, ha preso la parola l’ex assessore regionale il dottore Spoto Puleo che, ricordando una conferenza analoga del 1997, ha asserito che oggi in realtà sulla vicenda “filiera agricola” ci sono più contrasti rispetto agli anni passati.

Sul tema del contrasto, emerso durante l’incontro, e sulla difficoltà di realizzare un vero accordo di filiera è intervenuto alla fine dell’incontro l’assessore Cartabellotta affermando che bisogna trovare una formula unica, sia sul piano tecnico che su quello politico. Questa realtà non vale meno dell’“Electrolux”, per cui la politica non può tirarsi indietro. La politica può orientare le risorse, ma le risorse vanno usate e per ottenere qualche risultato bisogna necessariamente orientare le risorse in un’ottica di innovazione, marketing e organizzazione.

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