Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 08 - 21 ottobre 2013 Politica e società

IDV – Presentazione disegno di legge su vendita dei beni confiscati

(All’interno dell’articolo interviste al Segretario nazionale IDV Ignazio Messina, al Segretario regionale Salvatore Messana ed al Segretario provinciale Sergio Mulè)

di Viviana Villa
         

DDL vendita beni confiscatiPalermo – Si è tenuta presso la Sala Stampa Mario Palumbo dell’Ars la conferenza stampa di Italia dei Valori per la presentazione del disegno di legge di iniziativa popolare in favore della vendita dei beni confiscati alla mafia. L’obiettivo di tale proposta è quello di snellire le procedure per consentire a particolari tipi di immobili (industrie, appartamenti di lusso, cliniche, alberghi, ecc.) di essere ceduti più facilmente. Sebbene IDV non abbia attualmente una rappresentanza parlamentale nazionale e regionale, il partito ha continuato di fatto la sua attività nelle piazze per promuovere iniziative di disegno di legge e iniziative popolari. L’incontro è stato utile anche per fare il punto sul colloquio avvenuto il giorno precedente tra il Segretario nazionale dell’IDV Ignazio Messina ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il Segretario regionale Salvatore Messana, il Segretario provinciale Sergio Mulè, il Responsabile del Dipartimento Parità di Genere Rosalinda Brusca, il Consigliere del Comune di Palermo e Capogruppo IDV Filippo Occhipinti, nonché lo stesso Segretario nazionale Messina.

Salvatore Messana ha dato il via alla conferenza stampa, definendo la linea che IDV intende portare avanti dopo la rivoluzione che in questi mesi ha interessato il partito. In questo periodo, Italia dei Valori è impegnata in un percorso per la costruzione di una coalizione politica omogenea di centro-sinistra fondata su idee e programmi – ha affermato – al fine di uscire dal magma determinato da un governo di larghe intese e pochi fatti. Le posizioni tra gli attori politici sono talmente distanti che stanno condannando l’Italia ad una paralisi. È necessario uscire da questa condizione; le coalizioni devono essere politicamente compatibili ed avere programmi convergenti e a volte complementari. Non vorremmo fare solo accordi politici, ma anche di governo. Quando si fa un patto di governo prima delle elezioni poi si è tenuti a rispettarlo. Quindi vorremmo superare la condizione di incertezza politica che si è registrata nelle varie coalizioni dell’Ulivo. Abbiamo rinnovato il partito in tutta la sua classe dirigente nazionale, regionale e provinciale – ha continuato – abbiamo tenuto dei congressi attraverso il voto online, al quale hanno potuto partecipare tutti gli iscritti d’Italia al partito. Credo che si tratti di segnali importanti in un momento in cui c’è grande sfiducia nelle forze politiche. Vogliamo riportare elettori al centro sinistra, diminuire la soglia dell’astensionismo e far convogliare parte del voto di protesta verso una formazione politica che è assolutamente intransigente su molte cose, ma che vuole fare del proprio progetto politico un progetto di governo, non solo di protesta.

La conferenza stampa è proseguita con l’intervento del Segretario nazionale Ignazio Messina, subentrato ad Antonio Di Pietro lo scorso 30 giugno. Durante l’incontro con Giorgio Napolitano ho illustrato il nuovo corso di Italia dei Valori alla luce delle elezioni avvenute nel congresso nazionale e in quelli regionali e provinciali. Vogliamo seguire un percorso politico che parte dalla verifica degli errori fatti e vogliamo lavorare ad un centro-sinistra delle idee ed unito, che sia alternativo alle larghe intese e che porti avanti il rilancio economico del paese, partendo dalle fasce sociali più deboli e dalle piccole e medie imprese. L’Italia dei Valori – ha continuato – sta promuovendo numerose iniziative come quella del progetto sbocca-lavoro. Inoltre, vogliamo proporre un decreto legge di iniziativa popolare che riguardi l’ingente patrimonio confiscato alla mafia. Si tratta di circa 80 miliardi di Euro. Per questo saremo nelle piazze a raccogliere firme per fare sì che questo patrimonio possa almeno in parte essere venduto. Il patrimonio ammonta a 1700 industrie, 5000 appartamenti di lusso, ma anche cliniche di eccellenza e alberghi di lusso. Non ha senso cederli ad un comune o ad un’associazione di volontariato, ma potrebbero servire per rimettere in moto l’economia. In questo ci siamo confrontati con il Direttore dell’Agenzia dei Beni Confiscati il Prefetto Caruso, che si ritrova a vivere un paradosso, che è quello di dover gestire un patrimonio enorme senza avere le risorse per farlo. Inoltre, il Segretario Messina ha commentato il percorso del Movimento 5 Stelle in campo nazionale ed i risultati conseguiti durante le ultime elezioni regionali in Basilicata, Trentino e Friuli. M5S ha sprecato il consenso ricevuto dai cittadini. La gente se n’è accorta, basta guardare gli ultimi dati elettorali. Nel Friuli, M5S partiva dal 27%, ma ha preso solo il 10%. Due settimane fa, in Trentino partiva dal 25% ed ha preso il 9%. In Basilicata, partendo dal 25% ha preso quasi il 9%. A dimostrazione che si possono prendere in giro i cittadini una volta, ma non la seconda volta. Quando entri nelle istituzioni o ti assumi le tue responsabilità o non c’è niente da fare.

Il Segretario provinciale Sergio Mulè si è soffermato anche sull’attuale situazione europea ed italiana. Il problema dell’Italia – ha affermato – è strettamente collegato a quello dell’Europa. Il sistema si trova in un vicolo cieco. Se non si cerca di sconvolgere la differenza tra le economie forti e quelle deboli, come quella dell’Italia, non avremo via d’uscita. È necessario che la Germania sia un po’ più accondiscendente con le esigenze dell’economia europea. Si è raggiunta una moneta unica, ma doveva seguire anche un’unità politica. Al contrario, ognuno è rimasto stato sovrano con i propri interessi. È necessaria un’apertura ad una logica di condivisione, di solidarietà per salvaguardare l’essenza stessa dell’Europa. Dovremmo avere un governo più forte. Il compito dell’IDV è quello di stimolare, a livello europeo e nazionale, questa grave pecca.

La redazione di TrinacriaNews ha incontrato i tre rappresentati di Italia dei Valori. Ecco i contenuti delle interviste.

DDL vendita beni confiscati (ignazio_messina_idv)Segretario nazionale IDV Ignazio Messina

Ieri mattina lei ha incontrato il Presidente della Repubblica. Nel dettaglio, quali sono stati i contenuti del colloquio?

Al Presidente Napolitano abbiamo presentato innanzitutto il nuovo corso di Italia dei Valori alla luce dei congressi che hanno portato alle elezione di oltre 1500 collaboratori del partito. Abbiamo affermato con chiarezza la nostra volontà di lavorare alla creazione di un centro-sinistra che sia alternativo al centro-destra e che possa assumersi la responsabilità di fare delle scelte importanti a favore delle piccole e medie imprese e delle fasce sociali più deboli. Abbiamo parlato anche delle emergenze e delle necessità italiane, soprattutto della legge elettorale. A questo proposito, abbiamo raccolto 1 milione e 200 mila firme per eliminare il “porcellum”, stiamo aspettando che la Corte si pronunzi. Ho espresso al Presidente le mie perplessità in quanto sembra che il Parlamento ancora una volta non sia interessato a cambiare la legge, nonostante le promesse fatte. Anche lui ha ritenuto che la legge elettorale fosse importante. La seconda questione di cui abbiamo parlato è quella legata all’emergenza lavoro. Italia dei valori è impegnata a tutela delle fasce sociali più deboli e delle piccole e medie imprese. Abbiamo parlato anche delle iniziative che IDV sta portando avanti. Ho presentato al Presidente la raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per la vendita dei beni confiscati alla mafia ed anche un’iniziativa contro il gioco d’azzardo di Stato. Anche in questo caso stiamo raccogliendo le firme per eliminare le slot machine e i giochi online, che rappresentano una piaga per il Paese. Abbiamo anche parlato di Europa, Italia dei Valori si presenterà infatti alle elezioni europee con il proprio simbolo a favore di una nuova politica economica europea. L’ultima cosa di cui ho parlato al Presidente è stata la necessità dell’abolizione del reato di immigrazione clandestina. È assolutamente inutile e disumano impedire di salvare chi sta annegando, non risolvendo di fatto il problema ed intasando i tribunali. Si tratta di una priorità europea e non solamente siciliana o italiana.

Quali strategie IDV intende portare avanti per rilanciare il partito in campo nazionale?

Vogliamo farlo proprio attraverso queste iniziative. IDV è stata per le strade tra la gente a dire no al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e a favore dell’eliminazione della riforma Fornero. Tutti temi che interessavano la gente. Il lavoro che stiamo facendo è proprio questo. Noi rilanciamo dalle piazze, in cui però non andiamo a fare proclami, ma a parlare con i cittadini per occuparci di problemi veri, offrendo anche delle soluzioni.

Nel dettaglio, quali sono i contenuti della proposta di legge sulla vendita dei beni confiscati alla mafia?

Mi sono confrontato con il Direttore dell’Agenzia dei Beni Confiscati il Prefetto Caruso, che vive anche lui questo problema e con cui stiamo lavorando in sintonia. La vendita dei beni confiscati sembra ammonti a circa 80 miliardi di Euro; una parte può essere legittimamente chiesta in uso da comuni, enti pubblici o associazioni, ma ce n’è un’altra che è inutile mantenere, considerato che si tratta di industrie, alberghi di lusso e cliniche. È impensabile che un comune o un’associazione di volontariato chieda di gestire un’industria. Riteniamo che vadano invece snellite le procedure di vendita, che deve comunque avvenire attraverso l’agenzia e con i dovuti controlli. Il tema è molto serio, perché anche se vendessimo il 30% del patrimonio si ricaverebbero 25 miliardi di Euro. Il solo aumento dell’IVA è costato un miliardo di euro, pensate quante cose si potrebbero evitare. Riteniamo che ci possa essere un beneficio diretto per le piccole e medie imprese e per le fasce sociali più deboli. Se dobbiamo mettere in moto l’economia è impensabile che si tenga chiusa una cassaforte e poi si continui a raschiare nelle tasche ormai vuote. Tra i beni confiscati – ha aggiunto – nel fondo unico giustizia ci sono 2 miliardi di Euro in titoli di stato. Basterebbe incassarli per impedire un ulteriore aumento. L’OCSE ha affermato che il debito pubblico italiano aumenta nonostante le ristrettezze e che bisogna fare ancora tagli. Questi tagli vanno fatti, però è pure vero che dobbiamo utilizzare le risorse che abbiamo per favorire la ripresa economica.

DDL vendita beni confiscati (salvatore_messana_idv)Segretario regionale IDV Salvatore Messana

Quali iniziative sta portando avanti Italia dei Valori nelle istituzioni e sul territorio?

In questo momento IDV non ha una rappresentanza parlamentare, per cui sta ripartendo dalla base e dal coinvolgimento dei cittadini. Per questo abbiamo promosso alcuni disegni di legge di iniziativa popolare raccogliendo le firme e rendendo in qualche modo i cittadini protagonisti, come abbiamo fatto quando eravamo in Parlamento. Siamo il partito del referendum, delle azioni nelle piazze con i gazebo, i volontari, i militanti. In particolare, in questo momento abbiamo due azioni in campo. La prima è il disegno di legge per l’abolizione del gioco d’azzardo, un’azione che riteniamo eticamente obbligatoria. Lo Stato non può lucrare sulla disgrazie delle famiglie. Abolire il gioco d’azzardo non significa abolire il gioco regolamentato, ma limitare di molto l’ausilio delle slot machine e di quel gioco indiscriminato che sta creando problemi e debiti e ha creato persino una patologia correlata. La seconda è il disegno di legge, che oggi presentiamo, per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia. Non parliamo solo di vendita, ma riteniamo che sia doveroso che beni confiscati vengano rimessi in circuito prima con finalità sociali, ma quando questo non è possibile anche con forme di alienazione controllata. Questi sono solo alcuni spunti di un impegno costante e volontaristico che i nostri militanti stanno portando avanti.

DDL vendita beni confiscati (sergio_mulè_idv)Segretario provinciale Sergio Mulè

A quali obiettivi sta lavorando Italia dei Valori?

Il nostro obiettivo è quello di scendere nel territorio, parlare con i cittadini delusi e recuperare il consenso che IDV aveva fino ad un anno e mezzo fa. Forse non tutti sanno che alle ultime nazionali IDV si è schierato con “Rivoluzione Civile” di Ingroia. Secondo me e secondo altri colleghi di partito si è trattato di un errore, di un cartello elettorale che non ci ha ripagato. Da un’indagine che abbiamo commissionato ad un’agenzia specializzata è emerso che i nostri elettori non hanno votato Rivoluzione Civile, perché il 60-70% ha preferito o astenersi o votare altro, ad esempio M5S e Pd, convinti che una coalizione di sinistra vincente potesse iniziare quel nuovo corso riformatore e progressista e potesse abbattere il ventennio berlusconiano. Il 15 settembre 2013, a San Sepolcro si è compiuta una rifondazione. La classe dirigente d’Italia si è riunita per rilanciare l’azione politica di IDV, che poi è quella di sempre. Vogliamo ricominciare dalla legalità e dalla trasparenza per parlare ai cittadini e fornire una proposta nuova. Il nostro obiettivo è tornare nell’agorà della politica e nelle istituzioni, utilizzando soprattutto quello che ci ha caratterizzato nel passato. Per esempio, ieri io e i due consiglieri comunali di Palermo, Caracausi e Occhipinti eravamo alla manifestazione a favore del giudice Di Matteo e del suo pool. Eravamo in prima fila con le nostre bandiere, in quanto vogliamo mantenere, approfondire e rilanciare la nostra cultura dell’antimafia e della legalità, che ci ha dato tanti risultati nel passato. Oggi Di Pietro è il padre nobile e si è messo di lato; molto diplomaticamente ha ammesso di avere fatto degli errori. Oggi ripartiamo con una squadra completamente nuova. Il risultato elettorale di ieri in Basilicata costituisce un risultato confortante. Siamo in coalizione di governo ed abbiamo contribuito a fare eleggere questo governatore, così come abbiamo fatto qualche mese fa nel Friuli. Abbiamo presentato una lista che ha preso l’1% e che, con i nostri 4 mila voti, ha consentito alla Serracchiani di vincere, cosa che non poteva accadere se non fossimo stati suoi alleati. Vogliamo dare il nostro contributo ad un centro sinistra rivisitato, progressista e riformatore. Cerchiamo delle alleanze certe completamente contrapposte al centro-destra; vogliamo stimolare coloro che sono oggi in parlamento a fare celermente una riforma elettorale ed abolire il porcellum, che ricordo è stato oggetto di raccolta referendaria da parte nostra. Oggi ribadiamo con forza questa necessità.

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