Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 46 - 02 ottobre 2021

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021 Politica e società

“From the Sea to the City – A Conference of Cities for a Welcoming Europe” 25-26 June, 2021

di Redazione TrinacriaNews
         

Nelle stesse ore in cui il Consiglio Europeo si è riunito cercando ancora una volta una convergenza sul tema dei Migranti, a Palermo un’altra Europa si è riunita , quella dei Sindaci delle città che da sempre sono in prima linea ad affrontare da sole le emergenze e gli sbarchi costanti. Dall’incontro cominciato stamattina molto presto tante le proposte e le convergenze che si sono trovate tutte raccolte in uno statement a firma comune che vuole essere una chiamata all’azione. Basta parole, occorrono fatti ed occorre dare un segnale chiaro all’Europa.

“Palermo è il polo di un’iniziativa che, con concretezza e senza retorica, ricorda l’importanza e la difesa dei diritti umani”, spiega il sindaco di Palermo Leoluca Orlando “Non è un caso – aggiunge – che questo messaggio dirompente che mette al centro il valore della vita, rivolto ad un’Europa troppo spesso sorda al genocidio nel Mediterraneo, parta proprio da qui. Da un luogo che fa dell’accoglienza e dell’integrazione la propria cifra culturale. E la presenza dei sindaci provenienti da tutta Europa conferma e rafforza il cammino finora tracciato. Che continueremo insieme. Ora più che mai è il tempo dell’azione”

Ufficio stampa From the Sea to the City – Patrizia Pozzo – patrizi.pozzo@libero.it – 347 0347403

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Dichiarazione dei sindaci

Preambolo

Umanità, solidarietà, volontarietà

La politica migratoria europea è in un’impasse da anni. Presa tra la discussione arretrata sulle quote di distribuzione, plasmata dagli interessi nazionali, e la visione idealista di un’Europa senza frontiere, è impigliata nella disputa tra il più desiderabile e il minimo comune denominatore. Nella politica europea di asilo e migrazione, è quindi più importante che mai trovare un consenso sociale paneuropeo invece di un consenso interstatale.

Ecco perché ci opponiamo con il nostro pragmatismo morale a questa situazione apparentemente senza speranza, in cui il destino delle persone in fuga e i nostri valori minacciano di diventare una pedina. Siamo città che si impegnano insieme ad una forma di accoglienza democraticamente legittimata dalle loro società urbane e quindi vincolante e regolamentata delle persone in fuga, offrendo loro la possibilità di integrazione nella nostra comune Europa. L’integrazione nelle nostre società urbane richiede un pragmatismo incentrato su ciò che è fattibile. Conseguentemente sosteniamo l’idea di una rete di città in Europa. Invece di accentrare l’onere su hotspot e campi presso poche città lungo il Mediterraneo, facciamo affidamento a un’ampia distribuzione su molte città che distribuisca l’onere di una singola città attraverso il potere di un’alleanza ampiamente sostenuta. Vogliamo integrare l’attuale chiave di distribuzione come unica base in Europa con un’ampia rete di molte quote di accoglienza comunali volontarie.

Il sistema esistente sarebbe così completato da una visione di ciò che è fattibile nei comuni e non basato solo sulle cifre della popolazione, come è il caso dell’attuale formula di distribuzione per l’accoglienza dei rifugiati. Nel senso di un pragmatismo morale che combina i motivi umanitari con ciò che è fattibile in loco, si deve creare un modello che permetta di assumere più responsabilità a coloro che sono disposti ad accogliere più persone una tantum o in modo permanente.

Allo stesso tempo, l’accoglienza dovrebbe essere premiata per la popolazione del comune ospitante. Un sistema di incentivi dovrebbe promuovere specificamente la disponibilità a ricevere e permettere una più ampia distribuzione dell’onere in Europa.

Un volontarismo complementare piuttosto che rigidi requisiti potrebbe essere la via da seguire per un sistema di accoglienza dei rifugiati più accettabile, sia per i sostenitori che per gli scettici.

Dichiarazione

Come città e comuni europei che credono fermamente nella difesa dei diritti umani, da decenni offriamo ai rifugiati e ai migranti una nuova casa. Siamo incondizionatamente impegnati nei valori umanitari, nei diritti umani universali e nel diritto d’asilo, anche in tempi difficili. Oggi stiamo vivendo un’ondata di solidarietà con i rifugiati nelle nostre città e regioni. Eppure, la gestione delle migrazioni è inefficiente e squilibrata e crea un onere particolarmente pesante per gli Stati frontalieri europei. Un approccio pragmatico è quindi necessario per aiutare i rifugiati e alleggerire le città degli Stati frontalieri.

In questo contesto, stiamo seguendo con grande preoccupazione i piani della Commissione europea e degli Stati dell’Ue per un nuovo “patto sulla migrazione” Una legislazione che non raggiunge una solidarietà di fatto e un’equa ripartizione degli oneri non è compatibile con i valori umanitari dell’Europa. Né lo sono campi recintati, dove le persone sono costrette a rimanere per lunghi periodi senza prospettive. Le misure proposte non impediranno "un’altra Moria” Al contrario, aggraverebbero addirittura l’approccio hotspot lungo le frontiere esterne dell’Ue, sulle isole greche, a Lampedusa o a Pozzallo, senza raggiungere un’equa distribuzione dei rifugiati e dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati europei. E quelli che arrivano in Europa sono minacciati da procedure sommarie in campi recintati in zona frontiera esterna, invece di essere reinsediati e sistemati in comunità locali basate sulla solidarietà. Questa non è l’Europa che vogliamo per il futuro.

Negli ultimi anni, centinaia di comuni in tutta Europa hanno accettato di accogliere i rifugiati. Di fronte all’emergenza umanitaria in corso nelle regioni di frontiera dell’Ue, non possiamo più restare inerti. Anche se la maggior parte della popolazione europea vive nelle città, la nostra voce non viene ascoltata nei negoziati europei. Come città, vogliamo sostenere politiche utili e trovare strumenti giuridici adeguati, ma non abbiamo un posto al tavolo dei negoziati.

Ciò che offriamo è l’esperienza, l’impegno, la competenza in materia di integrazione, inclusione e partecipazione e l’obbligo legale di proteggere i diritti umani fondamentali.

Ecco perché la voce delle città solidali deve essere ascoltata. Con la presente ribadiamo la nostra offerta di assistenza. Nell’ambito delle loro capacità, i comuni devono essere in grado di ospitare volontariamente i rifugiati e fornire loro riparo, protezione e sicurezza al fine di sostenere i loro diritti e la loro dignità.

Il futuro sistema migratorio dell’Ue deve aprire nuove strade alle città in Europa per diventare attivamente coinvolte nell’accogliere i rifugiati e integrarli senza ulteriori ritardi.

Chiediamo quindi alle istituzioni europee e ai governi nazionali europei:

  1. Diritto d’asilo e nessuna zona di transito alle frontiere esterne

Qualsiasi riforma del sistema europeo comune di asilo deve garantire il rispetto del diritto individuale all’asilo e l’accesso effettivo di coloro che cercano protezione a procedure di asilo accelerate.

Anche in futuro si dovrà fare ogni sforzo per evitare situazioni di campo profughi come Moria o Lipa. A tal fine, coloro che arrivano sulle coste europee devono essere inviati il più rapidamente possibile direttamente a città, regioni e Paesi che sono pronti a riceverli.

  1. Permettere l’accoglienza diretta da parte della comunità

La volontà della società civile e delle nostre comunità di sostenere i rifugiati è gigantesca. Siamo convinti che ospitare i rifugiati nei nostri comuni allevierebbe la crisi alle frontiere dell’Europa. I comuni dovrebbero avere la possibilità di offrire quote di accoglienza per essere coinvolti nelle politiche migratorie. Questo permetterebbe ai comuni disposti a offrire capacità di accoglienza aggiuntive direttamente ai rifugiati bloccati nei campi profughi di frontiera.

  1. Finanziamento diretto dell’Ue per i comuni ospitanti

Le istituzioni europee dovrebbero dare accesso al sostegno finanziario diretto ai comuni che vogliono aiutare, in modo che possano soddisfare i loro obblighi umanitari. A tal fine, le città europee hanno bisogno di un quadro finanziario affidabile e completo, che vada oltre i meri costi di alloggio e di sostentamento e che sia inteso come una missione trasversale che comprenda molte aree come l’istruzione, l’occupazione, l’alloggio e la salute.

  1. Rafforzare la solidarietà

La condanna della solidarietà, che assume varie forme, distrae l’opinione pubblica dai veri problemi della politica di migrazione e di asilo dell’Ue. Come città europee, proponiamo raccomandazioni per garantire che la solidarietà non sia fornita solo in via eccezionale o volontaria. Chiediamo quindi all’Unione europea di stabilire un meccanismo obbligatorio per garantire un’equa ripartizione degli oneri e l’accoglienza dei rifugiati negli Stati membri dell’Ue.

Per raggiungere questi obiettivi, noi, come città e comuni, vogliamo lavorare mano nella mano a livello europeo e nazionale in futuro.

  1. Canali d’immigrazione legale per una politica d’immigrazione pragmatica

L’Europa dovrà affrontare nei prossimi anni una crescente carenza di popolazione e di manodopera. L’impatto sui rispettivi Stati sarà sì differente, ma diventerà una sfida comune. Di conseguenza, è nostra ambizione conseguire una politica d’immigrazione legale che richieda procedure d’asilo regolamentate e misure d’integrazione efficaci. Questo dovrebbe colmare il divario e permettere ai Paesi di agire di conseguenza. La rete “International Alliance of Safe Harbours” (“Alleanza Internazionale dei Porti Sicuri” nascente oggi da questa conferenza, vuole contribuire a costruire una casa europea fondata su una strategia globale di solidarietà, con una premessa fondamentale: proteggere la vita di ogni persona costretta a fuggire, sia per mare che per terra, e darle un’uguale possibilità di una procedura ordinata sotto lo Stato di diritto, secondo le regole comuni europee e sulla base del nostro comune canone europeo di valori. Le condizioni di vita indegne e la morte di troppi non devono pesare sulla coscienza della nostra Europa della solidarietà.

Hanno aderito:

  1. Palermo
  2. Potsdam
  3. Tirana
  4. Bergamo
  5. Amsterdam
  6. Athens
  7. Barcelona
  8. Marseille
  9. Villeurbanne
  10. Trier
  11. Kiel
  12. Munich
  13. Heidelberg
  14. Gutersloh
  15. Lampedusa
  16. Pozzallo
  17. Reggio Calabria
  18. Rottenburg
  19. Flensburg
  20. Goettingen
  21. Braunschweig
  22. Greifswald
  23. Mannheim
  24. Leipzig
  25. Northeim
  26. Dormagen
  27. Muenster
  28. Juelich
  29. Bonn
  30. Marburg
  31. Dortmund
  32. Darmstadt
  33. Würzburg

Di seguito l’emendamento alla dichiarazione dei sindaci durante la prima conferenza dei sindaci “From the Sea to the City”, a Palermo, 25/6/2021:

I sindaci presenti a Palermo, nell’approvare il documento di base, sottolineano la necessità di garantire che le migrazioni possano avvenire attraverso canali legali. I sindaci sottolineano altresì come sia necessario che l’Unione Europea abbia cura in primo luogo del diritto alla vita dei naufraghi nel Mediterraneo. Ritengono quindi necessario approfondire questi temi nei prossimi incontri.

Hanno aderito a questo emendamento, sindaci delle seguenti città presenti fisicamente a Palermo, in data 25/6/2021:

  1. Palermo
  2. Potsdam
  3. Tirana
  4. Bergamo
  5. Marseille
  6. Villeurbanne
  7. Athens
  8. Munich
  9. Lampedusa
  10. Pozzallo
  11. Reggio Calabria
  12. Flensburg
  13. Goettingen
  14. Braunschweig
  15. Greifswald
  16. Mannheim
  17. Leipzig
  18. Northeim
  19. Dormagen
  20. Muenster
  21. Juelich
  22. Bonn
  23. Marburg
  24. Dortmund
  25. Darmstadt
  26. Würzburg
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