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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno IV - Num. 20 - 01 gennaio 2016 Politica e società

La denuncia del M5S: finisce il sogno dell’acqua pubblica in Sicilia

Trizzino: “Lo ha annunciato l'assessore Contrafatto in commissione Ambiente, non c'è nessuna costituzione di fronte alla Corte costituzionale per difendere la legge sull'acqua pubblica. È un fatto di una gravità inaudita che vanifica anni di lavoro”

di Redazione TrinacriaNews
         

acqua-pubblica URL IMMAGINE SOCIALLa Regione ha comunicato che non resisterà all’impugnativa. Finisce il sogno dell’acqua pubblica in Sicilia. L’assessore Contrafatto ha annunciato ieri in commissione Ambiente che la Regione non si è costituita davanti alla Corte costituzionale per difendere la legge varata dall’Ars. E’ un fatto di una gravità inaudita, che vanifica anni di lavoro e mortifica le aspirazioni dei cittadini che col referendum avevano dato un’indicazione inequivocabile”.

Giampiero Trizzino, ex presidente 5Stelle della commissione Ambiente che assieme a Valentina Palmeri ha coordinato i lavori della riforma, commenta con stizza l’inqualificabile comportamento della Regione che “ancora una volta calpesta le aspirazioni dei siciliani”.

“In seguito a questa affermazione – dice – in commissione è scoppiato il finimondo e ce n’erano tutte le ragioni. Anni di lavoro buttati a mare a causa di una decisione onestamente incomprensibile”.

“E’ la conferma – sostiene Valentina Palmeri – che non c’è la volontà politica di regolamentare il settore dell’acqua in Sicilia e di mettere mano al sistema di potere che controlla il settore grazie all’attuale deregulation. Un fatto che va imputato non solo al governo, ma anche alla maggioranza che lo sostiene”.

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