Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 14 - 25 novembre 2014 Politica e società

Conferenza stampa del Comune di Palermo sull’anticorruzione

Sindaco Orlando: “Se ci sono norme molto rigorose a cui non corrisponde un comune sentire da parte della Politica è evidente che le norme anticorruzione rimangono sostanzialmente, un pretesto per i corrotti per chiedere l’aumento della prestazione al corruttore”

All'interno intervista a reponsabile anticorruzione Comune di Palermo avv. Fabrizio Dall'Acqua

di Maria Pia Iovino
         

Comune-di-Palermo URL IMMAGINE SOCIALPalermo – 23 dicembre. Subito dopo gli arresti eseguiti presso l’Ufficio Tributi del Comune di Palermo, il Sindaco Orlando, il responsabile dell’Anticorruzione, avv. Fabrizio Dall’Acqua, l’assessore al Bilancio Luciano Abbonato, l’assessore alle Partecipate Cesare Lapiana, hanno presentato in Conferenza stampa le misure, gli atti e i provvedimenti in materia di anticorruzione e trasparenza.

Il Sindaco, facendo un salto a ritroso di due anni, ha ripercorso le tappe che hanno preceduto l’arresto dei 4 impiegati infedeli. Egli ha voluto ricordare alla Stampa alcune “date cardine” che hanno portato all’escalation finale. In particolare: il Consiglio Comunale ha approvato i criteri generali dell’Anticorruzione con Delibera dei 31 gennaio 2014; la Giunta ha approvato il Piano Anticorruzione, predisposto dal Responsabile Anticorruzione; il Sindaco ha individuato il Responsabile Anticorruzione nella persona del segretario generale in data del 27 marzo 2014; la cronaca ha registrato una presenza della Polizia Giudiziaria negli Uffici Tributi del Comune di Palermo nell’aprile 2014. Il Sindaco, a proposito di normativa anticorruzione ha affermato: Credo che le norme anticorruzione funzionano se c’è da parte dei dipendenti comunali, dei dirigenti e della Politica un clima favorevole. Perché, se non c’è un clima favorevole è evidente che, la normativa anticorruzione fa crescere il costo della Corruzione. Se ci sono norme molto rigorose a cui non corrisponde un comune sentire da parte della Politica è evidente che le norme anticorruzione rimangono sostanzialmente, un pretesto per i corrotti per chiedere l’aumento della prestazione al corruttore.

La genesi che ha condotto agli arresti, secondo le dichiarazioni del Sindaco, risale al mese di ottobre 2012, quando perveniva una lettera anonima al Comune, che individuava all’interno dell’Ufficio Tributi, attività di capi responsabili non conformi a legge. Da lì si avvia un percorso che ha condotto al risultato attuale della restrizione della libertà personale dei 4 dipendenti coinvolti. Ciò grazie ad una armonica e fitta serie di azioni, di cui dirigenti e funzionari del Comune hanno posto in essere  (in maniera riservata) in stretto contatto con l’Autorità giudiziaria, di concerto con i Vertici Politici ed Amministrativi del Comune.La Dirigente del servizio ha puntualmente trasmesso la missiva anonima alla Procura della Repubblica, d’intesa con l’Assessore e col Sindaco.

L’indicazione che noi abbiamo dato – ha rilevato il Sindaco – è che si mandino alla Procura tutti gli atti anonimi che pervengono al Comune. Conseguentemente è seguita una consultazione tra il Sindaco e gli altri vertici dell’Amministrazione, finalizzata all’eventuale accertamento delle responsabilità denunziata dall’anonimo; di seguito, sono state sottratte le funzioni ai dipendenti indicati, ma opportunamente lasciati nello stesso luogo fisico, per consentire l’accertamento di eventuale attività criminale. E’ pervenuta una successiva lettera anonima nel gennaio 2013, inviata in Procura. Operazione sostanzialmente interrotta quando, nell’aprile 2014, sono venute meno le esigenze di accertamento dei comportamenti criminosi nei confronti dei dipendenti segnalati, perché dopo l’accesso – ha continuato il Sindaco Orlandochi aveva il carbone bagnato ha capito che era sotto controllo e quindi, abbiamo provveduto immediatamente al trasferimento dei 4 dipendenti comunali in altri uffici ed in altri luoghi fisici.

Il Sindaco, comunque ha tenuto a precisare che quello trattato non è l’unico caso in corso, ma ve ne sono di altri per i quali si sta procedendo con lo stessomodus operandi, perché c’é un clima anticorruzione, unitamente a delle norme che servono a mettere in sicurezza alcuni comportamenti che, in atto sono affidati al buon senso del denunciante, al senso di responsabilità di tanti funzionari e tanti dirigenti e, alla sensibilità dell’Amministrazione comunale.

In seguito all’arresto delle unità coinvolte, il Segretario Generale ha disposto che si ponessero in essere atti a tutela dell’Amministrazione comunale, compresa “ la Costituzione di Parte Civile, per volontà del Sindaco, nei confronti dei funzionari coinvolti in questa vicenda”.Il Sindaco è intervenuto inoltre, nel settore delle Risorse umane, impedendo il rinnovo della proroga del contratto di collaborazione in favore di uno dei dipendenti infedeli (che è stato arrestato) la cui scadenza era prevista per il 31 dicembre 2014. Ciò in quanto è venuto meno l’elemento basilare della fiducia nei confronti di questo lavoratore. Proroga che sarà confermata per le altre 53 unità.

Il segretario generale Dall’Acqua, facendo riferimento alla legge anticorruzione n. 190/2012 e il percorso “faticoso” che l’Amministrazione Comunale ha avviato, di contrasto al fenomeno corruttivo, ha evidenziato che: la materia dell’anticorruzione non si può pretendere di risolverla con l’approvazione di una legge o con l’approvazione di un Piano. E’ un percorso culturale quello che noi dobbiamo sforzarci di portare avanti del quale, la predisposizione del Piano è uno strumento che deve concorrere alla modifica del modo di interpretare il ruolo del dipendente pubblico all’interno dell’Amministrazione. Siamo di fronte ad un fenomeno che va aggredito culturalmente e  la sensibilità di coloro che operano nei confronti della P.A. è fortemente sollecitata da me – ha continuato Dall’Acqua – evidenziando altresì, l’importanza di avere coinvolto un organo Politico (la Giunta) per l’approvazione del Piano anticorruzione, necessario per l’avvio di un percorso di condivisione e di sensibilizzazione delle coscienze di tutti coloro che operano all’interno dell’Amministrazione. Il responsabile dell’Anticorruzione non ha fatto comunque, mistero di imperfezioni che sono emerse in seno al Piano.

Con riferimento alle misure anticorruttive adottate, il Responsabile anticorruzione, ha parlato di misure di carattere generale e misure di carattere specifico, elaborate mediante il rilievo del grado di esposizione al rischio delle singole attività e, sulla scorta di una serie di griglie di indicatori condivisi con i Dirigenti. (es. la discrezionalità più o meno elevata di un procedimento, l’esistenza in quell’ambito di contestazioni o di indagini da parte della Magistratura, rilievi della Corte dei Conti, sanzioni disciplinari, l’esperienza di altri Comuni). Si è attribuito un punteggio numerico da 1 a 4, dove il valore 1 è il valore minimo di esposizione al rischio, il 4 è il valore massimo di esposizione al rischio. La stessa scala di valori si è applicata per determinare il danno che la struttura subirebbe in caso si verificasse l’evento corruttivo. Il totale di questi 2 fattori determina la percentuale del valore di rischio più o meno elevato. Il segretario generale Dall’Acqua ha individuato due settori a maggiore esposizione al rischio: il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) e quello dell’Edilizia Privata, per i quali si è disposto il potenziamento dell’informatizzazione del procedimento, che permette, anche da casa, di potere avere contezza del procedimento amministrativo, della protocollazione, del fatto che sia stato esitato oppure no, verificando anche l’osservanza della puntuale tempistica procedimentale e riducendo i contatti visivi (quindi la familiarità), tra utente e dipendente pubblico. Abbiamo concorso ad innestare un meccanismo diverso che diventa anche un meccanismo culturale, non solo un processo di lavoro nuovo.

La legge prevede che molto si faccia sul fronte della formazione. Posto che, il Comune di Palermo ha un organigramma composto di ben 8.000 dipendenti, si è proceduto d’intesa con la Regione  e col Formez, senza oneri economici per l’Ente che ha aderito a questa iniziativa, avviando una serie di laboratori destinati anche ai Dirigenti. Così un laboratorio di apertura e 2 laboratori aventi ad oggetto la leadership etica e l’istituto del whistleblower (il segnalatore di illeciti). Le altre giornate sono state indirizzate al personale interno, ai formatori dell’Amministrazione.

Dall’Acqua ha trattato anche dei “Processi di rotazione avviati”, per i quali ha affermato: Non posso disconoscere che il nostro Comune, se pure in maniera perfettibile, li ha avviati in parte. Ma, nell’ambito dei settori esposti a maggior rischio sono stati assicurati.

Fra i ruotati c’è anche qualche dirigente che ha dato un contributo straordinario alle indagini che hanno portato agli arresti, perché la rotazione non corrisponde a nota di demerito nei confronti del rotato. Rotazione non è penalizzazionecosì, ha affermato Orlando.

La rotazione si pone come misura che va assunta obbligatoriamente, non in tutto il Comune e per ogni tipo di attività, fermo poi che, il dirigente, per esigenze che ritiene più opportune, che esulano dalle misure anticorruzione, deliberi di poter attuare il piano di rotazione. Ma, in attuazione della Misura anticorruzione prevista nel piano ed afferente alla rotazione del personale che opera nelle aree a rischio corruttivo, ogni dirigente deve assicurarne l’ottemperanza nella misura del 33%. La misura in argomento riguarda esclusivamente il personale titolare di incarichi che si occupa di processi e/o procedimenti individuati tra quelli esposti a rischio, sicché non ci si deve stupire se in determinati settori non si è dato corso ad alcun trasferimento.

Dall’Acqua ha altresì precisato che, che per le stesse ragioni, la percentuale del 33% non deve calcolarsi sui circa 8.000 dipendenti del Comune, come talvolta da taluno erroneamente sostenuto, ma unicamente sul numero dei dipendenti chiamati ad operare in “aree” esposte al rischio corruttivo.

Continuando, Dall’Acqua ha precisato che per aree esposte a rischio corruzione si deve intendere non l’intera struttura organizzativa, ma, i soli processi che sono stati individuati nel piano. In buona parte dei casi, coloro che hanno avviato  il processo di rotazione hanno cercato di farlo innanzitutto, muovendosi dal personale di categoria D, in quanto titolare di unità organizzative e/o di procedimenti. A titolo esemplificativo, il Capo dell’area tecnica della riqualificazione urbana e Infrastrutture ha comunicato che su 707 dipendenti assegnati alla sua struttura, 353 sono i dipendenti a cui deve applicarsi la misura della rotazione e che sono già stati disposti i trasferimenti di n. 146 unità, sicché, nel caso di specie, la rotazione risulta disposta nella misura del 48%. In altre Aree, risulta invece comunicata l’attuazione della rotazione nella misura “minima” prevista nel Piano. Più in particolare: il Capo Area del lavoro, Impresa e Sviluppo, ha comunicato di avere effettuato la rotazione, n. 32 unità; il Capo Area Risorse Umane, n. 7 unità; il Capo Area Verde Vivibilità Urbana n. 52 unità; il Capo Area Verde Vivibilità Urbana, n. 52 unità; il Capo Area Innovazione, n. 19 unità; il Capo Area Relazioni Istituzionali, n. 13 unità. In altri ambiti, invece la misura non risulta ancora attuata nella percentuale prevista, sebbene vada precisato che la stessa debba compiutamente attuarsi entro la data del 31 dicembre, sicché i dati definitivi saranno noti solo all’inizio del prossimo anno.

Su richiesta del Responsabile anticorruzione, la società partecipata SISPI (società partecipata del Comune che si occupa di informatizzazione dei servizi del Comune di Palermo) ha elaborato un software che consentirà a ciascun dirigente di monitorare l’andamento della sua struttura con riferimento alla attuazione di tutte le misure previste nel piano anticorruzione; da proprio p.c. sarà possibile visualizzare le singole misure, i relativi tempi di attuazione e gli indicatori di risultato.

TrinacriaNews.eu ha intervistato il responsabile dell’Anticorruzione avv. FABRIZIO DALL’ACQUA

D. Si prevede la pubblicizzazione delle griglie degli indicatori di corruzione?

R. Sarà mia cura fare una relazione al Sindaco, al Presidente del Consiglio, pubblicarla sul sito, e tutta una serie di cose su ciò che si è avviato sul tema dell’anticorruzione. Sarà  mia cura, dire in quella sede quali sono stati gli indicatori che sono stati utilizzati per individuare il grado di esposizione al rischio.

D. L’istituto del Wistleblower (segnalatore di illeciti) sarà esteso anche alla cittadinanza di poterlo praticare (dati ala mano)?

R. Il Wistleblower nasce nella filosofia del legislatore come una pratica che si applica nei confronti di coloro che operano all’interno delle amministrazioni comunale, quindi, ai dipendenti pubblici. Tuttavia, noi abbiamo previsto nel nostro Piano, “una linea telefonica dedicata (e questo contiamo di farlo a breve) alle segnalazioni che gli esterni possono fare”, oltre al fatto che, abbiamo avviato una casella di posta elettronica che è anticorruzione@comune.palermo.it alla quale chiunque, se vuole, dall’esterno può fare pervenire indicazioni di qualunque natura.

D. E’ previsto un percorso formativo anche per i vertici della aziende partecipate?

R. Noi abbiamo, come Comune di Palermo, più volte sollecitato le Società a dare attuazione ad alcune regole che discendono dal Piano. Alcune si stanno adeguando, altre si sono già adeguate, altre sono più indietro. I processi di formazione così come, la vigilanza sull’attuazione delle misure competono alle strutture stesse che hanno cominciato a nominare i loro responsabili della Prevenzione e della Corruzione. Non nascondo che, mi hanno chiamato i referenti dell’Anticorruzione delle Società e mi hanno chiesto se avessimo avuto l’occasione, di fare una giornata comune. Io ovviamente, ho dato la mia disponibilità perché siamo comunque, articolazione di uno stesso corpo.

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