Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 12 - 20 luglio 2014 Politica e società

Co-Politics – Una migliore qualità della politica nell’era della condivisione

(All'interno interviste a arch. Michelangelo Salamone, prof. Roberto Lagalla, avv. Giovanni Vaccaro, dott. Antonino Salerno, assessore Patrizia Valenti e dott. Roberto Helg)

di Maria Pia Iovino
         

Co-politicsPalazzo Branciforte (Palermo). Si è tenuta a Palermo la cerimonia inaugurale del XIII stage di Filaga itinerante a Palermo, un percorso di Alta formazione socio-politica rivolto a giovani meritevoli, desiderosi di intraprendere un cammino di crescita politica. Il percorso formativo, articolato in 100 ore, ha previsto una prima settimana di full immersion, dal 31 agosto al 6 settembre e successivamente, con una serie di lezioni tenute nei venerdì pomeriggio e sabato mattina, si protrarranno fino a dicembre 2014. Le lezioni si sono svolte e si continueranno a svolgere nei locali messi a disposizione dalla Confindustria Sicilia e da Palazzo Branciforte (Fondazione Sicilia).

L’iniziativa è risalente all’idea dei suoi fondatori, in particolare Padre Ennio Pintacuda insieme ad Alfredo Galasso, Diego Novelli, Michelangelo Salamone, Giacomo Greco ed altri allievi e amici del Gesuita, che hanno deciso di promuovere un percorso seminariale estivo di formazione politica, nella storica sede di Filaga, frazione di Prizzi a due passi da Corleone. L’evento che è anche l’8° Memorial Padre Ennio Pintacuda S.J, è stato sostenuto da Confindustria Sicilia, dall’Università degli Studi di Palermo e dal Distretto Rotary 2110 Sicilia-Malta.

All’inaugurazione erano presenti: il suo Presidente Michelangelo Salamone, e Autorità rappresentate da Rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla, Governatore Rotary Distretto 2110 Sicilia Malta Giovanni Vaccaro, Assessore Regionale alla Funzione pubblica PatriziaValenti,  Presidente Consiglio Comunale di Palermo Salvatore Orlando,  Vice-presidente Confindustria Sicilia Antonino Salerno, Presidente Banca Don Rizzo, Vincenzo Nuzzo,  Presidente Camera di Commercio Palermo Robert Helg, Presidente Comitato Tecnico Scientifico Lup, Maurizio Carta.

Il tema di questa edizione è stato“Co-Politics: Una migliore qualità della politica nell’era della condivisione”.

Siamo di fronte ad un nuovo modo di manifestare le idee, non ultime quelle politiche, caratterizzato dall’onnipresenza dei social networkha dichiarato il Presidente della Lup Michelangelo Salamonedove la forza e la capacità di generare conseguenze non sta tanto nello strumento internet, ma nella inconsapevole fragilità di chi le riceve e le subisce. È’ quindi necessarioha conclusocomprendere come gestire questo mutamento.

Il Magnifico Rettore Roberto Lagalla, ha asserito che: questa scuola propone non solo il tema proprio della formazione e del richiamo dell’esperienza di Padre Pintacuda, ma mette insieme, una serie di partner della comunità, forse propedeutica al tema della rilevanza del network, come modello di sistema, superando diffidenze ed individualismi, perché la verità vera, sotto il profilo immateriale e psicologico, di tanti ritardi di questo Sud d’Italia, sta tutta nell’individualismo e nella diffidenza. Allora è opportuno il richiamo alla “Co-Politics”, perché ci sta dentro il concetto pieno di condivisione responsabile, dell’analisi, del ragionamento e se possibile, delle scelte.

La partecipazione allo stage della Lup ha consentito l’acquisizione di crediti formativi universitari e professionali per gli avvocati e i commercialisti.

TrinacriaNews.eu è stata invitata all’evento ed ha intervistato arch. Michelangelo Salamone, prof. Roberto Lagalla, avv. Giovanni Vaccaro, dott. Antonino Salerno, assessore Patrizia Valenti e dott. Roberto Helg. Ecco il contenuto delle interviste:


LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0100arch. Michelangelo Salamone

D. La sua storia unitamente a quello  di Ennio Pintacuda. Cosa ci racconta di questo personaggio a cui si ispira il territorio locale per proiettarsi al futuro della politica?

R. Si trattava di un personaggio di un certo calibro, che aveva alcune doti: 1. una chiaroveggenza nel campo della politica. Lui riusciva a capire in anticipo, quali sarebbero stati gli scenari politici futuri. Una cosa incredibile. Avendo queste intuizioni, egli poteva dettare strategicamente, le linee di azione di una serie di persone a lui vicine (politici, evidentemente). Se si va a vedere la storia della “Primavera di Palermo – c’è un preambolo degli anni’80, corrispondente al movimento “Città per l’uomo”, che è stato il capoluogo strategico di P. Pintacuda. Si è trattato di un movimento, in piena democrazia cristiana, che è andato a rompere il predominio cattolico nell’ambito politico palermitano, che poi diventa siciliano. Pintacuda riuscì a ricostruire un movimento cattolico che andò contro la Democrazia cristiana. Ciò determinò uno scontro di potere enorme. Fu uno scontro tra “Davide e Golia”, e con alcune azzeccate mosse strategiche riuscì a spezzare questo monopolio. Tutto questo si concretizzò nella Primavera di Palermo, la quale ultima non ci sarebbe stata se non si fosse avuto questo primiero movimento. Così nacque il Movimento della Rete, che da fatto palermitano divenne fatto nazionale.

D. Ciò è accaduto perché P. Pintacuda conosceva il territorio, le sue criticità, i bisogni ivi emergenti e di coloro che lo popolavano?

R. Lui aveva davanti una condizione di degrado socio-politico della città di Palermo. In base a quel fenomeno, egli cercava di rompere questa cappa politica che sovrastava la città.

D. Quali iniezioni saranno fornite in questo corso, data la folta schiera di docenti, esperti, professionisti, ma anche politici che prenderanno parte?

R. Il corso in realtà, mira a preparare i politici su una serie di determinate materie, che non sono solo sociologia politica ma, anche economia, finanza, beni culturali, trattando anche alcuni aspetti psicologici del fare politica. Molto spesso, una cosa che sfugge è il rapporto tra i “leaders” e il proprio entourage politico. In questo caso, il rapporto che si instaura, ci si chiede se è paritario, di rispetto, di interesse, di clientela, di connivenza.

D. Del rischio del  ritorno al politico che viene non eletto ma, nominato, come si è ampiamente praticato con gli ultimi Presidenti del Consiglio nel nostro Paese, a detrimento della partecipazione democratica cosa ci può dire?

R. Si tratta di una grandissima involuzione del processo democratico. Sembra di essere ritornati ad una forma di Neomedioevo, in cui c’era l’Imperatore che nominava il Re, il Re che nominava i Conti, in cui i Conti nominavano i Vassalli. Sostanzialmente accade che, alla fine il cittadino diventa servo della gleba, perdendo i diritti di cittadinanza.

D. C’è una serie di fattori critici, come quelli di sistemi di speculazione finanziari che sono pericolosi per l’equilibrio di un Paese. Come preparare i giovani a respingere questi modelli malsani?

R. Attraverso delle lezioni di economia , tenute tra gli altri anche, dalla Prof.ssa Cerniglia dell’Università Bicocca di Milano

LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0005prof. Roberto Lagalla

D. L’Università che affianca la politica, soprattutto giovani che appetiscono questo ambito. Cosa ci può dire?

R. Io sono convinto che l’Università sia politica, politica nel senso più tradizionale e più correttamente etimologico del termine. L’Università appartiene alla polis, alla comunità, e quindi, alla Res pubblica. Quindi, in qualche modo, il processo di formazione non è solo un processo di conoscenza e di nozionismo, ma è un processo metodologico e di approccio. Io sono convinto che, nell’approccio della futura classe dirigente non può mancare il riferimento complessivo alla comunità, alla riflessione su di essa. Io reputo assolutamente naturale questa conferma di collaborazione con la LUP, da parte dell’Università. I giovani motivati ed interessati alla gestione della Cosa comune, o alla sua buona gestione, non solo devono acquisire un patrimonio di conoscenza, ma anche una chiave di interpretazione dei fenomeni sociali.

D. Lei come vede i giovani, in qualità Rettore dell’Università, in una fase di forte crisi sociale anche per gli adulti?

R. Oggi, la società è una società dal pensiero liquido, se non sulfureo. Io trovo questi giovani molto meno “bamboccioni” di quel che si vuol far credere; però, hanno bisogno e voglia di essere ascoltati, ma anche di essere affiancati, attraverso gli strumenti che non sono quelli della strumentalizzazione della retro-pensiero o della repressione del pensiero, ma che siano quelli dell’aiuto al ragionamento ampio e all’esercizio critico del diritto di cittadinanza.

D. Quindi, una palestra mentale in cui allenarsi al pensiero umanistico, all’alterità e alla sensibilità per il prossimo?

R. Assolutamente si. Non è un caso che nella mia relazione tratto della dialettica Hegeliana della Tesi, dell’Antitesi e della Sintesi, nel senso che, l’Università e circostanze come queste, sono palestre al ragionamento e al confronto, dal quale poi, scaturisce un’idea; la mia, non è la sua, ma in qualche modo può essere ispirata, non al compromesso deteriore ma, all’interesse collettivo.

LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0089avv. Giovanni Vaccaro

D. La crisi politica attuale scuote anche il Rotary Club, al punto da volere sostenere l’iniziativa di cui si tratta, per vedere partorire nuove generazioni di politici, non politicanti?

R. Brava, proprio così. Noi siamo felicissimi di essere partner di una bella iniziativa, concepita da P. Sorge e che deve continuare con tanta efficacia. Noi Rotariani speriamo di dare un contributo fattivo nell’interesse dei giovani, che poi porteranno avanti le nostre idee, nel senso più alto della politica.

D. In cosa si traduce il vostro contributo?

R. Io domani mattina stessa parlerò di etica nelle professioni e nelle attività quindi,  di etica nella politica, perché se  ognuno, ogni giorno si comportasse seriamente, non ci troveremmo nella situazione attuale.

D. Cosa ritiene opportuno dovere trasmettere ai giovani, come supporto alla loro crescita politica?

R. E’ bene partire da questa consapevolezza di essere di aiuto ai giovani, cercando di trasmettere principi fondamentali, si da permettere che la società sia più adeguatamente rappresentata sul piano politico.

dott. Antonino Salerno

LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0011D. Si può dire che Confindustria apre le porte alla LUP, per la cura dell’interesse collettivo?

R. Questa collaborazione dura già da qualche anno con la LUP, perché siamo convinti della efficacia che la LUP svolge nei confronti dei giovani, in un momento in cui si stanno vivendo tante incertezze. Così raccogliere dei giovani, interfacciarli con personaggi istituzionali, università ed altri, si può dare una mano a questa Regione così “martoriata”.

D. Lei cosa si aspetta da questi giovani formandi, e cosa vuole che si realizzasse per la Sicilia?

R. Sicuramente, evitare la fuga dei cervelli, essendo quella già avvenuta, ed anche devastante. Dare un contributo nella scelta di un’attività, di un mestiere o addirittura, di guardare la nostra terra non per abbandonarla, ma da consolidare negli anni.

assessore Patrizia Valenti

LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0109D. Cosa pensa di questo evento,  alla luce dello scandalo con il piano giovani, i quali ultimi rimangono scossi da insane pratiche che vengono adottate,  minando forse, la loro fiducia nella politica?

R. Oggi, più che mai c’è bisogno di una riflessione sulla formazione politica dei giovani, i quali sono sempre più frequentemente chiamati a posti di responsabilità nella nostra società, sia da un punto di vista politico che amministrativo. Nei giovani c’è il vantaggio della freschezza, dell’innovazione e di fare. Però, bisogna riconoscere che, spesso c’è una mancanza di esperienza alle spalle, che deve essere colmata. Deve essere colmata con un’adeguata preparazione, per assumere quel ruolo verso il quale si protende e si vuole affrontare. Quindi, credo che bisogna intensificare gli eventi come quelli di oggi, perché questi momenti di formazione politica sono estremamente importanti. I giovani, nelle loro famiglie non sempre riescono a ricevere un’adeguata conoscenza politica. La conoscenza dei meccanismi, delle istituzioni e dei ruoli, le responsabilità. Tante volte si inizia una esperienza politica, senza avere contezza di questo. Occorre che i giovani siano pronti. Noi abbiamo un capitale umano prezioso, che è formato dai giovani. Però, per utilizzarlo bene, noi dobbiamo dare gli strumenti ai giovani, quindi, i collegamenti storici, la cultura e la preparazione, non didattica, ma sociale, per potersi inserire pienamente nella guida della nostra società. La cultura dei giovani di oggi, infatti è relegata all’uso dei mezzi informatici, dei clic e questo non è sufficiente.

D. Cosa pensa, invece del fatto che, si sia dovuto rimembrare Alcide De Gasperi, quale esempio di autentico statista, visto che i politici di oggi si preoccupano più delle prossime elezioni?

R. Ma dove  sono gli statisti, visto che si realizza un grande vuoto, ci si preoccupa solo dell’immediato? Ma chi parla di strategie? C’è una grande vacatio da questo punto di vista. La politica deve ritornare ad avere quel ruolo di indirizzo, di ideatore di strategie che non devono essere limitate all’oggi, ma devono preoccuparsi di domani, dopodomani. Se non si costruisce il domani e il dopodomani della società, noi ci troveremo senza basi per lo sviluppo della società. Questa, credo, sia la maggiore responsabilità della politica, non guardare in maniera adeguata a quello che c’è dopo l’oggi.

D. Il tema di questa edizione è “Co-Politics”. Sarebbe opportuno che si promuovesse la condivisione tra gli attori della politica, visto che molti di questi protagonisti sono legati al proprio Io, in maniera quasi autoreferenziale?

R. Certamente, c’è molta autoreferenzialità. Ma questo titolo ci porta prepotentemente indietro nella nostra cultura, quando c’era il Senato, dove si discuteva, ma non si poteva accedere se non c’era una certa età. Ecco, il significato, perché l’età rappresentava indice di maturità, simbolo di consapevolezza. Oggi, visto che tutte le tappe vengono bruciate, questo tornare indietro, questo “governare insieme”significa prima di tutto, dibattere i problemi insieme, analizzarli, conoscerli per trovare insieme le soluzioni. Oggi, tutto questo si è perso, perché è più facile andare su Twitter o su un giornale on line, per comunicare una decisione politica che andava ponderata, discussa, insieme alle forze politiche con cui si governa.

D. Che ne pensa invece, di un politico che ha fatto venire il carretto artigianale dei gelati sotto Palazzo Chigi, e l’ha offerto ai giornalisti? E’ la” Spettacolarizzazione della Politica”?

R. La Comunicazione deve comunicare quelle che sono le scelte e le decisioni strutturali. Queste le prendo come provocazioni, per alleggerire il clima, il dibattito, la tensione. Certamente non è politica questa. E’ apparenza, spettacolo, che sicuramente può far parte di una strategia con cui si vuole rassicurare la popolazione, per dire comunque, abbiamo consapevolezza dei problemi e quindi, li stiamo affrontando nella maniera giusta.

LUP Llibera Università Politica a Palazzo Branciforte DPP_0103dott. Roberto Helg

D. La presenza della CCIAA di Palermo che affianca  l’iniziative della LUP, in favore di giovani aspiranti politici. Lei come vede questa iniziative e quali sono le sue aspettative?

R. Questa è una collaborazione vecchia, non nuova. Anche all’interno della Camera abbiamo fatto con la LUP delle sessioni dedicate agli studenti, i quali sono venuti ed hanno capito cos’è  una Camera di Commercio. La nostra collaborazione nasce fin dall’inizio. Oggi abbiamo voluto confermare che ci sia qualcosa che si preoccupi di formare politicamente, i giovani e di assumere quei ruoli di responsabilità nell’attività politica, visto che, oggi abbiamo la sensazione che certi ruoli vengano assunti anche da persone poco competenti.

D Il fatto di avere una liaison con la CCIAA che permetta ai giovani di sperimentare consapevolmente la gestione degli interessi pubblici, la fa sentire co-protagonista della sana politica?

R Per noi è fondamentale, perché certamente per noi la politica deve essere sana, nel rispetto della  legalità, nel rispetto delle regole, però, allo  stesso tempo, deve pensare allo sviluppo del territorio, non allo sviluppo personale.

D. L’intento di ridurre le Camere di Commercio in Sicilia, lo si può considerare come un intervento di sana politica o cattiva politica?

R. Questo è un problema che riguarda il Governo nazionale. Non ci sono ancora ad oggi, iniziative con la Regione Siciliana. Le Camere avevano programmato una serie di iniziative di ridimensionamento e di riforma, per cui siamo pronti a discutere con la Regione per arrivare a questa riforma.

foto di Pietro Montagna  
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