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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno III - Num. 16 - 29 marzo 2015 Cultura e spettacolo

Il cielo sopra Palermo è sempre più grigio di Mari Albanese

Recensione di Pietro Ciccarelli

di Pietro Ciccarelli
         

cielo sopra palermo URL IMMAGINE SOCIALAssolutamente da non leggere in viaggio, né in spiaggia o in qualunque altro posto solo per far passare il tempo. La “scoperta” di Palermo della scrittrice Mari Albanese ha l’incanto di una poesia, di una farfalla dai mille colori e rarissima, tale da fare impazzire un entomologo. Sì, l’esempio della farfalla si adatta coerentemente con la serie di osservazioni sulla città preferita da Federico II, “Stupor Mundi”, che troverete nella raccolta dei 32 capitoli che compongono il libro “Il cielo sopra Palermo è sempre più grigio” di Mari Albanese, edito da una piccola e coraggiosa casa editrice QANAT. Coraggiosa, mica tanto, perché chi ha avuto il piacere di leggere i post su un sito internet non esita un attimo ad innamorarsi della scrittura di questa giovane professoressa. Un editore non può esitare un attimo per contattare la scrittrice e farle immediatamente un contratto. “Non toccatemi Mari Albanese”, chi scrive, esclamò questa breve frase ad una riunione di redazione quando un collega ebbe a criticare alcuni scritti di Mari. Lo confesso senza pudore e ad alta voce: mi sono innamorato di Mari. Ma non fate i maliziosi!!! Della sua scrittura naturalmente che non lascia dubbi alcuno.

Il libro è un invito a fare una passeggiata per Palermo. La città più bella del mondo, la più disperata, la più povera, la più disonesta, la più mafiosa, la più allegra, la più onesta, la più generosa, la più ribella, la più omertosa: un crogiuolo di razze, espugnata, stuprata, serva e padrona. Per usare le parole della scrittrice “Palermo è una vagina accogliente e morbida, sul suo pube crescono alberi e foglie e le peripatetiche vi sostano sognando, forse, un futuro migliore. Mentre grandi labbra si dischiudono nei pomeriggi e nelle notti bagnate dal bigottismo lacerante della nostra italietta. Chi è “Stato” parli”.

Palermo irredimibile? Chissà, ma ricordiamo che nel capoluogo siciliano, nonostante tutto e malgrado tutto c’è gente che ogni mattina si alza e come attori invisibili rende questa città ancora viva far continuare il suo cuore a battere, malgrado le numerose ferite inferte da chi la sempre considerata una grande terra da sfruttare, non solo dagli invasori nel corso dei Secoli, ma anche da chi ha trasformata la “Conca d’Oro” in un casermone e rubato il mare, ironia della sorte, al toponimo “Tutto Porto”.

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