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Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 07 - 10 luglio 2013 Cultura e spettacolo

“Brutti sporchi e cattivi. I meridionali sono italiani?” l’ultimo libro di Giovanni Valentini

(audiointerviste all’autore Giovanni Valentini, al Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e al giornalista e scrittore Roberto Alajmo)

di Viviana Villa
         

Palermo – Si è svolta alla libreria Flaccovio, nella storica sede di via Ruggero Settimo che da lì a pochi giorni ha terminato la sua attività, la presentazione del libro di Giovanni Valentini Brutti sporchi e cattivi. I meridionali sono italiani?, edito da Longanesi.

Partendo dall’omonimo film di Ettore Scola del 1976, l’autore di origine pugliese si domanda, provocatoriamente, se questi tre appellativi valgono realmente per i Meridionali e se questi ultimi possono essere considerati a pieno titolo italiani. Nel libro ci si interroga sul ruolo nazionale del Meridione, soprattutto in un periodo di profonda crisi per l’intera penisola.

Secondo Valentini, sin dall’Unità d’Italia, i Meridionali non si sono mai sentiti parte integrante dello Stato italiano, poiché quest’ultimo si è dimostrato lontano e spesso fonte di sfruttamento ed oppressione. Probabilmente è questa la causa di atteggiamenti “contro lo Stato”, legati al clientelismo, alla criminalità organizzata, all’assenteismo, ecc.

Brutti sporchi e cattivi è un libro in cui, guardando ai tanti problemi ed alle relative cause,  viene analizzata la situazione del Sud, invitando i Meridionali ad una sorta di presa di coscienza, che li porti a ritrovare la propria dignità ed a sfruttare le tante opportunità di sviluppo che potrebbero rilanciare questa terra.

Nel libro si raccolgono vizi e virtù dei Meridionali i quali, riscoprendo l’orgoglio delle proprie radici, devono alzare la testa e affermare con fierezza Il Sud siamo noi, senza rifugiarsi in inutili lamentele, recriminazioni, alibi individuali e collettivi.

Come evidenzia l’autore, le risorse del Sud Italia sono numerose e proprio da queste è necessario ripartire ed è possibile ipoteticamente “salvare” il Mezzogiorno e l’Italia intera. La cultura, il patrimonio artistico, storico ed ambientale, le energie rinnovabili, il turismo costituiscono il punto di partenza.

Alla presentazione del libro sono intervenuti, oltre l’autore, anche il noto giornalista Roberto Alajmo ed il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Quest’ultimo ha espresso la sua opinione sul libro di Giovanni Valentini e della “situazione meridionale”. Si tratta di un libro che descrive il Mezzogiorno e noi meridionali; è un libro verità in cui, rispetto all’analisi presentata, non c’è nulla da togliere né da aggiungere. ‘Il Mezzogiorno non è solo mafia e camorra’ dice Valentini; vogliamo renderci conto che in una città come Palermo esistono fenomeni propri delle grandi aree urbane senza che necessariamente siano fenomeni di mafia? Ormai i vizi dei meridionali sono diventati quelli degli italiani. Quelli che erano vizi settentrionali sono diventati meridionali e viceversa. È inutile stare a contemplare i vizi, proviamo invece ad individuare le virtù che ci possono unire, proviamo a darci una dimensione progettuale ed a pensare che è possibile avere memoria del passato e speranza nel futuro.

Anche Roberto Alajmo si è espresso in merito. Questo è un libro di fronte al quale noi siciliani abbiamo il dovere di specchiarci. Una cosa che stentiamo a fare. Si tratta di un libro che non fa sconti, non ci gratifica e si sottrae a molte generalizzazioni.

In occasione della presentazione, l’autore Giovanni Valentini ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato a scrivere Brutti, sporchi e cattivi. Ho pensato di scrivere questo libro per cercare di contrastare l’ondata di separatismo strisciante, ma anche per replicare al revisionismo storico alimentato dal vittimismo in alcuni libri pubblicati in occasione del 150° dell’Unità Nazionale. Questo libro è stato pensato per i miei conterranei meridionali – precisa – ma è stato scritto anche per i settentrionali. Parte dalla convinzione che la questione meridionale non è una questione nazionale, è LA questione nazionale, in quanto è cruciale per risolvere i tanti nodi che riguardano il Paese intero.

La risposta alla domanda provocatoria del sottotitolo si trova in quarta di copertina: i meridionali sono più italiani degli italiani, nel senso che la loro identità collettiva condensa ed esaspera tutti i nostri difetti e i nostri vizi nazionali. Penso che si debba fare lo sforzo di “abolire il mezzogiorno”, non per cancellarlo, ma per abolire la dimensione mediatica della questione e riportarla alla realtà. Per far ripartire il paese dobbiamo innanzitutto ridurre i nostri difetti, ma dobbiamo anche valorizzare le nostre risorse soprattutto intellettuali; penso ai giovani meridionali, i quali sono più sani delle generazioni che hanno vissuto esperienze di sudditanza polico-sociale.

Giovanni Valentini - Brutti sporchi e cattivi

La redazione di TrinacriaNews ha incontrato l’autore, il quale ci ha parlato delle opportunità del Sud per ribaltare la propria situazione in campo nazionale. Abbiamo chiesto quale sia il punto di partenza per stimolare i Meridionali, affinché trovino l’orgoglio e la dignità che permettano di rovesciare il proprio ruolo in campo nazionale. Bisogna eliminare il vizio del vittimismo, dell’assistenzialismo, della lamentela – ha detto ai nostri microfoni – bisogna valorizzare il più possibile le risorse di cui disponiamo e le punte di eccellenza che esistono in molte regioni meridionali e cercare di trovare una voce, un organo che rappresenti e difenda gli interessi del Mezzogiorno, che ne rappresenti le sue esigenze sul piano nazionale. Recentemente su Repubblica ho proposto una specie di “profondo Sud”, idealmente contrapposto al “profondo Nord”, che valorizzi e rappresenti anche i modelli positivi e che possa raccontare oggi i problemi, le esigenze, le aspettative dei Meridionali e, in particolare, delle giovani generazioni che sono più penalizzate.

I lettori di TrinacriaNews possono ascoltare le audiointerviste che abbiamo realizzato in occasione della presentazione del libro. Le domande che abbiamo rivolto sono le seguenti:

Giovanni Valentini

  • Quali sono le opportunità del Sud per ribaltare la situazione in campo nazionale? Nel libro ad esempio si parla delle tre “A”: Ambiente, Alimentazione e Agricoltura.
  • Quali gli esempi positivi al Sud?
  • Da cosa bisogna partire per stimolare i Meridionali affinché trovino quell’orgoglio, quella dignità che permetta di rovesciare, di cambiare il proprio ruolo in campo nazionale?

Leoluca Orlando

  • Quale risposta dare alla domanda provocatoria I meridionali sono italiani?

Roberto Alajmo

  • Quanta responsabilità hanno i media nella diffusione di un’immagine negativa dei meridionali?
  • In quale situazione si troverebbe l’Italia senza il Meridione?
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