Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno I - Num. 05 - 16 febbraio 2013 Politica e società

Apre all’Ospedale Civico di Palermo l’ambulatorio per l’equità di genere

(Audiointervista al professore Giuseppe Scaglione)

di Fabrizio Pitarresi
         

Palermo – San Valentino è considerato il giorno dedicato agli innamorati, ma il 14 febbraio coincide anche con la mobilitazione planetaria contro la violenza sulle donne – il One Billion Rising – fenomeno che ormai va avanti da 15 anni. Quest’anno a Palermo però si festeggia anche l’istituzione di un nuovo servizio dedicato a chi intende diventare donna o uomo, per poter finalmente far coincidere la propria natura con il proprio corpo.

Il primo ambulatorio della Sicilia dedicato ai transessuali si chiama “ambulatorio per l’equità di genere” e, per il giorno degli innamorati, ha aperto le porte presso l’Ospedale Civico di Palermo. Il servizio è operativo presso l’unità di Ostetricia e Ginecologia, diretto dal prof. Luigi Alio, ogni secondo e quarto giovedì del mese. Per qualsiasi informazione e per fissare appuntamenti è attivo anche un numero di telefono (091.6662507, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12).

L’ambulatorio è al servizio di chi ha già effettuato l’intervento o di chi lo ha programmato, ma si prende anche carico di prestazioni specialistiche, come la cardiologia o la dermatologia, oltre che dell’assistenza psicologica e della cura di malattie sessualmente trasmissibili.

Il professore Giuseppe Scaglione – Coordinatore di questa nuova struttura – ha spiegato ai microfoni di TrinacriaNews che il servizio è nato dall’esigenza di molti pazienti che, una volta arrivati in pronto soccorso per un problema di identità di genere, spesso non trovavano qualcuno che si prendesse cura di loro nel modo più completo possibile. Si è fatto così portavoce di tutte quelle persone che lamentavano una mancanza di servizio e di ascolto, coordinando e rispondendo ad una richiesta che da molto tempo rimaneva inascoltata.

I lettori di TrinacriaNews possono ascoltare l’audiointervista al professore Giuseppe Scaglione, ecco le domande:

  • Dottore, come è nato questo servizio e di cosa si occuperà?
  • Nella sua esperienza professionale, ha già avuto pazienti che non sapevano come muoversi nel mondo sanitario, perché transessuali?
  • Oltre questo nuovo e importante servizio, lei ha in mente anche qualche nuovo progetto per coloro che vivono in una situazione disagiata?
Daniela Tomasino

Il mondo medico è entusiasta per queste novità che dimostrano grande sensibilità sociale, ma anche il mondo GLBT risponde bene a questa innovazione. A questo proposito, abbiamo intervistato il Presidente Arcigay Palermo Daniela Tomasino, che ha risposto con tono entusiastico alle nostre domande, ma ha anche denunciato e sottolineato le difficoltà legate al mondo transessuale in Italia:

1) Daniela, da Presidente di Arcigay Palermo, come è stata accolta la notizia nel mondo GLBQT?

Da parte delle associazioni, vi è soprattutto interesse e disponibilità. Interesse per quella che è una novità ed un importante segno di attenzione nei confronti di un’utenza che spesso ha difficoltà nell’accesso ai servizi. Disponibilità per quanto riguarda la collaborazione e la creazione di reti sia nel territorio palermitano che nel resto d’Italia, in cui già esistono esperienze simili.

2) Qual è la difficoltà più grande che oggi una persona transessuale incontra nella società?

In Italia esiste una forte discriminazione nei confronti delle persone trans. I media contribuiscono a creare e a diffondere stereotipi; per cui le persone trans vengono raffigurate come scherzi della natura o giocattoli sessuali ed inevitabilmente (nel caso delle trans MtF, ovvero nate uomo, in transizione verso il femminile) legate al mondo della prostituzione o di chissà quale perversione. Questo immaginario rende estremamente difficile trovare un lavoro, ma spesso anche prendere una casa in affitto.

3) Quali sono i modi per sensibilizzare la società alle tematiche GLBQT?

Iniziamo dalle basi: seminare odio e predicare violenza omofobica deve essere considerato un reato. In Italia non è così: qualsiasi imbecille può dichiarare in televisione o in Parlamento che gli omosessuali sono malati. Poi occorre intensificare gli interventi nelle scuole, la formazione di giornalisti e dei pubblicisti; in generale, combattere i pregiudizi lottando contro l’ignoranza. È dall’ignoranza che nasce la paura della diversità.

Il quadro della situazione per le persone transessuali, soprattutto in Italia, è ancora drammatico. Nuovi sistemi pedagogici dovrebbero essere introdotti in tutti i luoghi di formazione e continui percorsi di aggiornamento dovrebbero essere organizzati per coloro che si occupano di comunicazione ed informazione. Solo così si otterrà un vero e profondo cambiamento della società e sarà possibile non l’accettazione della vita degli altri – perché nessuno deve “accettare” la vita dell’altro – bensì la condivisione. È l’unico modo per poter cambiare profondamente la società, per influire, di conseguenza, su tutti i sistemi societari e cambiare lo Stato, come in una piramide ascensionale.

Pedro Almodovar, sostenitore della condizione dei transessuali anche attraverso i suoi film, chiude la pellicola Tutto su mia madre con una dedica emblematica :

A tutte le attrici che hanno interpretato delle attrici, a tutte le donne che recitano, agli uomini che recitano e si trasformano in donne, a tutte le persone che vogliono essere madri. A mia madre.

In questo film – di profondo spessore umano– il concetto di donna-madre è considerato un obiettivo a cui sia gli uomini che le donne possono aspirare. È un peccato però che nel nostro Paese il concetto di famiglia venga continuamente ostacolato, essendo costretti ad assistere ad un mondo che fa dei passi avanti nel campo dei diritti GLBQT e ad una Italia che rimane ancora immobile.

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