Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno IX - Num. 45 - 21 aprile 2021

Anno II - Num. 14 - 25 novembre 2014 Politica e società

15.000 a Palermo in piazza Verdi per lo sciopero generale CGIL e UIL

Barone: "Decine di migliaia di lavoratori sono tornati a scioperare per dire “Basta bugie!” al Governo Renzi. Lo sciopero non è contro il Governo ma per risolvere, con proposte concrete, i problemi veri della gente"

di Vilma Maria Costa
         

Palermo – Si è svolto a Palermo lo sciopero generale CGIL e UIL con un’adesione di ben 15.000 partecipanti che hanno sfilato lungo l’asse viario principale della città. Il concentramento è avvenuto per le 9 a piazza Croci e il corteo si è portato a piazza Verdi davanti al Teatro Massimo dove si trovava il palco predisposto per gli interventi.

Ha aperto il comizio, scaldando e animando la piazza, il segretario generale della UIL Sicilia, Claudio Barone gridando a gran voce: Ci siamo ripresi la piazza. Decine di migliaia di lavoratori sono tornati a scioperare per dire “Basta bugie!” al Governo Renzi. Il Jobs act va cambiato e per farlo il premier deve ascoltare i sindacati. E aggiunge: Senza correttivi anche norme apparentemente positive, come per esempio l’abolizione dei contratti di programma, porterebbero nell’Isola al licenziamento dei circa ventimila lavoratori outbound dei call center. Per questo anziché lanciare spot è meglio che il premier Renzi cominci a confrontarsi con il sindacato. Lo sciopero non è contro il Governo ma per risolvere, con proposte concrete, i problemi veri della gente.

Durante il corteo Barone ha anche incontrato i lavoratori dell’Orchestra sinfonica, che occupano ancora il Teatro Politeama per chiedere la ripresa delle attività e lo sblocco degli stipendi.

Per la CGIL è intervenuto il segretario nazionale FILLEA CGIL Vincenzo Campo che ha detto con veemenza: Il Governo sta tagliando diritti, soprattutto il diritto al lavoro e sta consegnando i lavoratori italiani, gli stabilizzati, i precari, quelli che hanno perso il lavoro nelle mani delle aziende. Questo non possiamo permetterlo e non lo permette la nostra Costituzione. Noi non vogliamo lavoratori servili!! Se questo è quello che continua a volere il Governo noi lo contesteremo in tutte le piazze e in tutti i luoghi di lavoro

Tanti gli interventi di dirigenti sindacali di categoria che hanno trovato grande apprezzamento dalla folla, ampio fervore la piazza ha dimostrato per l’intervento di Antonella Lo Curto della UILCA (categoria bancari).

La partecipazione è stata senza dubbio di grande soddisfazione per le due Organizzazioni Sindacali che hanno indetto lo sciopero generale. Ecco nel dettaglio i dati della UIL Sicilia sullo sciopero generale in Sicilia:

A Palermo hanno partecipato circa 15mila lavoratori; Catania 5mila; Agrigento 3mila; Caltanissetta mille; Enna 3mila; Messina 5mila; Ragusa 2mila; Siracusa 5mila; Trapani 5mila.

Alta adesione, pari al 75%, nei Poli industriali e nell’Edilizia. Importanti presenze anche dei lavoratori della Sanità, degli Enti locali, delle Banche, della Formazione professionale e dei Call center.

Ecco quanto ha affermato ilsegretario generale della CGIL Sicilia Michele Pagliaro durante il comizio a Siracusa: Tutta la Sicilia è oggi in piazza per dire non solo di cambiare verso ma anche di passare dalle parole ai fatti. Di smetterla con le bugie e gli annunci senza seguito. I lavoratori, i cittadini non sono disposti più a tollerare. Sia per Renzi che per Crocetta Pagliaro ha parlato di parabola discendente: il primo con un’azione di governo che non fa che penalizzare lavoratori e pensionati, che si è totalmente dimenticata del Mezzogiorno ricordandosene solo quando c’è da scippargli risorse. Il secondo con l’evidenza dei tanti problemi irrisolti dopo due anni di governo. Noi chiediamo investimenti per lo sviluppo e il lavoro ha sottolineato Pagliaro non diminuzione di diritti come si sta invece facendo. E a Renzi diciamo: visto che in Sicilia ci viene spesso, piuttosto che scappare o glissare, ci dica, ad esempio, dove sono finiti i finanziamenti per le scuole, quelli per fare fronte al dissesto idrogeologico, che idea di politica industriale ha a partire dai settori chimico e petrolchimico. E mentre lavora per portare Ghisolfi in Sicilia il governo verifichi quanto tempo impiegherà l’Eni per rispettare gli impegni assunti.

video di Roberto Rinella   foto di Roberto Rinella  
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