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Anno VIII - Num. 43 - 1 settembre 2020

Anno VIII - Num. 43 - 01 settembre 2020 Cultura e spettacolo

I vincitori della decima edizione del Sicilia Queer filmfest

di Redazione TrinacriaNews
         

Palermo, 20 settembre 2020 – La giuria internazionale composta dall’italiano Ernesto Tomasini (attore, musicista, artista e performer), dalla svizzera Jasmin Basic (storica del cinema, selezionatrice e produttrice), dalla spagnola Nuria Cubas (direttrice artistica Filmadrid), dal francese Michael Dacheux (regista) e dall’austriaco Dietmar Schwarzler (distributore, curatore e scrittore) assegna il premio per il miglior lungometraggio della sezione Nuove Visioni a Ne croyez surtout pas que je hurle di Frank Beauvais (Francia, 2019) e una menzione speciale a Felix in Wonderland di Marie Losier (Francia/Germania, 2019). La stessa giuria conferisce il premio per il miglior cortometraggio della sezione Queer Short a A Mordida di Pedro Neves Marques (Portogallo/Brasile, 2020), e la menzione speciale a Erwin di Jan Soldat (Germania/Austria, 2020). La giuria del Palermo Pride premia ad ex aequo i cortometraggi Carne di Camila Kater (Brasile/Spagna, 2019) e NEGRUM3 di Diego Paulino (Brasile, 2018). Il pubblico invece premia per i lungometraggi Deux di Filippo Meneghetti (Francia/Lussemburgo/Belgio, 2019) e per i cortometraggi Le dragon à deux têtes di Páris Cannes (Belgio 2019).

 Le motivazioni della giuria internazionale

 Premio miglior lungometraggio – Nuove Visioni

Ne croyez surtout pas que je hurle di Frank Beauvais (Francia, 2019)

«Il film compone un collage cinematografico, dove l’uso della cinefilia funge da innesco per creare un universo pieno di immagini. Questo collage coesiste con un testo profondo ed elaborato, che si avvicina alla formula del diario personale. L’approccio delicato ma potente ai problemi comuni di un’intera generazione e ai conflitti sociali e politici del nostro tempo, attraverso una storia totalmente personale, rende questo film una proposta tanto intima quanto universale».

 Menzione speciale

Felix in Wonderland di Marie Losier (Francia/Germania, 2019)

«Felix Kubin è un musicista tedesco con una grande passione per i sintetizzatori analogici, gli organi e i drum computer. Il suo repertorio comprende esperimenti sonori, composizioni e produzioni radiofoniche. Marie Losier è una regista che si occupa di ritratti di artisti eccezionali. Gli spettacoli di Felix in Wonderland mostrano ciò che può accadere in un processo collaborativo, danno spazio ad entrambe le professioni per sperimentare e conoscersi. Losier crea un ritratto pieno di umorismo e passione e mette in scena una dichiarazione d’amore per l’esperimento, che si esprime in molti modi diversi. Queer è qui inteso per le idee straordinarie, i modi di pensare alternativi, i processi non normativi e il divertimento. Terminato il film gli spettatori si sono avvicinati molto a Felix Kubin e alla sua musica. Non si può chiedere di più a un ritratto».

Premio miglior cortometraggio – Queer Short

A Mordida di Pedro Neves Marques (Portogallo/Brasile, 2020)

«Un’opera formalmente affascinante e narrativamente audace che evoca una pandemia che fa eco alla natura, alla politica, alla scienza e al genere. Giocando abilmente con i generi cinematografici, A Moridida è anche – e soprattutto – un riflesso dell’oscuro conservatorismo che il Brasile sta vivendo sotto l’attuale governo di Bolsonaro».

 Menzione speciale

Erwin di Jan Soldat (Germania/Austria, 2020)

«Erwin fa parte di una serie di Jan Soldat intitolata First Dates Short Films. Il contatto viene stabilito tramite annunci su varie piattaforme di incontri, e il desiderio di Erwin di presentarsi è chiaro ed evidente. Il regista rimane presente solo come interrogatore amichevole che si limita all’essenziale, concentrato a preservare le routine sessuali quotidiane e le storie dei suoi protagonisti, senza giudicarli. Il cinema funziona qui come una formula per stabilire un contatto, esplorando le possibilità del primo incontro».

 Le motivazioni della giuria del Palermo Pride

 Carne di Camila Kater (Brasile/Spagna, 2019)

«Per essere riuscito, con le sue animazioni interamente prodotte da donne, a rappresentare dei corpi “universali” nei quali ognuna di noi è in grado di riconoscersi. Carne dipinge un manifesto femminista che, cosciente delle differenze, dichiara l’importanza dell’inclusività e della rivendicazione costruita a partire dai corpi, come soggetti politici, privati e pubblici. L’elaborazione, così intima e femminile, proposta da questo cortometraggio, riesce a sdoganare molti di quegli stigmi e dei taboo dei quali portiamo i segni addosso lungo tutto il corso delle nostre vite: proposito che perseguiamo con il nostro movimento e che condividiamo in pieno».

 NEGRUM3 di Diego Paulino (Brasile, 2018)

«Per aver costruito un discorso politico intersezionale di rivendicazione orgogliosa e di lotta utilizzando un linguaggio eterogeneo che non fa solo uso delle immagini ma anche della performatività dei corpi in ballo e della musica. Negrum3 coniuga orgoglio Queer e orgoglio nero a partire dai corpi come strumenti di lotta e rivoluzione esattamente come fanno i Pride».

 

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