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Anno V - Num. 29 / 2017

Anno I - Num. 05 - 16 febbraio 2013 Poesie

Ti pari nenti a tia?

(Traduzione a lato)

di Pietro Ciccarelli
         
sasso nello scarpone
Ti sembra niente a te?

Io sono padrone del pollaio. Saltavo i muri con sopra le scaglie di vetro e mi graffiavo le gambe. Mi ricordo la tramontana nelle sere d’agosto: cos’è la proda, l’ombra non c’era e la sabbia era solo ai fianchi del letto del fiume Platani. La carcassa abbandonata era quella dell’asino. Proteggevi la testa dal sasso scagliato con precisione da Totò. E ti sembra poco?

Non posseggo
né una casa dei doganieri
né vado a meriggiare pallido e assorto
né una proda dove la sera era perenne
né un albero mutilato abbandonato
né mai l’Isonzo mi ha levigato
come un sasso.
(Ungaretti)

 

Iia sugnu patruni du gaddrinaru
Iva a sandari ni coccia di vitru
E mi scorciava i gammi
A tramontana d’austu
A proda (chi è?) all’ummara nun c’era
A rina era sulu nu Platani
Abbanunatu era a carogna du sceccu
Accuravi a testa pu cuto ca abbinnava Totò.

E ti pari nenti pari a tia?

 

 

Il poeta si paragona, ai poeti del nostro Novecento: come Montale e la sua famosa casa dei doganieri e la più famosa meriggiare pallido e assorto e ad Ungaretti e i famosi versi della sua esperienza di soldato. Non ha raggiunto la gloria, ma per nulla al mondo spartirebbe i ricordi della sua, tutto sommato, felice infanzia.
 
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