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Anno V - Num. 29 / 2017

Anno V - Num. 28 - 08 giugno 2017 Politica e società

Saldi estivi, in Sicilia si parte il 1 luglio. Ecco i consigli dell’Adoc per non sbagliare

di Redazione TrinacriaNews
         

Per i prossimi saldi estivi, in partenza il prossimo 1° luglio, le famiglie spenderanno in media non più di 270 euro per famiglia, pari a circa il 10-12% del reddito mensile disponibile. Secondo le previsioni dell’Adoc la spesa è leggermente più elevata rispetto a quella sostenuta durante i saldi invernali, circa l’8% in più. “La spesa delle famiglie per i saldi estivi non supererà i 270 euro, secondo le nostre previsioni – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – una spesa contenuta, ma superiore di circa l’8% a quella sostenuta durante i recenti saldi invernali. La combinazione tra redditi bassi e spese primarie e irrinunciabili elevate, come quelle sostenute per alimentazione, casa, trasporti e tasse, non permette alle famiglie italiane di destinare grosse cifre alle spese extra come i saldi. Gli acquisti più ingenti si concentreranno, come di consueto nel periodo finale, quando gli sconti arriveranno fino al 50-60%. E’ importante rilevare che, almeno secondo le nostre stime, circa il 25% dei consumatori effettuerà acquisti a saldo direttamente online. L’e-commerce è un settore che riesce a fare affari tutto l’anno rispetto ai negozi fisici, dato che sul web è sempre possibile approfittare di sconti e offerte, in media del 10-15%. Questo è uno dei motivi per cui la spesa per i saldi è sempre più contenuta: i consumatori preferiscono diluire la spesa per il vestiario durante l’anno, piuttosto che concentrarla in un determinato periodo. Inoltre, molti negozi fisici effettuano promozioni continue durante l’anno. A questo punto ci chiediamo se abbia ancora senso prevedere i saldi in un periodo di tempo così ristretto e se non convenga liberalizzarli completamente. Questa soluzione offrirebbe un vantaggio sia per i consumatori che per i commercianti.”

SALDI, I 10 CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

  1. CONSERVATE SEMPRE LO SCONTRINO
    I capi in saldo si possono sostituire, se il prodotto acquistato è danneggiato o non conforme. In base al D.Lgs. n. 24/2002 il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso, anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Per quanto riguarda il difetto di conformità il consumatore può denunciarlo al venditore entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto.
  2. ATTENZIONE AI FONDI DI MAGAZZINO
    La merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino di anni e stagioni precedenti. Alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono improvvisamente riempiti dei più svariati articoli. Diffidate anche di quei negozi che, a fine stagione, hanno per ogni tipo di prodotto il completo assortimento di taglie e colori.
  3. GIRARE E CONFRONTARE
    Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. In questo modo eviterete di mangiarvi le mani in caso di prezzi più bassi. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Inoltre, prima di comprare un prodotto, è possibile controllare sul proprio smartphone che il prezzo non sia più alto di quello praticato sul sito
    ufficiale.
  4. LISTA DEGLI ACQUISTI
    Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio, in modo da essere meno influenzabili dal negoziante. In questo modo ridurrete il rischio di tornare a
    casa colmi di capi, magari acquistati anche a buon prezzo, ma dei quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Inoltre, consigliamo di creare una “lista dei desideri” sulla versione online dei negozi dove intendete acquistare, in modo da averla sempre a disposizione. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità.
  5. OCCHIO AI SUPER SCONTI
    Se l’esercizio pratica sconti superiori al 50%, spesso nasconde merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e
    dovrebbe vendere sottocosto. È un fenomeno “a rischio” soprattutto i primi e gli ultimi giorni di saldo. Diffidate inoltre dei marchi molto simili a quelli noti. Potrebbero
    essere capi contraffatti.
  6. FIDUCIA
    Servitevi presso negozi di cui vi fidate o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
  7. NEGOZI E VETRINE
    Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere inoltre separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da
    manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
  8. PROVA DEI CAPI
    Non c’è alcun obbligo da parte del negoziante di farvi provare gli abiti ma è una facoltà rimessa alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di
    abbigliamento che possono essere solo guardati.
  9. PAGAMENTI
    Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi,
    senza oneri aggiuntivi.
  10. SALDI ONLINE
    Con la direttiva europea 83/2011, recepita dal decreto legislativo n.21 del 21 febbraio 2014, sono state introdotte molte novità per i contratti a distanza, stipulati via internet e
    comunque fuori dai locali commerciali: dall’ampliamento della durata del diritto di ripensamento, fino a 14 giorni, ai tempi stretti per ottenere il rimborso di quanto pagato.
    Per problemi legati a spedizioni, rimborsi e responsabilità, leggi la guida dell’Adoc.

CALENDARIO SALDI ESTIVI 2017
Abruzzo: dal 1 luglio al 30 agosto 2017
Basilicata: dal 1 luglio al 2 settembre 2017
Calabria: dal 1 luglio al 1 settembre 2017
Campania: dal 1 luglio al 30 agosto 2017
Emilia-Romagna: dal 1 luglio al 30 agosto 2017
Friuli-Venezia-Giulia: dal 1 luglio al 30 settembre 2017
Lazio: dal 1 luglio per 6 settimane
Liguria: dal 1 luglio al 15 agosto 2017
Lombardia: dal 1 luglio al 30 agosto 2017

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