Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno VII - Num. 37 / 2019

Anno I - Num. 03 - 28 settembre 2012 Cultura e spettacolo

“Palermo felicissima” alla 9a Biennale di Shanghai: arte e contemporaneità in mostra al City Pavilion

(Ascolta le audiointerviste alla curatrice della mostra Laura Barreca, al Sindaco Orlando e all’Assessore Giambrone)

di Viviana Villa
         

Palermo – Il 12 settembre si è tenuta alla Galleria d’Arte Moderna la presentazione ufficiale di Palermo Felicissima, il padiglione dedicato al capoluogo siciliano alla 9a Biennale di Shanghai. La mostra, che si tiene in Cina dal 2 ottobre al 31 dicembre 2012 e per la quale sono attesi 8 milioni di visitatori, è allestita in un’ex-centrale elettrica, oggi diventata lo Shanghai Contemporary Art Museum, uno spazio di ben 41 mila metri quadrati.

Parallelamente all’evento principale, i curatori (l’artista cinese Qiu Zhijie insieme a Boris Groys, Jens Hoffmann, Johnson Chang Tsong-zung) hanno scelto per la prima volta di organizzare anche il City Pavilion, padiglione all’interno del quale sono rappresentate 30 città, collegate a Shanghai e al tema della Reactivation. La nuova sezione è organizzata da Davide Quadrio insieme a Francesca Girelli e Huang Mi. Tra le città coinvolte non vi sono solo grandi città e capitali, ma anche piccoli centri poco conosciuti; Palermo è l’unica città selezionata per rappresentare l’Italia.

Il nome di Palermo Felicissima, scelto dai curatori Laura Barreca e Davide Quadrio, è tratto dall’omonimo testo di Nino Basile del 1932, dedicato alla città e al suo patrimonio artistico e monumentale. Il padiglione italiano espone le opere di 11 artisti italiani ed internazionali con installazioni, video, sculture, performance e teatro. Scopo della mostra è quello di fornire un’immagine contemporanea del capoluogo e delle sue complessità, cercando di ricostruire lo spirito avanguardista dell’inizio Novecento, che rese Palermo città-simbolo del Liberty. Si tratta di un viaggio alla scoperta della sua identità, delle sue atmosfere e delle sue contraddizioni, ma soprattutto di una grande occasione di rilancio e di visibilità internazionale, per una città che viene considerata come lo snodo principale del Mediterraneo, il crocevia di culture e la porta d’Europa per il sud del mondo.

Nel dettaglio, gli artisti coinvolti sono: Manfredi Beninati, artista palermitano, che con The sun goes dim while the house lights up, propone un’installazione che ricostruisce la sala di un palazzo nobiliare palermitano; Vanessa Beecroft, che con VB 62, dispone sullo sfondo dello Spasimo 13 sculture di gesso e 27 donne dipinte di bianco, per ricordare gli stucchi barocchi del Serpotta; Massimo Bartolini, artista toscano, che propone l’installazione luminosa Starless, una scultura fatta di luminarie per rappresentare l’atmosfera delle strade siciliane al termine di una festa; Pina Bausch, la coreografa e ballerina tedesca, che viene ricordata con il video dello spettacolo Palermo Palermo del 1990, in cui l’artista è riuscita ad osservare i sogni, le miserie e le contraddizioni di Palermo; Francesco Simeti, artista palermitano che vive a Brooklyn, che partecipa con Untitled 2012, una carta da parati in stile Liberty, sulla quale sono rappresentate le immagini ottocentesche di paesaggi e luoghi ritratti dall’artista Francesco Lojacono; Emma Dante, che con il video dello spettacolo mPalermu, fa un ritratto malinconico della città, proponendo una riflessione sulla famiglia del sud ancorata alla routine e alle sue convinzioni; Guo Hongwei, artista cinese, che con A page of ocean propone due dipinti del mare, quest’ultimo inteso come elemento di congiunzione dei continenti e delle diverse culture; Stefania Galegati Shines, artista trasferitasi a Palermo, che propone Greetings from Palermo, una raccolta di dieci cartoline che ogni visitatore può portare con sé e che rappresenta una visione contemporanea del capoluogo; Lee Kit, artista cinese, che con Massaro is a woman ha ricostruito l’ambiente di uno storico bar della città; Studio Formafantasma, duo di designer, che con le installazioni Moulding tradition e Arabs in Palermo, racconta i flussi migratori e la stratificazione tipica dei popoli del Mediterraneo; Laboratorio Saccardi, quartetto di artisti palermitani, che con il polittico in stile medievale CINACRIA – Sicilian Jesuit in China in the 17th Century, racconta le rotte dei Gesuiti verso la Cina nel XVII secolo.

Conferenza stampa Palermo FelicissimaDurante la conferenza stampa sono intervenuti la direttrice della Galleria d’Arte Moderna Antonella Purpura, il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, la curatrice della mostra Laura Barreca, l’Assessore alla Cultura Francesco Giambrone e il delegato alle iniziative culturali dell’Università di Palermo Maurizio Carta.

La direttrice della Galleria d’Arte Moderna Antonella Purpura ha aperto la presentazione, manifestando il suo entusiasmo per un evento internazionale in cui artisti esposti alla GAM, come Francesco Lojacono, vengono scelti quali “rappresentanti” di Palermo a Shanghai. Ha sottolineato, infatti, che Francesco Simeti, il quale sarà in esposizione alla GAM ad ottobre, ha tratto ispirazione dal noto pittore palermitano per la sua opera esposta alla Biennale.

La conferenza stampa è proseguita con l’intervento del Sindaco Orlando, il quale ha affermato che la necessità della città è quella di difendere la sua identità. Non dobbiamo considerarci l’ombelico del mondo, ma siamo una grande realtà, che deve farsi rispettare e che deve essere presente alla Biennale. È importante intraprendere una politica di internazionalizzazione di Palermo; bisogna creare progetti e iniziative per consentire il ritorno della città all’interno di una rete internazionale di relazioni. La Biennale di Shanghai rappresenta un’occasione felicissima, poiché consente di far conoscere la nostra città in una dimensione non velleitaria, ma di grande prestigio ed autorevolezza. Francesco Lojacono è il rappresentante della città, dell’amministrazione comunale e della Galleria d’Arte Moderna, in riferimento all’arte Liberty. Ciò dimostra che è esistita una dimensione culturale dell’imprenditoria privata, in quanto l’architettura liberty è stata espressione della sensibilità culturale di alcuni imprenditori. Basti ricordare, ad esempio, i teatri e le abitazioni civili, espressione di un’imprenditoria illuminata.

La presentazione è proseguita con l’intervento della curatrice della mostra Laura Barreca, che ha sottolineato l’importanza dell’esposizione per l’immagine della città di  Palermo. Questa conferenza stampa è la dimostrazione di come si possa lavorare in una sorta di ‘networking’ territoriale, di come si possano costruire legami e relazioni tra istituzioni pubbliche e private, con l’imprenditoria privata, con il settore pubblico, che in questo momento probabilmente non ha le ‘forze’ per gestire eventi internazionali come questo. Sono stata incaricata dal team curatoriale delle 9. Biennale di Shanghai nell’ideazione di un progetto per Palermo. Si tratta di un  progetto culturale, non solo di una mostra d’arte contemporanea. Siamo i portatori di istanze che arrivano non solo dalla nostra città, ma anche da un bacino che è quello del Mediterraneo, luogo in cui tutti dobbiamo riconoscerci, al di là dell’identità nazionale. La Cina ha scelto Palermo per questo motivo, perché portatrice di istanze che rappresentano una prospettiva fondamentale nello scacchiere internazionale. Stiamo attraversando anni bui, per questo ancora di più apprezziamo la presenza di tutte le istituzioni, a dimostrare che al di là di tutto la cultura è veicolo di promozione di sviluppo culturale ed economico.

I curatori delle Biennale – continua – hanno scelto 30 città nel mondo, perché sono convinti che esse costituiscano i luoghi in grado di esprimere le spinte culturali della contemporaneità, più che l’idea astratta di nazione. Il primo di ottobre verrà inaugurata lo ‘Shanghai Contemporary Art Museum’, ex-centrale elettrica restaurata e trasformata nel primo museo d’arte contemporanea della Cina; la nostra città sarà presente a questo storico evento. Il ‘City Pavilion’ di Palermo sarà ospitato al quinto piano della struttura e cercherà, attraverso le opere di 11 artisti, di rappresentare le anime della nostra città. Siamo una civiltà in declino, ma è proprio durante i periodi di difficoltà che si guarda al passato e alle sue bellezze per riproporle e riabilitarle. A questo fine, ogni artista presenta una rilettura del passato in chiave contemporanea.

La conferenza è continuata con l’intervento di Maurizio Carta il quale, in qualità di rappresentante dell’Università di Palermo, ha spiegato che l’ateneo ha deciso di mettere a disposizione il suo know-how, perché è convinto che le politiche culturali di internazionalizzazione siano fondamentali per questa città. Usando la metafora del mondo dell’agricoltura, è necessario che vengano piantati dei ‘semi’, che possano essere portati dal vento in luoghi impensati. È necessaria la contaminazione con altre ‘terre’, la capacità di ‘selezionare’ i semi, perché non tutto ciò che è ‘piantato’ resiste. È vero che Palermo ha mille identità, ma è anche vero che è merito di Laura Barreca e Davide Quadrio di averne selezionate alcune. In questo modo ci auguriamo si possa ‘fruttificare’ e creare una ‘foresta’ fatta di ‘mille rami’ che si vanno ad intrecciare. Le città italiane costituiscono oggi un esempio del nuovo modo con cui la Cina sta immaginando le sue città. Perché alla fase vulcanica di espansione, oggi la Cina sta cominciando a far seguire una fase di ripensamento dell’espansione urbana, guardando, non a caso, non più alle città americane e asiatiche, ma a quelle europee e mediterranee. Portare Palermo alla Biennale non significa solo portare la sua arte, il suo patrimonio identitario, ma anche il suo modello di sviluppo, che è intrinsecamente fondato sul patrimonio culturale. Credo che la parola ‘orgoglio’ sia il termine adatto poiché immaginiamo che ‘Palermo felicissima’, non sia soltanto una locuzione che ricorda il nostro passato, ma sia una sfida per il progetto di futuro che vogliamo portare in Cina.

La conferenza è terminata con l’intervento dell’Ass. alla cultura Francesco Giambrone, il quale ha sottolineato che la scelta di Palermo per la Biennale sia dovuta al fatto che la nostra città è una grande realtà, all’interno della quale vi è stato sempre l’incontro tra gli artisti del territorio che hanno girato nel mondo e gli artisti internazionali che sono venuti in questa città. Essi non sono passati senza lasciare nulla e senza portarsi nulla da essa. Al contrario, sono passati lasciando un segno alla città, portandosi dentro un pezzo di Palermo, che in qualche modo ha cambiato il loro percorso creativo. È impensabile che Pina Bausch non fosse all’interno di questa mostra. Il suo passaggio ha cambiato la città e ha segnato Pina, che aveva tanto girato per il mondo. Sono passaggi non indifferenti sia per gli artisti sia per la città. Per me esiste, infine, un ulteriore elemento di soddisfazione – continua – che è quello di vedere la Galleria d’Arte Moderna, grande fiore all’occhiello della città, come partner scientifico della mostra. Non è un caso se con Antonella Purpura, stiamo lavorando a qualcosa che riguarda i Cantieri Culturali della Zisa. Se penso all’archeologia culturale della centrale elettrica di Shanghai che viene riconvertita, non posso non pensare alla valorizzazione di tale luogo. In fondo, se Palermo in un certo tempo, è stata una capitale culturale lo si deve anche allo spazio dei Cantieri Culturali. Noi abbiamo un impegno comune, che è quello di aprire entro il mese di dicembre uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea e alla produzione relativa all’arte visiva contemporanea. Vogliamo aprire con una grande mostra dedicata al talento indipendente di questa città, una parte del quale, non a caso, va a Shanghai.

Durante la cerimonia di presentazione della Biennale di Shanghai, che si è svolta a Chengdu (Cina) qualche giorno dopo, è stato firmato il contratto con l’azienda di abbigliamento cinese Raidy Boer, che coltiva interessi commerciali in Italia e che è lo sponsor principale della mostra “Palermo felicissima”. Laura Barreca ha consegnato agli organizzatori un comunicato del sindaco, in cui è stato annunciato l’avvio della procedura per il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo all’imprenditore cinese, a conferma di un rapporto forte e duraturo, sancito da anni anche dal gemellaggio delle città di Chengdu e Palermo.

(Di seguito le domande che abbiamo rivolto agli intervistati, ascolta le risposte nelle audio interviste in testa all’articolo)

Le domande rivolte a Laura Barreca – Cosa verrà presentato all’interno del padiglione dedicato a Palermo alla 9. Biennale di Shanghai? Come mai avete scelto il nome “Palermo Felicissima” ricordando il testo omonimo di Nino Basile degli anni ‘30? Che rapporto esiste tra la contemporaneità e Palermo?

Le domande rivolte al Sindaco Orlando – Che valore assume per la città di Palermo essere stata scelta come unica città italiana all’interno della Biennale e perché è stata scelta?

Le domande rivolte a Ass. Giambrone – Perché Palermo è stata scelta per la Biennale di Shanghai? Quale messaggio della città si vuole trasmettere?

Ringraziamo il Sindaco Leoluca Orlando, L’Assessore Giambrone e la Dott. Barreca, per averci concesso le interviste e auguriamo a tutti una “Palermo Felicissima” per il futuro di Palermo e della Sicilia

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