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Anno VII - Num. 38 / 2019

Anno IV - Num. 25 - 05 dicembre 2016 Politica e società

Massimo Ciancimino arrestato dalla Polizia

Ciancimino dovrà scontare un cumulo di pene residue pari ad anni 4 mesi 5 e giorni 8 di reclusione

di Redazione TrinacriaNews
         

ciancimino-massimo URLIMMAGINE SOCIALNella giornata di ieri gli Agenti della Polizia di Stato, in servizio presso la Squadra Mobile, diretta da Rodolfo RUPERTI, hanno tradotto presso la locale Casa Circondariale “Pagliarelli” CIANCIMINO Massimo,  nato a Palermo il 16.02.1963 e figlio del noto Vito.

Ciancimino dovrà scontare un cumulo di pene residue pari ad anni 4 mesi 5 e giorni 8 di reclusione. Inoltre, il predetto dovrà provvedere al pagamento di una multa pari a 22.000,00 euro.

Le condanne inferte nei confronti del figlio dell’ex sindaco condannato per mafia, divenendo irrevocabili, hanno sancito la colpevolezza dell’imputato, il quale aveva già sofferto periodi di carcerazione per i fatti ascritti ed oggi decurtati dal calcolo della pena.

I fatti per cui è intervenuta la sentenza definitiva sono avvenuti rispettivamente dal 2000 al 2005 nel primo caso, e nel 2011 nel secondo.

In un primo procedimento penale, Ciancimino Massimo è stato condannato per i reati di riciclaggio, nonché di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, in relazione a fatti commessi tra Palermo, Ginevra e la Romania. Le contestazioni sono state mosse in concorso con la madre Scardino Epifania ed alcuni professionisti, ad alcuni dei quali è stata attribuita anche la fittizia intestazione di beni. Gli addebiti sono da ricondurre all’occultamento di un ingente patrimonio, in parte già oggetto di sequestro, costituito da denaro, beni mobili e immobili nonché partecipazioni societarie.

La seconda condanna è scaturita dal procedimento penale instaurato a carico del predetto Massimo Ciancimino poiché ritenuto responsabile del porto e della detenzione di materiale esplodente, consistente in n.13 cartucce cilindriche di gelatina esplosiva, 21 detonatori a miccia ed alcune micce.

Il Ciancimino, secondo quanto ricostruito, prima trasportò materiale esplodente in un viaggio tra Bologna e Palermo e poi lo occultò nel giardino della propria abitazione. Al Ciancimino è stata altresì contestata la cessione del predetto materiale al coimputato AVARA Giuseppe, nato a Palermo il 26.06.1972, al quale venne consegnata una parte dell’esplosivo mai più ritrovata.

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