Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno V - Num. 29 / 2017

Anno II - Num. 06 - 26 aprile 2013 News dagli USA

Martin Scorsese lotta per conservare il "coraggio" a New York

di Debra Santangelo read in english
         

BoweryMartin Scorsese è conosciuto principalmente per la sua carriera di regista tra i più autorevoli di tutti i tempi. Tra i suoi film: Quei bravi ragazzi, Taxi Driver e Gangs of New York. Nel 2006 ha vinto l’Academy Award come Miglior Regista per The departed con Leonardo Di Caprio e Jack Nicholson.

Tuttavia, recentemente Scorsese ha fatto notizia per un’altra questione molto vicina al suo cuore. Nel marzo 2013, Scorsese ha scritto una lettera ad Amanda Burden, la Presidente della New York City Planning Commission, per sostenere l’East Bowery Preservation Plan – un tentativo per bloccare lo sviluppo urbano di palazzi molti alti e di lusso nell’ex-quartiere del regista.

Scorsese è cresciuto a Elizabeth Street ed ha dichiarato: il quartiere ed i residenti della Bowery (una celebre via di Manhattan) sono diventati un chiaro motivo per trasformarmi in uno scrittore di racconti.

Ha anche aggiunto: Che si tratti dei film ‘Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno’ o ‘Gangs of New York’, l’influenza della Bowery – il coraggio, l’ambiente, l’atmosfera vivida – è evidente.

Il regista è stato raggiunto a New York dai suoi genitori italo-americani e dai genitori siciliani di suo padre emigrati da Polizzi Generosa, in provincia di Palermo. Nel 1999, Scorsese ha realizzato un documentario dal titolo Il mio viaggio in Italia, in cui mette in evidenza come l’episodio siciliano del film di Roberto Rossellini Paisà abbia avuto un impatto significativo sulla sua infanzia.

Nella sua lettera, Scorsese dice che per oltre 150 anni, la Bowery Street è stata il proprio mondo. Con i suoi abitanti, la sua lingua ed il suo teatro – di fatto, il proprio genere di spettacoli e commedie musicali – è diventata sinonimo di altri distretti, che hanno contribuito a creare quello che è conosciuto come il folklore di New York.

Tale questione fa eco all’evidente situazione di New York e costituisce il fulcro del suo recente documentario La città che scompare, raccontata attraverso gli occhi degli abitanti della città, degli urbanisti, degli imprenditori, degli studiosi e dei politici.

Scorsese Letter

Fiore De Rosa, il condirettore e produttore del documentario ci ha fornito un’interessante prospettiva relativamente al problema – Quello che abbiamo scoperto durante la ricerca e la realizzazione del film è che i cambiamenti che stanno avvenendo nelle città globali stanno avvenendo intenzionalmente. I funzionari e gli imprenditori edili della città ci hanno spiegato che sono la conseguenza del libero mercato, ma abbiamo scoperto che si tratta chiaramente del contrario. L’amministrazione attuale ha cambiato destinazione d’uso ad oltre cento rioni. In seguito hanno distribuito oltre 2 miliardi di dollari di agevolazioni fiscali agli imprenditori edili che hanno costruito alloggi di lusso; agevolazioni fiscali per gli alloggi per ricchi. Questo ha fatto schizzare alle stelle sia gli immobili residenziali che quelli commerciali e sta decimando i quartieri di medio livello. L’amministrazione ha chiaramente pianificato ed implementato questa massiccia trasformazione di lusso – La Città del Lusso.

De Rosa ha continuato dicendo che: Tom Angotti, un ex-urbanista di New York e professore di urbanistica al Hunter College a New York ha affermato: “Il capitale globale è entrato nei nostri quartieri, alcune persone abboccano e vendono”. Il cambiamento avviene; si tratta di un fatto normale – cambiamenti al patrimonio edilizio ed alla popolazione di un quartiere. Fino a questo punto i cambiamenti sono stati incrementali, ma una volta che si ottiene il capitale globale nel proprio quartiere arriva un uragano.

Le opinioni in città sono diverse e sicuramente ci sono molti residenti che pensano che il cambiamento sia necessario e che di fatto aggiunga valore all’area.

Ci sono anche quelli che non sono d’accordo all’utilizzo di incentivi come sistema per indurre al cambiamento.

Roberto Ragone, un consulente dell’organizzazione Arts e Business di New York, ha espresso la sua opinione sulla situazione – Si tratta di un valore per i quartieri coesi, in cui la gente si controlla a vicenda ed è in relazione con i vicini. Non puoi incoraggiare la gente ad arrivare con atteggiamenti transitori verso la comunità, vedendo New York semplicemente come un posto in cui recitare e vivere nel lusso. Nel luogo in cui vi è un nuovo sviluppo, si dovrebbe anche fare qualcosa per rendere omaggio a ciò che era presente precedentemente. Elementi significativi del passato dovrebbero essere preservati nel futuro e non sto parlando solo di simboli e di tracce. Intendo che il passato dovrebbe essere presente, in modo che la gente possa essere coinvolta. Possono imparare da esso, riflettere su di esso ed onorarlo. L’atteggiamento politico dell’imprenditoria edile di New York non dovrebbe essere ‘bene… è la vita, le cose vanno e vengono’.

Il lettore può trovare altre informazioni sul documentario La città che scompare all’indirizzo www.thevanishingcity.com.

www.sicilianconnections.com

 

Traduzione a cura di Viviana Villa
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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