Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno VIII - Num. 43 - 1 settembre 2020

Anno I - Num. 04 - 05 dicembre 2012 Cultura e spettacolo

Le Vie dei Tesori, 4 week-end alla scoperta dei tesori della nostra città

di Romina Ferrante
         

locandinaPalermo – Le Vie dei Tesori è un appuntamento, che si rinnova ormai da 6 anni. L’obiettivo è aprire le porte dei musei, dei palazzi storici della città ai palermitani. Quest’anno la manifestazione si è tenuta dal 19 ottobre all’11 novembre e oltre ai consueti itinerari proposti dall’Università di Palermo, grazie alla collaborazione attiva con il Comune, sono stati aperti altri luoghi di rara bellezza, per un totale di 17 siti, visitabili gratuitamente.

Sono stati organizzati diversi trekking urbani a tema, percorsi guidati tra le meraviglie arboree della nostra città, viaggi nel mondo dell’Inquisizione Spagnola o degli usi e costumi popolari e poi ancora concerti di canto corale e mostre di vario genere.

Attraverso il sito http://www.leviedeitesori.it/ e la pagina facebook “Le vie dei tesori” https://www.facebook.com/leviedeitesori?ref=ts&fref=ts è stato possibile seguire passo passo l’iniziativa con aggiornamenti in tempo reale, foto e commenti.

La manifestazione si è articolata in 4 emozionanti week-end all’insegna di arte, mistero, scienza e natura. Incuriositi, abbiamo scelto di ripercorrere alcune delle tappe previste da Le Vie dei tesori, gioielli spesso sconosciuti e da valorizzare. Siamo stati accolti dalle mura trecentesche e i loggiati di Palazzo Chiaramonte-Steri, abbiamo visto i graffiti dei prigionieri dell’Inquisizione e siamo rimasti ammaliati dal famoso dipinto Vucciria, che l’artista Renato Guttuso ha voluto regalare nel 1974 all’Università palermitana. Abbiamo per un istante immaginato, visitando il Carcere dei Penitenziati, di vivere sulla nostra pelle le torture e le ingiustizie, perpetrate a danno di innocenti, nel periodo della Santa Inquisizione. Ci siamo addentrati tra le cripte del convento cinquecentesco di Santa Maria la Grazia, noto come il convento delle Repentite e abbiamo ammirato i 7000 metri di scaffalature lignee dell’Archivio storico comunale, sito nell’ex Convento di San Nicolò da Tolentino, che custodisce volumi manoscritti pregiati. Tra questi il “privilegio”, concesso nel 1392 da re Martino I di Sicilia ai Chiaramonte, che prometteva di salvare loro la vita, se si fossero sottomessi. In realtà, poco dopo, Andrea Chiaramonte sarebbe stato decapitato e la sua famiglia interamente sterminata.

Degni di nota anche la Cappella dei Falegnami, sita nel convento di San Giuseppe dei Teatini, oggi sede della facoltà di Giurisprudenza, con i suoi stucchi, le sue decorazioni e geometrie barocche, la collezione Basile con le sue 34 preziose tavole, volute dal maestro per illustrare ai propri allievi la storia dell’architettura italiana, il museo storico dei Motori e dei Meccanismi e il Museo di radiologia dell’Università di Palermo e i più noti Museo Geologico Gemellaro, Museo Pitrè e il museo di zoologia Doderlein.

Ciliegina sulla torta, la kermesse sportiva all’interno del campus universitario, gestito dal CUS (Centro Universitario Sportivo), che, in occasione del suo 65o anniversario, ha aperto a studenti e cittadini le sue strutture: la piscina riscaldata, il campo in erba da calcio-rugby, il palazzetto dello sport e la pista d’atletica a 8 corsie, la più grande della Sicilia.

Nato nel 2006 per festeggiare il bicentenario dell’Università degli studi di Palermo, Le Vie dei Tesori è diventato un appuntamento fisso con la cultura, per gli oltre 70 mila visitatori palermitani, che ogni anno affollano per l’occasione musei e palazzi storici. Quattro week-end alla scoperta dei luoghi, che hanno reso la nostra una grande e meravigliosa città, vestigia di un glorioso passato spesso dimenticato, poco fruito e che va restituito ai cittadini. Per fare ciò è necessaria un’azione sinergica tra istituzioni diverse, che consentirà di creare, come l’ha definito l’assessore alla cultura del Comune di Palermo Francesco Giambrone quel“sistema museale cittadino in grado di integrare gli spazi appartenenti a istituzioni diverse, un sistema in grado di parlare un unico linguaggio”. Conservazione e fruizione del patrimonio culturale, bidirezionalità, rete sono le parole chiave che hanno decretato il successo di questo evento.

Siamo convinti che il riscatto e la rinascita culturale della città di Palermo passi attraverso iniziative di questo genere, che valorizzino i tesori nascosti e creino nello stesso tempo un indotto importante per il territorio.

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