Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno V - Num. 27 / 2017

Anno I - Num. 05 - 16 febbraio 2013 Politica e società

La Sicilia senza le Province. Ecco come cambia l’Isola!

di Vilma Maria Costa
         

siciliaE’ passata circa una settimana dall’abolizione delle amministrazioni delle Province di PALERMO, TRAPANI, ENNA, CALTANISSETTA, SIRACUSA, RAGUSA, AGRIGENTO, CATANIA e MESSINA. Da martedì 16 marzo le nove province della Sicilia, infatti, non esistono più!

Il Governo Nazionale aveva previsto la soppressione delle Province per tutte le Regioni d’Italia, ma questa non è stata effettuata, soltanto la Sicilia con Legge Regionale approvata il 16 marzo scorso che ha abolito le amministrazioni provinciali e, conseguentemente, cancellato le elezioni di maggio ha coraggiosamente iniziato questo percorso di cambiamento rivoluzionario e avanguardistico rappresentando una perfetta intesa tra Presidente Crocetta e M5S Sicilia.

Il Governatore della Sicilia Crocetta ha affermato durante la trasmissione RAI Uno Mattina del 22 marzo scorso che è possibile effettuare l’abolizione delle Province anche nel resto d’Italia se si ha buona volontà e coraggio di affrontare tali tematiche. E ha ribadito che con il risparmio che si avrà dalla abolizione delle Province siciliane nascerà il fondo per il sostegno contro la povertà e l’emarginazione.

La manovra complessiva sulle province avrà effetti nel lungo periodo, in un anno si risparmiano ben 10 milioni e 300 mila euro per le diverse indennità che venivano erogate, per la cessazione di alcune funzioni e per il personale, circa 6500 dipendenti che potrà essere utilizzato negli enti locali che al momento ha detto il presidente non hanno la possibilità di bandire concorsi.

Per la gestione delle strade provinciali il Presidente è convinto che non era assolutamente necessario che queste continuassero ad essere gestite dalle Province, ma possono essere gestite dai Geni civili Provinciali e le scuole dagli Enti Locali.

Crocetta sottolinea che nello Statuto siciliano che ha valenza di Carta Costituzionale esiste la possibilità della formazione dei liberi consorzi di comuni.

C’è chi si chiede se la costituzione dei liberi consorzi non creerà spreco di denaro e che, quindi, il risparmio alla fine non sarà che un’utopia, ma il Governatore sostiene che, invece, questi consorzi serviranno per creare altra spending review (revisione della spesa pubblica) anche per il fatto che i Comuni hanno negli anni realizzato diversi consorzi con la creazione di: Comunità montane, Distretti turistici, ATO rifiuti, ATO idrici, Srr (i nuovi servizi che sovrintendono allo smaltimento dei rifiuti) o per la gestione dei Parchi o per il Patto dei Sindaci per le energie alternative. Con i liberi consorzi, invece, tutte queste politiche consortili dei comuni saranno gestite da un unico consorzio che farà capo al comune e si attuerà una politica unitaria in termini di programmazione perché i consorzi-  ha assicurato il presidente – non saranno organismi di spesa.

Il Presidente della Provincia di Palermo Avanti, durante un suo intervento, ha attaccato duramente la decisione dell’abolizione delle Province che considera un atto incostituzionale e una legge-truffa e accusa chi l’ha sostenuta, appoggiata e poi approvata, di populismo, demagogia e di atteggiamento schizofrenico. Per il presidente Avanti un ente di area vasta è necessario per la gestione del territorio. Regioni e Comuni non possono assolvere a questo ruolo e si getterà nel caos l’assetto produttivo siciliano.

Secondo, quindi, Avanti è stata approvata una legge fuori dal dettato costituzionale, in quanto l’art. 114 della nostra Costituzione nella sua seconda parte che stabilisce le relazioni tra l’ordinamento dello Stato e i Cittadini, prevede che lo Stato italiano sia composto da Comuni, Province e Regioni. Ma Crocetta afferma che la Sicilia non è soltanto una Regione a Statuto speciale, ma una Regione in cui lo Statuto è Carta Costituzionale, lo Statuto Siciliano è stato scritto e adottato, sostiene Crocetta, prima della Costituzione Repubblicana e questa ha approvato e fatto proprio lo Statuto siciliano. Lo Statuto della Regione Siciliana prevede la costituzione di liberi consorzi di comuni.

Crocetta sempre nel corso della stessa trasmissione RAI Uno mattina, ha dichiarato: per gestire quattro strade provinciali e le scuole non sono necessari 6500 dipendenti e 10 milioni e 300 mila euro all’anno di indennità che vanno al ceto politico, chiamate anche cricche, alle caste politiche, mi pare – ha continuato – che sia un grido di dolore che non posso comprendere.

Ha ribadito che i consorzi non saranno enti di gestione, ma di programmazione per creare una organizzazione tra comuni utilizzando al meglio le risorse che saranno a loro destinate. Saranno enti di coordinamento territoriale, di programmazione che basano il loro potere nella democrazia comunale dove si trovano i Sindaci eletti dai cittadini e questi si uniranno per creare politiche comuni. Il governo ha previsto un limite minimo di abitanti per la costituzione dei liberi consorzi: 150 mila abitanti. Sulla base di questo parametro, ma anche di quelli della continuità territoriale e di un’affinità socio-politica, economica e culturale, i sindaci dei territori potranno riunirsi e dare vita ai nuovi organismi. Le assemblee dei primi cittadini eleggeranno al loro interno i vertici dei consorzi, con una votazione di secondo livello che terrà conto della grandezza dei diversi Comuni.

Ma ecco come sarà ridisegnata l’amministrazione provinciale, saranno tredici o, forse, quattordici i liberi consorzi, più tre aree metropolitane, al posto delle soppresse Province. Le aree metropolitane che non faranno parte dei consorzi saranno 3, quelle di Palermo, Catania e Messina. Il consorzio del Palermitano, non di Palermo, avrà come capofila Bagheria  che è il centro più grande della provincia, il consorzio del Catanese, non di Catania, avrà come capofila Acireale. Ci saranno altri nove consorzi derivanti dalle attuali Province, Crocetta, comunque, suppone che ne potrebbero nascere altri cinque: due nel Messinese, quello dei Nebrodi e dei Peloritani, uno per Gela e Licata, uno del Calatino e uno di Marsala.

Il Governatore sostiene che riesce a dialogare e a ottenere l’appoggio del M5S Sicilia perché il suo programma è a 7 Stelle, non può secondo Crocetta non essere appoggiato  nell’abolizione delle Province o nel doppio voto di genere o nel fondo contro la povertà o ancora per il sostegno alle imprese. Il dialogo dice Crocetta si ottiene con i fatti e anche Bersani deve ottenere questo dialogo con la presentazione di un programma concreto e di rinnovamento; e rivolgendosi al M5S nazionale dice: non pensino di essere più nelle strade, ma che sia necessario pensare a governare.

Palermo 25 marzo 2013

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  1. roberto gallo

    vorrei farvi notare che tutto quello riportato nell’articolo sono soli “buoni e presunti intendimenti” di Crocetta , riportati in qualche conferenza stampa ed interviste . Nel ddl approvato dal parlamento regionale grillini compresi, non c’è traccia di cio’ , c’è solo scritto che non si vota per le elezioni provinciali, che c’è tempo fino a gennaio 2014 per approvare una legge che sancisca una legge che abolisca le province per sostituirle con “liberi consorzi dei comuni” , ed in ultimo che non ci saranno piu’ elezioni perche’ i presidenti ed il consiglio (non sappiamo nemmeno quanti cons. ci saranno ! ) saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri dei comuni, e che questi non avranno appannaggi ma solo rimborsi spesa !…???!!!!! Questo e solo questo c’è nel ddl approvato dall’ARS

    Cosiderazioni : strade provinciali sono essenziali per i collegamenti in quasi tutte le province siciliane , per es. AG dispone di 1700 km di strade prov.le di cui parecchie essenziali per evutare l’isolamento di alcuni territori…! E bene o male (forse piu’ male che bene…) sono state manutenute e quindi si è evitato finora il disastro. Saranno in grado le “nuove” istituzioni territoriali di garantire cio’ !? Dubito molto soprattutto nei primi 5 anni !!
    2a considerazione Scuole Pubbliche in prov di AG oltre 50 edifici importanti ospitano Licei ed Istituti tecnici vari…, bene o male finora ,malgrado il “criminale patto di stabilita” , la manutenzione è stata assicurata e poi ??? SERVIZI SOCIALI , la Provincia di Ag spende milioni di euro per l’assistenza ad alcune categorie di Persone diversamente abili in eta’ scolastica e POI ?? e lascio perdere tutto il resto (i servizi al turismo con nuove autorizzazioni e controlli…, la polizia provinciale che controlla i reati ambientali .. ecc. ecc. )
    Sono certo che i costi aumenteranno i primi anni e molti servizi saranno gestiti in modo disastroso se non cancellati !!!!
    Viene sottratta al cittadino il corretto diritto di eleggere i propri rappresentanti per controllare l’operato di chi , presidenti ed assessori, hanno e sempre piu’ avranno mani libere…, cio’ si chiama Negare la Sovranita’ Popolare
    Si cancella un bel niente perche’ si sostituisce cio’ che gia’ esiste . Infatti gia’ le province sono “liberi consorzi dei comuni” denominati province regionali della sicilia !!!!! se ne tolgono 9 , e come voi dite se ne fanno di piu’ con costi che inevitabilmente saranno maggiori !

    Insomma il progetto è fumo negli occhi, una truffa ai cittadini i quali esasperati da una politica ladrona vedono di buon occhio tutto cio’ che dovrebbe essere abbattimento di casta e privilegi !

    Bastava azzerare consulenze e sottogoverni , ridurre il numero di consiglieri ed assessori , aggiungere competenze tra cui gli ATO rifiuti ed idrico , competenza sui piani commerciali dei comuni, sui piani urbanistici ,,,,ecc. RifaRE le piante organiche e tagliare i dirigenti inutili, ridurre gli appannaggi degli amministratori—–ecc. C’era il disegno di legge per farlo , ed invece si è voluto fare il grande imbroglio !!!!!

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  2. Fabio

    Alla base di tutto c’ è la disinformazione ! Il popolo non potrà mai capire bene ,in questo stato ,

    quale sia alla fine la scelta giusta. Voi giornalisti che avete sbanderieggiato a destra e a manca ,

    non avete mai aiutato il popolo ha capire veramente cosa hanno fatto i politici per tutti questi anni.

    Ora che viviamo in una crisi schiacciante ,molti anno detto basta ! Voi quando direte basta ?

    Vogliamo un informazione di qualita’ e di verità ,vogliamo che tutti insieme ci uniamo per avere

    piu’ equita’ e solidarieta’,abolendo tutto quello che è superfluo.Occorre togliere gli sprechi ,se il

    governatore della sicilia sbaglia nelle sue scelte ,dimostrate con i fatti il contrario .

    Crocetta lo conosco personalmente , a Gela ha sconfitto la mafia ! Nel suo governo togliera’

    sicuramente tanti coperchi alle pentole sporche ! Grazie ….. Libero pensiero personale .

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  3. Giovanni Martinico

    Ma è proprio necessario creare i liberi consorzi di comuni? Saranno altri organismi pubblici che, si sa, funzionano male come tutto ciò che è pubblico e costano cari.
    Le competenze potrebbero passare ai rispettivi comuni, ognuno per la propri appartenenza territoriale

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