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Anno V - Num. 29 / 2017

Anno V - Num. 28 - 08 giugno 2017 Politica e società

Per la CGIl Sicilia occorre rilanciare un apparato produttivo caduto in questi anni in pezzi

Pagliaro (Cgil), in Sicilia non c’è ripresa. La politica riparta da questo dato e apra su di questo il dibattito in questa fase preelettorale

di Redazione TrinacriaNews
         

Palermo, 13 set- “Gli ultimi dati Istat confermano che la Sicilia arranca ancora, con 7 mila occupati in meno rispetto all’anno scorso. Per il Sud insomma non ci sono segnali di ripresa. La politica guardi questa realtà e la smetta di arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di narrare qualcosa di diverso”: lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, aprendo il direttivo regionale del sindacato. Di fronte a un autunno di campagna elettorale, il monito della Cgil ai partiti politici è quello di “mettere al centro del dibattito i problemi della Sicilia. Con Cisl e Uil- ha detto Pagliaro- proporremo quelli che consideriamo le priorità affinché chi si candida a governare l’Isola indichi le proprie soluzioni e assuma i propri impegni”.

Pagliaro ha rilevato che “dopo gli esiti deludenti della legislatura che va a chiudersi occorre ripartire dalla necessità di rilanciare un apparato produttivo caduto in questi anni in pezzi, dall’agricoltura, dal turismo, dalle bonifiche, da politiche sociali adeguate soprattutto per i soggetti più deboli, dai beni comuni e dai servizi alla persona. Voglio ricordare- ha rilevato Pagliaro – che oggi i cittadini siciliani pagano l’addizionale Irpef più alta d’Italia quale contributo al risanamento dei conti della sanità, ma a loro il diritto alla salute non è garantito, con servizi sanitari insufficienti, liste d’attesa interminabili, una medicina del territorio praticamente inesistente”. Pagliaro ha auspicato che “ questi temi trovino spazio in questa fase preelettorale e che ci sia una presa di coscienza reale da parte della politica”. Per quanto riguarda gli interventi nazionali per il Mezzogiorno, il segretario della Cgil Sicilia ha rilevato “gli enormi ritardi che riguardano l’attuazione del Patto della Sicilia, con soli 59 milioni di euro impegnati , il 2,54% dei 2 miliardi e 320 milioni da spendere, e 24 milioni pagati. “Occorre individuare le anomalie che bloccano i Patti- ha detto Pagliaro – capendo se è un problema di risorse o se mancano i progetti esecutivi. In ogni caso vanno individuate le responsabilità- ha sottolineato- per evitare  che i Patti diventino il solito elenco delle buone intenzioni con risorse che puntualmente non saranno spese per tempo o che addirittura andranno perdute e che importanti opere infrastrutturali non vengano realizzate”.

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