Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno VI - Num. 35 / 2018

Anno I - Num. 02 - 18 giugno 2012 Cultura e spettacolo

Intervista al Maestro Arrigo Musti per la mostra personale Anonimi Nameless a Montecitorio

di Vilma Maria Costa
         
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Il Maestro Arrigo Musti inaugura la Mostra
Da sinistra: Prof. Germano Di Lorenzo, Prof. Nicolò Mannino,
Maestro Arrigo Musti, On. Renzo Lusetti

 

Roma – Siamo stati invitati a Palazzo Montecitorio – Complesso di Vicolo Valdina, all’inaugurazione della Mostra personale Anonimi Nameless del Maestro Musti il 16 maggio 2012 e gli abbiamo rivolto alcune domande.

Hanno inaugurato il vernissage l’On. Renzo Lusetti, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, il Presidente del Parlamento della Legalità Nicolò Mannino ed il Coordinatore Nazionale per i rapporti con il mondo scuola Germano Di Lorenzo. La mostra è stata aperta al pubblico gratuitamente dal 17 al 23 maggio.
Musti è un’artista che con le sue opere intende trasmettere le sue idee circa le gravissime discriminazioni e violenze presenti nel mondo, una persona di alti valori etici. Ammirare dal vivo i suoi lavori è davvero emozionante e, credeteci, ancora di più se accompagnati dalle parole del Maestro che, quando descrive il suo lavoro e la sua arte, fanno da affascinante “cornice”.

Invito alla Mostra

Lavori materici, dove è presente un bilanciato connubio di colori caldi che esprimono la passionalità ed il fervore con cui Musti intende gridare la sua denuncia contro le sopraffazioni perpetuate nei confronti degli esseri più deboli della Terra. Protagonisti sono, appunto, gli Anonimi, che dovrebbero essere visti da noi – dice Musti – con compassione, e invece sono loro che ci guardano con compassione, con il loro sguardo assente ma molto più rassicurante perché non partecipano ad alcuna competizione, non hanno nulla a cui aggrapparsi. Ma, per Musti, non chiedono altro che di essere considerati, di uscire dall’anonimato e far parte di una umanità riconosciuta come tale.

Per notizie circa la sua biografia, il suo trascorso di artista e le sue esposizioni permanenti, che si trovano nel mondo in diverse location di altissimo livello, vi rimandiamo alla video intervista presente nel numero precedente del giornale dove il Maestro spiega, inoltre, in cosa consista la sua Impop Art (videointervista all’indirizzo http://www.trinacrianews.eu/un-talento-dellarte-contemporanea-il-maestro-arrigo-musti/ ).

Le sale della MostraIn occasione di questa mostra è stato pubblicato il catalogo NAMELESS la cui presentazione è stata curata dal Critico d’arte Marisa Vescovo, con testi di Fabio Carapezza Guttuso, Aldo Gerbino, Giuseppe Tornatore, Maurizio Calvesi ed Augusta Monferini. Foto e comunicazione curati dalla creativa Elisa Martorana.
L’esposizione, che è stata fortemente voluta dal Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e dal Presidente del Centro Studi Parlamento della Legalità Nicolò Mannino, è stata dedicata alle vittime della mafia per il XX Anniversario della Stragi di Capaci.

Intervista

 1. Maestro, quale valore ha per lei la sua mostra Anonimi Nameless?
Da molto tempo, due anni almeno, meditavo di trattare il tema degli “Anonimi”, tuttavia non avevo la minima idea di dove avrebbe potuto essere esposta la serie di quadri accomunati da tale tematica. Poi un estimatore ed amico ha voluto proporla per la prestigiosa sede di Montecitorio – Complesso di Vicolo Valdina e, con stupore tanto suo quanto mio, è stata immediatamente accolta dal Presidente della Camera Gianfranco Fini. Questa circostanza è stata agevolata dal fatto che, sembra, il mio nome come pittore fosse loro già noto. In effetti, la mostra sta godendo di grande rilevanza anche per effetto della prestigiosa sede istituzionale, ma a questo punto vorrei esporre alcune mie considerazioni, anche forti, sui media e sulla loro (mancata) funzione informativa, con riferimento, soprattutto, al mondo dell’arte e della cultura in genere. Sappiamo benissimo che molti avvenimenti pregevoli nel campo della cultura e dell’arte esistono nella misura in cui vengono adeguatamente veicolati da un’informazione (che dovrebbe essere) imparziale ed attenta soprattutto al “nuovo che avanza”. Tuttavia, molte interessanti manifestazioni, anche più della mia, non sono attenzionate adeguatamente, o non lo sono affatto. Così facendo i media tradiscono la loro missione di fornire un panorama completo di tutte le manifestazioni culturali “tout court”, senza sovrapporsi impropriamente al giudizio della gente e creando, in questo modo, una censura o peggio ancora accendendo, più subdolamente, i riflettori solo dove vi sono grandi interessi di parte e/o guadagni. Ciò richiama alla mente dannosi oligopoli o monopoli, per giunta inficiati da interessi economici e per nulla culturali. Questo odierno malessere sociale, secondo la mia modesta opinione, è anche causato dal fatto che chi a tutti i livelli opera, dalla politica alla comunicazione, all’impresa pubblica e privata, vive spesso il proprio ruolo, non come una missione nell’interesse anche superindividuale, ma come un mestiere ove il “mezzo” è piegato a logiche particolari, perdendo di vista il “fine” ultimo e più generale. Ciò porta ad una distorsione nella società poiché riceve una informazione filtrata e piegata agli interessi di parte, non rispettosa del “dovere di cronaca”. In merito a questa distorsione dell’informazione anche il Papa si è di recente pronunciato. Benedetto XVI, infatti, ha invitato a dire ‘no’ ad “un tipo di cultura dove non conta la verità, dove conta solo la sensazione, lo spirito di calunnia e di distruzione, una cultura che non cerca il bene, il cui moralismo è una maschera per confondere e distruggere, dove la menzogna – ha detto – si presenta nella veste della verità e dell’informazione” (dal discorso dell’11 giugno 2012, nella basilica di San Giovanni in Laterano).

2. Può spiegare ai nostri lettori perché gli anonimi sono i protagonisti della sua Mostra?
Gli anonimi sono solamente – si fa per dire – la maggioranza dei popoli del mondo, quelli che vivono nell’ombra e nell’indifferenza. Ciascuno di noi può interpretare ciò liberamente, tuttavia io mi ispiro in particolare ad una violazione quotidiana del diritto ad esistere “ius anaturalis”, che è anche, e soprattutto, il diritto ad un’esistenza dignitosa. Molte delle odierne e delle future guerre sono e saranno, a mio modesto avviso, sempre più legate all’intollerabile condizione che vede la maggiore percentuale dell’umanità vivere al di sotto della soglia di povertà, poiché una sparuta parte fa invece la parte del leone, soffocando persino la “voce” e l’”immagine” degli ultimi (gli “Anonimi”) che ritiene non interessante. Infatti, la cultura occidentale dell’uomo bianco dominante non vede, ed anzi artatamente ignora, l’”altro” che spesso è solamente un fastidioso vicino da arginare e ricondurre fuori dai propri confini nazionali, culturali e perfino mentali. Pertanto si potrebbe dire che anonimo è il contrario non solo di notorio ma anche di corporativo, di fazioso, di prepotente, di dominante. Tuttavia, questa cultura dominante dell’occidente, dei paesi industrializzati, dovrà prima o poi fare i conti con questa massa di anonimi cui antepone modelli odiosissimi di fama a basso costo culturale, basata sul gossip e sull’inconsistenza assoluta. E’ necessario, a mio parere, condurre una rivoluzione in senso solidaristico, poiché l’arte, se rimane colposamente estranea a questo processo, si autorelegherà ad un vuoto sperimentalismo che rientrerà solo nel gossip dei vernissage o nelle case di Moda che, come dice la parola stessa, è transeunte e non definitiva come dovrebbe essere l’Arte quando Arte è e vuole essere.

3. Ci sono degli obbiettivi culturali e sociali che con la sua arte desidererebbe raggiungere?
Ricollegandomi a quanto già detto, mi piacerebbe che ci fosse una ribellione a tutto ciò che è consolidato ed una ripresa della dignità del pensiero autonomo, non massificato ed indirizzato da media prezzolati che guidano con vergognosa faziosità, per il raggiungimento dei propri piccoli o grandi interessi di parte, un’opinione pubblica spesso ignara di tali mistificazioni. Tutto questo ha portato, finora, solo a recessione culturale e poi, giocoforza, anche economica.

4. Dopo questa bella esperienza ha in cantiere qualche altro progetto di cui ci vorrebbe parlare?
Sì: Palermo, Palazzo Sant’Elia, dal 23 agosto al 16 settembre e poi, probabilmente, Berlino.

Ringraziamo il Maestro Musti per la sua consueta disponibilità e gli auguriamo successi sempre più grandi.

Foto Elisa Martorana

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