Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno V - Num. 28 / 2017

Anno III - Num. 15 - 24 gennaio 2015 Cultura e spettacolo

Incontro con Vittorio Sgarbi per l’inaugurazione della 2ª Biennale Internazionale d’Arte di Palermo

Sgarbi: "In questa città (Palermo ndr) sarà possibile sperimentare l’incontro tra il pubblico e il privato che altrove, specie nelle città del nord, è stato ormai consumato e contaminato"

di Andrea Ferruggia
         

Palermo è rifiorita grazie all’arte contemporanea che ha fatto da protagonista nei musei cittadini. Sì perché l’arte, come fosse una fresca ventata di novità, sembra ridestare improvvisamente la città dal torpore culturale in cui era caduta, abbracciandola in un caldo tripudio di colori e di immagini che ridonano splendore e dignità a quella che un tempo era davvero Urbs Felicissima. È stata infatti inaugurata domenica 11 gennaio, presso Palazzo Sant’Elia, la seconda edizione della Biennale Internazionale d’Arte, alla presenza del noto critico Vittorio Sgarbi che, dopo il successo del 2013, si è instancabilmente adoperato insieme all’editore Sandro Serradifalco (EA editore) e al professore Paolo Levi, per una sua nuova e grandiosa realizzazione. Rispetto alla precedente ArtExpo alcune novità, prime fra tutte il raddoppiare delle sedi museali ed espositive poiché, al fianco del Loggiato di S. Bartolomeo (Corso V. Emanuele n.25) e del teatro Politeama (Piazza R. Settimo n.15), ritroviamo il magnifico complesso, da poco finito di restaurare, del Real Albergo delle Povere (Corso Calatafimi n.217), edificato nel 1746 per volere di re Carlo III di Borbone, e la barocca dimora di palazzo Sant’Elia (Via Maqueda n.81), oggi sede dell’omonima fondazione. Qui sono state concentrate la maggior parte delle opere (pittoriche, scultoree, audiovisive, applicate etc.) dei circa mille artisti stranieri provenienti da più di 50 paesi del mondo (dagli Sati Uniti al Giappone, dall’Africa all’India) oltre alla mostra intitolata “Mario Sironi: pittura, illustrazione e grande decorazione”, una raccolta di ottanta opere dipinte realizzate tra il 1915 e il 1961 dal grande maestro Sironi che, insieme a Picasso, è stato il grande protagonista della storia dell’arte europea del Novecento.

L’esclusivo catalogo è stato meticolosamente curato da alcuni esperti come il gallerista Estemio Serri (Galleria 56 di Bologna), lo storico dell’arte Claudio Spadoni, l’erede Andrea Sironi Straußwald che ha messo a disposizione alcune tele dalla sua collezione privata e infine il critico Sandro Serradifalco.

Ospite tanto atteso e calorosamente acclamato da centinaia di curiosi, visitatori ed appassionati, è stato critico d’arte Vittorio Sgarbi che, in occasione della cerimonia d’apertura, dopo aver parlato nel pomeriggio presso la fondazione di Palazzo Sant’Elia, si è diretto alla volta del teatro Politeama per ascoltare il concerto dell’orchestra Crystal Music diretta dal compositore Filippo Lui. Al termine dello spettacolo è salito sul palco, acclamato dai palermitani e non solo, insieme ad Antonio Purpura, Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Paolo Calabrese, Presidente del Movimento Internazionale della Giustizia e Tutela dei Diritti Umani, Estemio Serri, Andrea Sironi Strauβwald e Sandro Serradifalco, direttore artistico della Biennale.

Tra i primi a prendere la parola è stato l’ideatore di questa seconda edizione della Biennale, l’editore Sandro Serradifalco che ha detto: Non mi aspettavo affatto di vedere oggi pomeriggio mille e cinquecento persone presenti a Palazzo Sant’Elia per l’inaugurazione della mostra. Questo testimonia quanto sia vivo l’interesse all’evento da parte della cittadinanza palermitana e quanto dinamico sia il  fervore culturale di questa generosa e ospitale Palermo. La Biennale vedrà un contraltare di migliaia di opere d’arte contemporanea che sono la dimostrazione della crescita e dell’espressione professionale di tanti artisti dai caratteri più vari, opere che devono essere lette non solo singolarmente ma inserite l’una di fianco all’altra per creare un policromo e vivido mosaico. Moltissime sono le donne che esporranno le loro creazioni e che vogliono far trasparire le loro idee attraverso le immagini.

A seguire, il mecenate Andrea Sironi Strauβwald ha voluto rimarcare l’importanza della mostra in onore del maestro visionario Mario Sironi, le cui futuristiche opere, inserite nel contesto della manifestazione, approdano per la prima volta in Sicilia: una terra molto cara al pittore ha affermatoperché a lungo studiata attraverso i libri raccolti nella sua personale biblioteca che gli hanno fatto apprezzare soprattutto l’arte greco-romana e quella arabo-bizantina. Uno dei testi preferiti dal Mironi, infatti, riguardava la Cappella Palatina, la cui storia lo affascinava molto e lo attraevano particolarmente quei mosaici dorati che negli anni Trenta del Novecento saranno di esempio per la realizzazione di studi e applicazioni musive.

È stata quindi la volta di Vittorio Sgarbi che ha detto: L’unica Biennale a cui io ho dato la mia attenzione dopo quella di Venezia del 2011 è la Biennale di Palermo. Il mio compito è di continuare a osservare, approfondire e stabilire se alcuni artisti potranno avere qualche certezza per il futuro. Ho ritenuto di essere l’osservatore dei “rifugiati dell’arte”, accolti nella Biennale di Palermo, nella convinzione che ognuno abbia diritto alla creatività. Qui, in questa città e nelle sue preziose location messe a disposizione, sarà possibile sperimentare l’incontro tra il pubblico e il privato che altrove, specie nelle città del nord, è stato ormai consumato e contaminato ma non a Palermo, dove ancora molto può essere fatto per migliorare la dimensione dell’arte contemporanea. È davvero possibile – ha aggiunto – che una nazione come l’Italia ricchissima di opere d’arte sembra non riuscire a risollevarsi dalla situazione di povertà, crisi e disoccupazione, arricchendosi dei soli proventi del suo patrimonio culturale? Noi che la ricchezza l’abbiamo sotto gli occhi, eppure passiamo come incapaci di ridare vigore all’economia italiana. La cultura deve essere sostenuta dai governi e il primo grande passo da fare, mi rivolgo a coloro che occupano ruoli di spicco nella dirigenza culturale, è di rendere completamente gratuiti musei, siti archeologici e gallerie perché è ridicolo che un cittadino paghi per vedere un quadro che rappresenta l’intera nostra storia. Ecco allora il perché della Biennale, grazie alla quale molti artisti potranno farsi conoscere, affermarsi e trovare nelle diverse variazioni della loro ricerca una possibilità di esistenza, perché il tema di questa seconda edizione è il tentativo di esistere piuttosto che essere fuori gioco.

A fine serata è stata inaugurata la “Sala Gialla” del teatro Politeama dove, durante un ricco buffet offerto ai visitatori, è stato possibile osservare numerose e policrome creazioni, incontrando molti degli artisti che, non di rado, hanno risposto alle curiosità dei visitatori.

La Biennale è stata presieduta dal prof. Paolo Levi e composta da un ricco comitato scientifico (Sandro Serradifalco, Salvatore Russo, Riccardo Baldelli, Rino Lucia, Luciano Lepri, Serena Carlino e Francesco Saverio Russo) che, avendo selezionato mille fra gli oltre 7 mila artisti richiedenti, ha supervisionato i lavori per esprimere giudizi oggettivi sulle opere migliori. I due artisti vincitori della sezione pittura, Alexander kanesky, e scultura, Gianfranco Giorni, si sono aggiudicati un premio in denaro da 10 mila euro, mentre il primo classificato nella sezione fotografia, Paolo Santoro, avrà finanziata una monografia di 100 pagine con una tiratura di mille copie. Ad assegnare i premi sono stati i visitatori, insieme alla giuria composta dagli esperti d’arte. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo il giorno di chiusura della Biennale presso il teatro Politeama, alla presenza di alte autorità politiche e istituzionali cittadine, e la conduzione è stata affidata allo show man televisivo Piero Chiambretti con l’accompagnamento musicale di Gino Paoli e del jazzista Danilo Rea.

In occasione della serata inaugurativa TrinacriaNews.eu ha incontrato il critico d’arte Vittorio Sgarbi realizzando una video-intervista. Ecco le domande che abbiamo rivolto al professore:

  1. Come mai è ricaduta su questa città la scelta per la seconda edizione della Biennale piuttosto che su grandi capitali d’arte come Milano o Roma?
  2. Alla mostra parteciperanno circa mille artisti. Che tipologie di opere bisogna aspettarsi?
  3. Quando è chiamato a valutare le opere degli artisti, riesce ad essere oggettivo nel giudizio o c’è sempre un margine di soggettività che viene espresso?
video di Roberto Rinella  
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