Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno V - Num. 29 / 2017

Anno IV - Num. 20 - 01 gennaio 2016 Politica e società

Una due giorni della UIL Sicilia per parlare di Jobs Act e delle sue ripercussioni in Italia e in Sicilia

di Vilma Maria Costa
         

Palermo – Si è tenuto il 29 e 30 gennaio presso la sede della Facoltà di Giurisprudenza della Lumsa il Seminario organizzato dalla Uil Sicilia dal titolo “Jobs Act. Flessibilità, ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro”.

Ha aperto i lavori l’avv. Alfredo Sigillò Massara, vice presidente Santa Silvia, che si è scusato per l’impossibilità da parte dell’Arcivescovo Lorefice di non essere potuto intervenire, ha portato i suoi saluti e il suo augurio di buon lavoro e nel contempo ha dato il benvenuto a tutti gli intervenuti.

Questi i relatori della prima giornata del seminario: Claudio Barone, segretario generale Uil Sicilia, Guglielmo Loy segretario nazionale Uil, dott.ssa Maria Sciarrino, direttore regionale INPS e Giuseppe Raimondi segretario Uil Sicilia.

Claudio Barone ha fotografato la situazione della crisi del lavoro in Sicilia parlando del petrolchimico di Gela, la cui maggior parte di lavoratori ha ottenuto tre mesi di CIG, poi dei ventimila lavoratori dei Call Center tra cui Almaviva in quanto nel settore c’è una continua perdita di commesse, ma anche del sito industriale di Termini Imerese dove si intravede una soluzione, ma che resta ancora non portata a conclusione e ancora degli edili, dove il 50% dei lavoratori, malgrado 4 miliardi di opere cantierabili rimangono bloccati. Ha, inoltre, ricordato che per la STMicroelectronics i 360 milioni di investimenti previsti rischiano di prendere la via della Francia.

Alla luce di tutto questo quadro così negativo a cosa serve il Jobs Act in Sicilia?

Barone ha affermato che proprio in ragione del fatto che in Sicilia si stiano perdendo posti di lavoro, questi non si garantiscono né si possono difendere solo per legge, ma occorre che ci siano politiche industriali e investimenti, un contesto che faccia crescere o mantenere l’occupazione.

Ma Barone ha anche detto che il Job Act, comunque, non è uno strumento irrilevante è uno strumento importante, ma non risolve le questioni di fondo dell’economia e del tessuto produttivo.

Ha affermato che nel codice genetico della Uil c’è la prerogativa di non fermarsi ai pregiudizi o all’ideologia, ma di cercare di entrare nel merito della normativa per capire cosa c’è di positivo e cosa cambiare e come.

Ha criticato fortemente i voucher per i quali la Uil è stata sempre contraria alla loro utilizzazione perché ritenuta una forma di precarizzazione del lavoro e questi hanno avuto un incremento enorme anche per il fatto che non sono più legati al settore dei determinati, quello che non avevamo previstoha affermato – è che ci fosse una incidenza nefasta anche dal punto di vista della sicurezza del lavoro, perché i voucher vengono di fatto utilizzati dopo che si sia verificato un incidente grave e non più occultabile. Se ci sono cantieri dove maestranze lavorano in nero il voucher viene tenuto nel cassetto e uscito fuori, quindi, solo in caso di incidente grave.

Ha poi effettuato una considerazione sul fatto che in questi anni si è parlato di società liquida, e in Sicilia con l’alternarsi di giunte regionali diverse e la percentuale di deputati regionali che ha cambiato connotazione politica c’è proprio un’idea di dissolvimento e non solo nella politica, per Barone in tutto il corpo sociale. Ci sono pochi riferimenti stabili a cui rifarsi. In una società liquida bisogna, però, offrire, secondo Barone, un ancoraggio e il Sindacato deve riuscire a rimanere un punto di riferimento e diventare un punto di aggregazione. Perché oggi la gente non ha bisogno del sindacato solo come riferimento ideologico, ma come riferimento concreto e questo lo si ottiene grazie ai patronati e ai CAF dove la gente apprezza l’operato di chi ci lavora.

Ha sottolineato il fatto che quando sono stati fatti tagli ai patronati l’Inps ha difeso il lavoro effettuato da questi perché ne ha riconosciuto il valore del lavoro svolto.

Giuseppe Raimondi ha chiarito l’obiettivo del seminario, rivolto ai dirigenti Uil e agli operatori di patronato, informare sulle novità introdotte in materia di lavoro e in particolare su flessibilità in entrata e uscita dei nuovi ammortizzatori sociali, di condizionalità e di piano straordinario per rafforzare l’occupabilità in Sicilia inserito nel Piano di azione e coesione istruito dal dipartimento regionale del lavoro con la rimodulazione delle risorse del POR FSE 2007/2013.

Ha ribadito che la Uil ha espresso dei giudizi fortemente critici sulla Legge 183/2014 e successivi decreti legislativi. Perché per Raimondi il Governo invece di aiutare a mantenere l’occupazione sceglie di utilizzare dei provvedimenti dedicati all’uscita: i licenziamenti. La Uil già nel gennaio del 2015 avvertiva il Senato di quanto fosse prematuro l’allargamento ai licenziamenti collettivi delle nuove norme sui licenziamenti illegittimi di natura economica.

Rimondi ha messo in evidenza l’emergenza occupazionale dei giovani in Sicilia che non si realizza solo con incentivi ma con politiche di crescita che devono tenere conto dei fondi comunitari. E ha espresso indignazione per il fatto che in Sicilia non si riescano a spendere tutti i fondi comunitari disponibili e ha concluso dicendo che bisogna, quindi, attivare in Sicilia con immediatezza il piano straordinario per rafforzare l’occupabilità e la Uil chiederà alla Regione se il capitolo di bilancio sui 35 milioni sia stato attuato e ha affermato che sarà necessario puntare alle risorse dell’asse che riguardano l’occupazione soprattutto sugli obiettivi tematici 8 che ammontano, ha detto, a circa 249 milioni di euro e i cui soggetti destinatari sono, appunto, i disoccupati, gli inoccupati, occupati svantaggiati, i lavoratori a rischio perdita posto di lavoro, i giovani sino ai 35 anni, i net.

Maria Sciarrino ha sottolineato l’importanza dei momenti di confronto periodico tra INPS, Regioni e OO.SS. per condividere in formazioni e orientare le scelte di programmazione dell’istituto per arrivare a delle scelte che diano risposte tempestive ai cittadini dato che l’Inps si sta caratterizzando sempre di più per la centralità dell’utente.

Ha effettuato una riflessione sugli effetti del Jobs Act in Sicilia facendo riferimento all’esposizione di dati su lavoratori dipendenti del settore privato, degli enti pubblici economici ad eccezione dei domestici e degli agricoli ricavandoli dagli studi dell’Osservatorio sul precariato che mensilmente pubblica tali dati. Questi dati vengono poi elaborati da Inps facendo riferimento alle dichiarazioni uniemens che vengono presentate mensilmente dai datori di lavoro e entro il mese successivo a quello di competenza dei contributi. Il focus è sui flussi di movimenti, rapporti di lavoro, cioè assunzioni, cessazioni e trasformazioni e questi non coincidono con il numero dei lavoratori perché il lavoratore può essere contemporaneamente coinvolto in una coralità di movimenti. Questi dati a livello nazionale registrano nei primi 11 mesi del 2015 un aumento delle assunzioni nel settore privato e aumenti anche delle trasformazioni delle assunzioni di rapporti di lavoro a termini in contratti a tempo indeterminato. Molto peso su questo ha avuto l’applicazione della L. 190 sull’esonero contributivo. Sull’utilizzazione dei voucher la Sicilia ha un notevole incremento rispetto al passato nella regione ma anche nei confronti della media nazionale. Sempre da tali studi si rileva che in Sicilia nel 2015 per quanto riguarda le assunzioni a tempo indeterminato si registra un aumento rispetto all’anno precedente e una contrazione per le assunzioni a termine e per l’apprendistato.

Nella seconda giornata del seminario sono intervenuti: dott. Marco Massara, Giuseppe Raimondi segretario regionale Uil e poi le conclusioni del segretario nazionale Uil Guglielmo Loy.

TRINACRIANEWS.EU HA EFFETTUATO VIDEOINTERVISTE A SEGRETARIO NAZIONALE UIL GUGLIELMO LOY E A SEGRETARIO GENERALE UIL SICILIA CLAUDIO BARONE CHE RISPETTIVAMENTE CI HANNO PARLATO DEGLI EFFETI DEL JOBS ACT IN ITALIA E IN SICILIA

video di Roberto Rinella  
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