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Anno V - Num. 29 / 2017

Anno V - Num. 27 - 05 aprile 2017 Cultura e spettacolo

Diritto all’ oblio tema al centro di un seminario dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia

di Vilma Maria Costa
         

odg diritto all'oblio URL IMMAGINE SOCIALPalermo – Presso il Carcere Minorile Malaspina si è tenuto un seminario sul diritto all’oblio dal titolo Dal Testo Unico: Identità personale e diritto all’oblio (ex Carta di Milano) organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Sicilia.

Hanno parlato dell’argomento il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia Riccardo Arena, il direttore del Carcere minorile Malaspina Michelangelo Capitano, l’avv. penalista Nino Caleca e ha moderato l’incontro il Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia Teresa Di Fresco.

Il tema del diritto all’oblio è stato affrontato sia dal punto di vista deontologico, sia dal punto di vista tecnico-giuridico. Ogni relatore ha, infatti, dato il suo contributo a seconda delle proprie competenze ed esperienze.

Il seminario è iniziato con la presentazione dei relatori da parte del Vice presidente e dei saluti del direttore del Carcere ed è stata data subito la parola al presidente dell’Ordine Arena che ha parlato della nascita della Carta di Milano: la realtà carceraria è per noi sconosciuta e nelle nostre tante carte deontologiche oggi fuse in un solo documento, il Testo Unico dei Doveri del giornalista, abbiamo affrontato vari temi, la carta di Milano del 2013 è quella che riguarda i diritti dei detenuti, fu un documento molto criticato nel momento in cui i tre Ordini di Toscana, Veneto e Lombardia lo portarono avanti perché non trattava in maniera approfondita l’argomento fondamentale del diritto all’oblio. Ha disapprovato l’operato di giornalisti che quando fanno riferimento a minorenni che hanno commesso qualche crimine operano con una sorta di ipocrisia perché non esplicitano il nome del minore, ma, spesso, rendono noto il cognome del padre o l’indirizzo dell’abitazione, rendendo così perfettamente identificabile il minore.

foto 4E’ stata poi data la parola ad un ospite presente tra il pubblico, il dott. Totò Cuffaro che ha portato la sua toccante testimonianza come persona che ha vissuto tra le mura del carcere e ha dato modo agli astanti di riflettere sul problema della vita dei detenuti all’interno delle mura carcerarie. Per Cuffaro la detenzione non deve essere punitiva, ma deve avere una funzione educativa e per questa ragione le condizioni di vita del carcerato vanno migliorate perché il detenuto, ha detto, “è una persona che ha una sua anima e come tale va rispettata”. Cuffaro ha ribadito più volte che come uomo pubblico, che è stato detentore di un grande potere politico, non ha diritto all’oblio, ma che il detenuto nel carcere sta già espiando le sue colpe e non può essere considerato un essere che non esiste e la sua detenzione deve tenere conto anche di tutte le relazioni che questa persona ha all’esterno cercando di non far sì che ne perda il contatto e, quindi, la speranza di vita oltre il carcere, ha ricordato, infatti, che, proprio per il fatto che il carcerato si senta sempre più isolato e estraneo al mondo fuori, ogni anno sono molti i suicidi di detenuti.

Ha chiuso il seminario l’Avv. Caleca che ha parlato dello scontro a New York tra repubblicani e democratici per il diritto all’oblio i repubblicani stanno puntando ad abolire ogni tutela di privacy per tutti i cittadini newyorkesi, abolendo così lo stesso foto 2concetto di privacy, invece i democratici stanno cercando di tutelarla. Tutto ciò dipenderebbe da problemi di carattere economico legati agli interessi del commercio perché grazie all’attenzione che potrebbe derivare sul web da parte dei consumatori nei confronti di una notizia farebbe aumentare i dati di interesse per le aziende per migliorare la vendita dei propri prodotti. Ha anche aggiunto che i senatori newyorkesi per il diritto all’oblio si rifanno al Regolamento europeo del 2016 che ha stabilito cos’è il diritto all’oblio. E ha detto: il diritto all’oblio ha un suo grande avversario nel diritto di cronaca  ha spiegato il motivo per cui tale diritto è tutelato dalla Giurisprudenza europea.  Il diritto di cronaca in Europa è considerato pilastro portante che non può subire alcuna limitazione, quindi nessuna pena del carcere per il giornalista che diffama o che non dice il vero, né ci può essere riparazione economica, due sono le limitazioni che prevede l’Europa al diritto di cronaca: quando il giornalista incita alla guerra etnica o viola i diritti degli orientamenti sessuali delle persone. Nelle sentenze crea l’opinione pubblica europea che nelle Corti europee è l’unico vero potere di controllo economico e politico che non è soggetto alla verifica popolare. In ogni Stato dell’Europa il diritto di cronaca deve essere garantito perché diritto sacro e fondante dell’UE. Dal momento che i giornalisti, quindi, hanno un grande potere si pone il problema di come limitarlo e si ricorre al diritto all’oblio. Questo diritto non nasce come cancellazione della notizia, ma come diritto a renderne difficile l’accesso, nel mondo del web la parola cancellare non esiste! Secondo il Regolamento europeo del 2016 entro il 2018 dovrà essere varata una legge che regoli il diritto all’oblio. E’ quindi necessario contemperare il diritto di cronaca con il diritto all’oblio. E ha concluso dicendo: Quello che vincola ancora oggi i giornalisti è il diritto di cronaca, ma qui da noi il diritto all’oblio al momento non esiste.

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