Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno V - Num. 29 / 2017

Anno II - Num. 10 - 24 febbraio 2014 Politica e società

Convegno su città metropolitane e liberi consorzi. Funzioni e Perimetrazioni

(All’interno videointerviste a prof. Urbani, prof. Piraino, Segretari regionali OO.SS., on. Cracolici, assessore regionale Valenti)

di Maria Pia Iovino
         

Palermo – La sede del Rettorato dell’Università di Palermo ha ospitato un convegno su un tema molto attuale che investe la riforma del Titolo V della Costituzione: l’istituzione delle Città Metropolitane e i Liberi consorzi.

Il convegno organizzato dal Centro Adriano Olivetti, ha visto la sequenza di un pool di esperti, tra professori universitari di diverse città siciliane, tecnici, esponenti politici, parlamentari, segretari regionali delle principali sigle sindacali, e non solo, che hanno in maniera esaustiva, presentato il nuovo assetto territoriale siciliano, analizzato sia dal profilo politico, amministrativo, finanziario, delle effettive economie di scala, delle sue criticità, nonché della sua perimetrazione geografica.

L’evento è stato moderato dal Prof. Andrea Piraino, sono intervenuti personalità di alto profilo rappresentativo, le quali, dopo i saluti del Magnifico Rettore, il Prof. Roberto La Galla, hanno presentato le loro relazioni. Si sono succeduti: Antonio La Spina, Carmelo F. Nigrelli, Antonio Purpura, cui sono seguiti gli interventi di Renato D’Amico, Ennio La Scala, Giovanni Moschella, Vincenzo Provenzano, Antonio Saitta. Questi durante la sessione mattutina.

La sessione pomeridiana è stata aperta da Antonella Sciortino, Ornella Spataro, Alice Anselmo, Salvatore Curreri, Beppe De Santis, Caterina Ventimiglia, Giovanni Catalano. Interessante la Tavola rotonda, moderata da Salvo Andò, in cui hanno preso parte Antonello Cracolici, e i segretari regionali delle sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, rispettivamente Mimma Argurio, Maurizio Bernava e Claudio Barone. Un considerevole contributo è stato fornito altresì, da Patrizia Valenti a ridosso della tavola rotonda, con il suo intervento. Alla fine, il prof. emerito Leonardo Urbani ed il prof. Andrea Piraino hanno esposto le loro conclusioni.

Nello svolgersi dell’evento, i vari relatori non hanno fatto mistero delle criticità emerse dalla disamina della L.r. n. 8 del 2014 di istituzione delle Città metropolitane e dei Liberi Consorzi, determinante di un nuovo sistema di governance, foriero di nuove problematiche, ma anche di nuove opportunità ed effettivo sviluppo del territorio.

Andrea Piraino, Professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Palermo, nonché ex segretario generale ANCI Sicilia ed ex Assessore Regionale alla Famiglia, nel coordinare i lavori ha voluto evidenziare che, il Convegno è nato da una iniziativa assunta da alcuni colleghi delle quattro università siciliane rispettivamente di Palermo, Messina, Catania ed Enna. Tale iniziativa, a sua volta, è stata preceduta da diversi incontri che hanno condotto alla stesura di un documento scritto e condiviso da 24 colleghi, tra professori universitari e i Magnifici Rettori delle quattro università menzionate. Il contenuto del documento ha riguardato un tema di particolare rilevanza per il futuro della Sicilia: “La Riforma del Governo locale”. Lo stesso documento è stato fatto pervenire al Governo Regionale e all’ARS.

Il Professore ha sostenuto che, è molto difficile concepire di costruire le strutture, senza prima prevedere il contenuto che dovrà caratterizzare gli stessi Enti. Sarebbe qualcosa di rivoluzionario.

Ha sostenuto il professore Piraino – non si tratta di risparmiare solo i quattro centesimi.

La Corte dei Conti ha messo nero su bianco. Con la riforma nazionale che è stata approvata definitivamente (Legge del Rio), aumenteranno i costi, soprattutto in Sicilia. Infatti, basta fare delle considerazioni: prima si avevano 9 province. Ora si hanno 9 Liberi Consorzi e 3 Città Metropolitane. Ciò significa avere 12 enti intermedi di area vasta del sistema. Tra l’altro, la legge prevede che si possano costituire ulteriori Consorzi, a fianco di quelli già previsti.

Quindi, solo attraverso la corretta definizione delle funzioni si potranno correggere delle disfunzioni che si sono manifestate. Così si potrà generare un sistema che sia economico, efficace, funzionale.

Nel prendere la parola il Prof. Roberto La Galla, Magnifico Rettore dell’Università di Palermo, ha voluto dare l’incipit al suo intervento, facendo delle valutazioni sul metodo e i contenuti della Politica di oggi. In particolare, il Magnifico Rettore ha fatto riflettere l’uditorio sul metodo e le modalità con cui si è addivenuti ad alcune decisioni formali, che appaiono a tutt’oggi, poco certe, in termini di prospettive, perché manca un riferimento forte, prima di tutto ai dati quantitativi e tecnici della Programmazione. Inoltre, manca una riflessione approfondita sui contenuti e sulle funzioni. Il Magnifico Rettore ha continuato sostenendo che, non si può enucleare il tema con le Province che è diventato un liet motiv generale e generalizzato, da quello che, invece, avrebbe dovuto essere una riflessione molto più complessiva, almeno in Sicilia, della riorganizzazione del sistema di Governance degli enti territoriali. (funzioni dei Comuni, aggregazioni dei Comuni, gestione condivisa dei servizi).

Quindi – secondo il Prof. La Gallanon si può sbandierare come un “un virtuoso modello di spending review”, il fatto di avere tagliato le Province perché si risparmiano i soldi dei Consiglieri Provinciali o degli Assessori Provinciali. Fermo restando poi, creare sistemi per promuovere i vari rimborsi spese. Quindi, si vedrà quale sarà il risultato, a piè di lista, sul quale qualche perplessità persiste.

E’ sulla scia di questi timori che si è voluto individuare 7 tavoli tematici in seno all’Ateneo per creare un “Osservatorio sulle politiche di sviluppo locale”.

In Sicilia va fatta una considerazione più generale sul tema dell’Autonomia di cui gode. Cosa farne, senza dileggiarla o ritenerla superflua. Certamente ci si è fatta un’idea negli anni, del modo in cui l’Autonomia è stata sfruttata. Ma ciò dipende anche dalla capacità delle persone di utilizzare strumenti, che di per sé sono buoni. In altre parti d’Italia e del mondo, il principio dell’autonomia è stato applicato con rigore e con vantaggio per il territorio. Ciò non può dirsi per la Sicilia.

Di seguito è succeduto nelle relazioni, il Prof. D’Amico di Scienza dell’Amministrazione, dell’Università di Catania. Anche lui ha espresso il suo disagio rispetto alla legge sia a livello regionale, che nazionale, così come prodotta. Ha evidenziato come le ragioni della Spending review siano un “mantra fasullo”, perché nessuno ha pensato di aggredire il tema delle società partecipate, in barba alla spending review, essendo uno strumento di cui la politica si serve come mezzo di aggregazione del consenso. Il problemaha continuato – non sono né i Comuni, né le Province, né le Regioni, ma le Partecipate, perché si può andare in deroga al patto di stabilità. Da qui, l’esigenza di rendere funzionale l’assetto amministrativo. Il problema non è il costo di un Consigliere, ma quello di un’Amministrazione che funziona male e quando le amministrazioni non funzionano, fanno danno. Inoltre, il Prof. D’Amico ha espresso le sue perplessità sulle due città metropolitane sullo stretto: Messina e Catania. C’è il rischio che, attraverso questo asset che viene a delinearsi, si possano depauperare le aree interne della Sicilia, dove si coagulano tutti i Liberi Consorzi, rispetto ai tre centri. Ciò perché manca totalmente un progetto di sviluppo. Non sono esposti a rischio solo i piccoli centri urbani, ma anche Comuni medi (Enna, Caltanissetta, Agrigento, Caltagirone, Ragusa, Siracusa). Che ne sarà di queste realtà territoriali – si è chiesto il Prof. D’Amico – Se manca una idea, un progetto di sviluppo, qualunque riforma è una riforma astratta, e risponde solo ad astratto efficientismo.

La Prof.ssa Ornella Spataro ha fatto notare come l’introduzione in Sicilia, delle città Metropolitane sia da ricondurre ad un contesto ben più ampio che non si racchiude solo nell’esigenza di risparmiare lo stipendio dell’amministratore. Infatti – ha fatto notare la professoressaè in atto una tendenza di cambiamento diffusa, non solo nazionale ma anche europea, a rivisitare l’ordinamento degli enti territoriali di Governo e orientarlo verso un asset di tipo metropolitano, variamente configurato e variamente denominato.

Altro punto di svolta, secondo la Prof.ssa Spataro, è stato l’abbandono della tendenza (diffusa fin dagli anni ’90 ad oggi) ad individuare quale elemento imprescindibile dell’elezione diretta, il vertice dell’esecutivo. Ora, invece, siccome si è deciso di agire in maniera completamente inversa è evidente, il deficit di democraticità.

Leggendo la legge n. 8/2014 emerge che i Liberi Consorzi mancano di qualsiasi previsione di Potestà Statutaria delle Città Metropolitane. L’art. 114 della Costituzione invece, stabilisce che: “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni”. Lo Statuto non è un elemento accidentale, ma una fonte di diritto autoprodotta, che disciplina un ente territoriale autonomo.

Invece, considerato che tali enti già si caratterizzano per un deficit di Democrazia, attraverso la potestà statutaria si sarebbe potuta recuperare la partecipazione dal basso dei Comuni interessati, quale espressione delle comunità sociali, attraverso la previsione di consulte, l’esercizio di istituti di partecipazione diretta, ed altre formule giuridiche che consentano ai cittadini l’accesso agli atti e ai processi decisionali delle città metropolitane e rafforzare i poteri esecutivi. Ciò appare in maniera più evidente, se paragonata al testo della Legge del Rio che, invece attribuisce un’articolazione importante alla previsione della Potestà statutaria.

Durante il Convegno TrinacriaNews ha intervistato l’Avv. Alice Anselmo, Vice Presidente Ia Commissione – Affari Istituzionali dell’ARS, a proposito del disposto normativo contenuto nella recente legge Regionale n. 8/2014 di Istituzione delle 3 Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi.

D. Quali sono i punti di Punti di forza della Legge Regionale?

R. Essere stati i primi a varare un disegno di legge che vada a configurare gli assetti del territorio e che si pone in un’ottica di tagli ai costi della politica e di incentivazione di quelli che sono i bisogni di cittadini rispetto ai servizi resi. Ci si è resi conto che le Province non avevano funzionato, né reso quei servizi. Pertanto attraverso l’Istituzione dei liberi Consorzi si vogliono rendere maggiormente fruibili i servizi alla cittadinanza.

D. Come mai si pensa ai servizi, benché non siano state ancora individuate le funzioni?

R. Le funzioni non sono state individuate nella prima bozza portata in aula. In realtà, il disegno di legge sulle funzioni c’era, ma è stato ritirato. Considerato che, la politica è il tavolo delle trattative, si è preferito ritirarlo piuttosto che, approvarlo attraverso il ricorso ai voti segreti o ai franchi tiratori e quant’altro. Così si è optato di fare un articolo di legge successivo, sulla base di un orientamento, quanto più possibile condiviso da tutte le forze politiche.

D. Quali sono i Punti di debolezza

R. Il fatto di avere creato un contenitore, senza sapere cosa deve contenere il medesimo. E’ come se stessi confezionando un vestito senza sapere chi sarà la modella che lo indosserà, con il rischio che il vestito sarà o, troppo largo o troppo stretto.

D. Come mai non si è cercato di effettuare un campionamento, un esperimento a carattere pilota, in modo tale da potere acquisire abilità nella pianificazione, nella gestione?

R. Noi abbiamo avuto l’esperimento dell’Unione dei Comuni e degli ATO. Solo che si sono rivelate negative.

D. Ma anche i PIT e i Patti territoriali hanno avuto esiti negativi. Quindi, chi lo esclude che si possano avere altri fallimenti, considerato il fattore culturale, endemico che contraddistingue le comunità locali della Sicilia?

R. Il fatto è che oggi, le popolazioni locali sono pronte. Sono meno pronte invece, le Istituzioni. Queste ultime stanno cercando di adeguarsi ai cambiamenti che sta subendo la società.

VIDEOINTERVISTE Domande

Leonardo Urbani – Prof. Emerito di Urbanistica

  • A fronte della disamina del nuovo assetto normativo che si viene a configurare con le città metropolitane e i Liberi Consorzi, siamo di fronte ad una nuova pianificazione territoriale?
  • Non vediamo già un crollo del sistema, con un asset che già nasce malato, posto che abbiamo assistito ad un calo di democrazia, non essendo stato coinvolto l’elettorato attivo e il cittadino, uti singolo. Egli è posto sempre più lontano dalle istituzioni?
  • Cosa è successo a Detroit?
  • Come possiamo rapportare questo esempio al territorio siciliano?
  • L’Università cosa può fare per fare sentire in maniera accorata la sua voce?

Andrea Piraino – Prof. di Diritto Costituzionale

  • L’abolizione delle Province così come concepito nell’art. 114 Cost. che richiedeva un processo di revisione costituzionale, invece è passata attraverso l’emanazione di una legge di carattere ordinario che ha travolto la nostra visione giuridica del sistema. Lei cosa ne pensa di questa riforma?
  • A proposito di 3 città metropolitane e 9 Liberi Consorzi. Le aree interne della Sicilia saranno sempre più trascurate e più lontane dalla protezione degli interessi collettivi?
  • C’è un rischio è quello di sovraccaricare il Comune di funzioni nuove, di cui il funzionario o il semplice impiegato che si interfaccia per la prima volta con nuove pratiche per il funzionamento della cittadinanza. Come agire per prevenire le difficoltà di ordine amministrativo?
  • La Provincia Regionale si definiva un’Istituzione Pubblica Territoriale Autonoma con proprio Statuto. Invece, per le Città Metropolitane non è previsto uno Statuto. Che dire a proposito?

Mimma Argurio – Segretaria Reg.le CGIL
Maurizio Bernava – Segretario Generale CISL Sicilia
Claudio Barone UIL – Segretario Generale UIL Sicilia

  • Perché i destinatari finali del provvedimento di Riforma di gestione della Governance locale sono stati esclusi?
  • Voi sindacalisti, in qualità di Stakeholders o, portatori di interessi, quanta rilevanza è stata data alle istanze che voi avete rappresentato in seno all’ARS? Secondo voi, sono state accolte?
  • Chi riferirà ai cittadini come saranno tutelati e come saranno informati, in termini di gestione della nuova identità territoriale?
  • Quale programma avete per sentire grossa la vostra voce in seno all’organo legislativo più immediato a livello regionale, l’ARS?

Antonello Cracolici – Presidente I Commissione – Affari Istituzionali ARS

  • Onorevole Cracolici, ci sono delle critiche alla riforma di cui si tratta, da parte della Corte dei Conti, in quanto la istituzione delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi non sarà un autentico risparmio. Lei cosa dice a proposito?
  • Ma il cittadino, quanto è rappresentato, dal momento che sembra ci sia un Golpe alla democrazia, come in molti ritengono questa riforma del titolo V della Costituzione?
  • E’ quello che sta accadendo nell’immaginario collettivo, in quanto i cittadini si sentono sempre meno rappresentati.
  • Nel voto che sarà pronunciato nelle prossime elezioni, per esempio, nel Comune di Ficarazzi, come farà il cittadino che dovrà scegliere liberamente un componente della Giunta, nella scelta libera del candidato?
  • Un feedback, dopo sei mesi dall’avvio dei Liberi consorzi, potrà essere dato al cittadino dell’effettivo risparmio in termini economici, se ci sarà stato o meno?

Patrizia Valenti – Assessore Regione alla Funzione Pubblica

  • La Riforma del Titolo V della Costituzione esprime una scarsa rappresentatività dei diritti della collettività locale?
  • Come mai solo 3 Città metropolitane, visto che lei decantava un modello della Città M. che attraeva molte risorse economico-finanziarie e modello eccellenza di sviluppo territoriale?
  • Come mai non si è pensato a spostare l’asse dell’attenzione nella Sicilia orientale, visto che dal punto di vista della contiguità territoriale, già ci sono due città vicine, come Messina e Catania e andare su altri versanti quali Caltanissetta, Enna Agrigento o anche Trapani?
  • A proposito di perimetrazione di Liberi Consorzi, si sono presi come elementi di valutazione la contiguità territoriale, il numero di abitanti e non si è considerata la vocazione territoriale?
  • Un paese X di quale Entità si potrà delineare di appartenere, come Ente intermedio, visto che prima c’era una perimetrazione geografica che lo identificava in maniera più netta?
  • Cosa si scriverà nei registri anagrafici, circa la nostra nascita, residenza?
  • Da punto di vista della esazione delle imposte di cui la Provincia esercitava la sua autonomia nella gestione. Chi sarà il responsabile nella riscossione e nella distribuzione di questo sistema impositivo?
  •  Nel frattempo sarebbe anche preferibile che fosse monitorato questo regime che si appresta ad affiorare e permettere che, un utente locale potesse fornire degli imput per migliorare il sistema che state predisponendo?

 

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