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Anno VII - Num. 37 / 2019

Anno III - Num. 15 - 24 gennaio 2015 Comunicati stampa

Lavoro: Cgil, +21 mila occupati nel 2014 ma non bastano a fare scendere il tasso di disoccupazione. Pagliaro: “Rimbalzo e non ancora ripresa”. Edilizia ancora in calo

di Redazione TrinacriaNews
         

Palermo, 3 marzo- In Sicilia l’ultimo quadrimestre del 2014 ha segnato +21 mila occupati (confronto col 4° quadrimestre 2013), non sufficienti tuttavia a modificare il tasso di disoccupazione generale che resta al 22,10% né a tamponare la crescita del tasso di disoccupazione giovanile che sale dal 54,3% al 57%. Sono gli ultimi dati Istat, diffusi e analizzati dalla Cgil regionale che rileva peraltro che “se si guarda alla media di occupati dei due anni in questione si vede come nel 2014 questa risulti comunque inferiore a quella dell’anno precedente: 1.322 mila (dato 2014), a fronte dei 1335 mila occupati del 2013. “E’ evidente – dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro – che siamo di fronte a un semplice rimbalzo che non può essere definito ripresa. Anche perché un settore anticiclico come l’edilizia registra un – 7.000 occupati (crescono i lavoratori in agricoltura, + 5 mila, nel manifatturiero, +9 mila, nei servizi, +13 mila). Per potere parlare di inversione di tendenza- aggiunge- ci vogliono la conferma della crescita e segnali più concreti in tutti i settori, edilizia compresa”. L’invarianza del tasso di disoccupazione generale è legato all’aumento di persone in cerca di lavoro passate nel periodo preso in considerazione da 374 mila a 379 mila. “Questo – osserva Pagliaro – la dice lunga sullo stato di difficoltà delle famiglie a seguito della crisi e sulla fame di lavoro. Il governo regionale – sottolinea il segretario della Cgil- non può sottovalutare i segnali che vengono dai dati Istat : quello che adesso occorre fare è aprire la strada a una politica di investimenti produttivi, altrimenti difficilmente la nostra regione, quando la ripresa effettivamente comincerà, riuscirà ad agganciarsi al carro. Si capisce – conclude Pagliaro – come il tema del risanamento e della riqualificazione della spesa pubblica con un’azione che incida su sprechi, privilegi, lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, diventi cruciale se si vogliono liberare risorse per lo sviluppo”.

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