Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno VIII - Num. 42 - 7 giugno 2020

Anno III - Num. 16 - 29 marzo 2015 Cultura e spettacolo

Botero e Palermo, un perfetto connubio che racconta il successo di una grande mostra

di Sabina Spera
         

Il bacio di Giuda, 2010 URL IMMAGINE SOCIALPalermo – Inauguratasi lo scorso 20 marzo, presso le Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale, la mostra del grande artista colombiano Fernando Botero, dal titolo “VIA CRUCIS la pasiòn de Cristo”, continua a riscuotere un grandissimo successo sia tra i visitatori palermitani che tra i turisti, con un boom di visite registrato durante le vacanze pasquali, i giorni festivi e le domeniche, soprattutto nelle prime domeniche di ogni mese, in cui sono anche previste le aperture straordinarie di alcuni siti d’interesse culturale. E per noi palermitani, che amiamo la cultura, è una grande soddisfazione constatare come un tour tra tele, arte e colori venga scelto a discapito di itinerari di tutt’altro genere…

I colori accesi e vivaci sono quelli che contraddistinguono le tele di Botero, insieme alle tipiche ed affermate figure paffutelle.

Si tratta di una mostra a tema, questi 27 dipinti ad olio, compresi anche i 34 disegni, presentano come soggetto principale il Cristo che vive le varie fasi che lo conducono alla crocifissione sul Golgota, fino alla sua morte.

Ammiriamo un Cristo ancora vivo, un Cristo sofferente, un Cristo sceso dalla croce, sanguinante, ed un Cristo morto, spesso contraddistinto dal colore verde. Nel suo corpo flagellato notiamo le gocce di sangue che scendono lungo i suoi arti, a volte accompagnate dall’evidente ferita all’altezza della costola; spesso con lui la Madonna, addolorata, col volto piangente, con un manto sempre colorato, dai toni che si alternano tra il viola, il rosso, il bianco, il blu…

C’è la folla, spesso raffigurata alle spalle del Cristo che volge a lui lo sguardo in un mix di stupore e indifferenza, come le donne che si affacciano, aprendo leggermente gli usci delle loro case. Case che vengono rappresentate anche in stile moderno, come moderni spesso appaiono gli abiti di alcuni personaggi, andando a contrastare la nudità del Cristo o le tuniche, tipiche di quel particolare momento storico. In queste suggestive sceneggiature della passione di Cristo, Botero non di rado gioca con le prospettive, contrapponendo alla figura grande e maestosa di Gesù, o della Madonna, altri personaggi che appaiono minuscoli al loro confronto.

Botero, inoltre, in questa collezione ci propone una nuova versione di uno dei più importanti temi cristiani, raccontandoci la drammaticità dei fatti con grande riguardo, lui stesso afferma: “Ho voluto presentare il dramma di Cristo come se fosse vissuto da essere umano. L’arte dovrebbe dare all’uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana”.

Dopo New York, Medellìn, Lisbona e Panana, Palermo è l’unica città italiana che ospita la preziosa collezione, dedicata alla morte e passione di Cristo, che Fernando Botero, nel 2012, ha donato al Museo colombiano di Antioquia. Un grande motivo di orgoglio per la nostra città e di prestigio per la Fondazione Federico II.

C’è ancora tempo per visitare la mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 21 giugno 2015, nei seguenti orari: lunedì/sabato 8.15-17.40, domenica e festivi 8.15-13.00.

Per ulteriori informazioni: www.boteroapalermo.it, www.federicosecondo.org

 

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