Periodico registrato presso il Tribunale di Palermo al n.6 del 04 aprile 2012

Anno VII - Num. 39 / 2019

Anno II - Num. 08 - 21 ottobre 2013 Politica e società

Acqua pubblica e non ai privati, perché bene primario accessibile a tutti. Incontro-dibattito su ripubblicizzazione

di Vilma Maria Costa
         

Acqua pubblica e non ai privati SEQUENZAPalermo – Si è tenuto ieri 19 dicembre presso la sala rossa di Palazzo dei Normanni un incontro-dibattito sull’iter del disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell’acqua.

La normativa è ancora ferma all’Ars, e il problema dell’acqua in Sicilia rimane ancora da risolvere. Sono trascorsi ben due anni dal plebiscitario referendum popolare tenutosi in Sicilia a favore dell’acqua pubblica, ma l’acqua rimane in mano ai privati. Una volontà popolare plebiscitaria è rimasta soltanto sulla carta. Si continua, così, la lotta affinché non venga più gestita da aziende miste, quindi, sia da privati che da enti pubblici, ma diventi totalmente di gestione pubblica per il bene della collettività.

All’appuntamento hanno partecipato esponenti politici dell’Assemblea, dei forum per l’acqua pubblica e per l’energia, sindacalisti, esperti  e giornalisti. L’Incontro è stato aperto da Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars.

Le conclusioni sono state affidate a Riccardo Petrella, esperto mondiale in tema di ripubblicizzazione del servizio idrico.

Cancelleri ha ripercorso l’iter della legge, ed ha rimarcato che la legge di iniziativa popolare è stata scartata perché sono stati proprio i forum per l’acqua a chiederlo espressamente. E proprio in questo ambito, a margine del convegno, ha risposto a Sel che aveva accusato il M5S di predicare bene e razzolare male e che l’acqua con questo ddl resta in mano ai privati.

Selha affermato Cancelleridice falsità. Noi rimaniamo l’unico gruppo che ha richiesto ufficialmente ad Ardizzone di portare in Aula la legge di iniziativa popolare. E loro lo sanno. Mentono e sanno di mentire. L’abbandono dell’iniziativa della legge popolare, semmai, è arrivata in commissione proprio dai proponenti la legge. Noi finora ci siamo spesi e continueremo a farlo per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Nel corso dell’incontro sono stati discussi tutti gli emendamenti presentati dal M5S e tutti quelli approvati in quarta commissione.

Tra quelli nostriafferma la deputata Valentina Palmeri che ha coordinato per mesi i lavori della sottocommissione acqua dell’Ars – molto apprezzati  dai presenti sono stati quello sui 50 litri gratuiti per ogni cittadino siciliano, quello sulla tariffa unica, quello sulla prelazione degli enti di diritto pubblico come modello gestionale del servizio idrico integrato del sub ambito, quello della definizione degli strumenti di partecipazione democratica dei cittadini nelle scelte dei comuni fin dalle fasi pianificatorie.

Contestualmenteha affermato il deputato 5 stelle Angela Fotisi sta aprendo un nuovo percorso di attenta analisi delle gestioni e concessioni private con acquisizione di atti. L’intenzione è quella di verificare se ci sono state inadempienze ed abusi nei confronti degli utenti per valutare la possibilità di eventuali rescissioni contrattuali.

Per Il deputato del Pd Giovanni Panepinto Il ddl può essere strutturato in modo da metterlo a riparo della scure del Commissario dello Stato.

Riccardo Petrella ha sottolineato i principi forti di questa legge: l’acqua bene pubblico comune, i 50 litri al giorno a persona a carico della collettività (la Sicilia è la seconda regione che afferma questo principio) la partecipazione dei cittadini. In riferimento a quest’ultimo punto ha dato un consiglio:

Si può eliminareha suggerito – il riferimento all’art 14 della direttiva di quadro europea che ha una concezione della partecipazione molto restrittiva. La partecipazione che avete voi in mente è ben più ampia, si potrebbe inserire una nota su ciò che associa ai processi gestionali . Ha, inoltre, fatto osservare che: Sull’acqua pubblica l’Europa rimane neutrale a livello normativo: è la Sicilia che può scegliere se optare per il pubblico e per il privato. Non esiste alcun obbligo a livello europeo

Cancellieri ha evidenziato che l’azione del governo ha rallentato il loro iter che per mesi hanno dibattuto sul disegno di legge e presentando – ha detto – all’ultimo minuto un nuovo disegno di legge.

Il presidente della Regione Crocetta ha inviato in redazione una sua precisazione sull’argomento dove si è espresso in favore dell’acqua pubblica: La mia posizione sull’acqua pubblica è netta, come ribadito nel corso di una deliberazione di giunta avvenuta nei giorni scorsi. Attualmente c’è un disegno di legge, depositato in Parlamento, in discussione nelle commissioni competenti. Il governo da me rappresentato ritiene che, la gestione e  la proprietà dell’acqua, debbano essere in mano pubblica e si riserva pertanto una valutazione finale sul testo solo quando quest’ultimo verrà incardinato per i lavori d’aula. Voglio quindi rassicurare Sel, di non dare giudizi frettolosi ma di attendere gli emendamenti che il governo presenterà e che saranno fortemente innovativi e spinti verso la gestione pubblica del servizio idrico.

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