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Anno V - Num. 27 / 2017

Anno V - Num. 26 - 06 febbraio 2017 Cultura e spettacolo

8 Marzo, la Uil Sicilia ricorda 24 siciliane morte al Triangle di New York

Alle 11 sarà scoperto il bassorilievo al Porto di Palermo - Auditorium Stella Maris Mazzè (Uil Sicilia): “Ricordiamo così quelle vittime ma anche tutti i migranti in fuga da guerra e povertà”

di Redazione TrinacriaNews
         

uil 8 marzo URL IMMAGINE SOCIALPalermo. Quel giorno, tra le fiamme scoppiate all’interno della fabbrica Triangle di New York,  in cui mancavano le minime norme di sicurezza, persero la vita 146 persone, 126 erano giovani lavoratrici di cui 24 siciliane. Era il 25 marzo 1911, e tra loro c’era anche Caterina Uzzo, palermitana. Per l’8 marzo, in occasione della giornata internazionale della donna, la Uil Sicilia – con il sostegno dell’associazione Toponomastica femminile e la V commissione consiliare del Comune di Palermo – donerà alla cittadinanza un bassorilievo creato dallo scultore Mariano Brusca. “Vogliamo ricordare, così, le vittime dell’incendio ma anche tutti quei migranti che ogni giorno affrontano il mare per fuggire a guerra e povertà, sperando in un futuro migliore”, dice Grazia Mazzè responsabile del Coordinamento Pari Opportunità e Politiche di Genere. L’appuntamento è domani alle 11 al Porto di Palermo, presso l’Auditorium Stella Maris. A scoprire il bassorilievo,  il sindaco Leoluca Orlando. Tra i presenti Vincenzo Cannatella, presidente dell’Autorità portuale, il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone, Ester Rizzo, referente dell’associazione Toponomastica femminile e autrice del libro “Camicette bianche” e Rosa Maria Scola, presidente Fidapa Distretto Sicilia.

Note

L’incendio della fabbricafu il più grave incidente industriale della storia di New York. La Triangle Shirtwaist Company, che produceva camicette alla moda, occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani.

Ester Rizzo è l’autrice di “Camicette bianche”, il libro che racconta la tragedia. Le siciliane che si lanciarono dal grattacielo in fiamme, poiché le porte dei locali dove lavoravano erano chiuse a chiave, era formata da: Clotilde Terranova, di Licata; Caterina, Rosaria e Lucia Maltese di Marsala; Provvidenza Bucalo Panno e Vincenza Pinello di Casteldaccia;  Vincenza Benanti di Marineo; Michela Nicolosi e Maria Anna Colletti di Bisacquino; Rosa Bona Bassino e Caterina Bona Giannattasio di Sambuca di Sicilia; Vincenza Bellotto di Sciacca; Rosina Cirrito, Giuseppa Concetta Maria Rosa Del Castillo e Maria Santa Salemi di Cerda; Elisabetta e Francesca Maiale di Mazara Del Vallo; Gaetana Midolo di Noto; Concetta Prestifilippo e Rosa Grasso di Cerami; Giuseppina Buscemi Carlisi e Grazia Maria Gullo Floresta di Sperlinga; Caterina Uzzo di Palermo e Giuseppina Cammarata della provincia di Enna.

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